Edith Stein è una filosofa che, dopo molti turbamenti, da ebrea diventa cattolica.
in famiglia è un dramma, la madre (interpretata da Adriana Asti) non le parla più, e i fratelli e sorelle non la capiscono.
i nazisti la perseguitano oltre ogni dire e la fine è nota.
colonna sonora di Moni Ovadia.
il film riesce a non annoiare mai, merito della regista e di (che interpreta Edith).
buona (filosofica) visione - Ismaele
La settima
stanza, un film su Edith Stein di Marta Meszaros. Edith Stein:
Breslavia 1891 – Auschwitz - Birkenau 1942, Filosofa della Fenomenologia. Tre
donne di pensiero hanno illuminato la pensosità ombrosa della Filosofia del’
900: Simone Weil, Hannah Arendt, Edith Stein. Persino gli uomini di pensiero
hanno ancora da imparare da queste complesse personalità. Che il Cinema sia un
apparecchio affascinante, che può penetrare e scrutare la Coscienza e lo
Spirito dell’Umanità é evidente fin dalle prime prove della sperimentazione
della fotografia e delle foto in movimento.
Il cinema è nato in Francia: Zola è
stato un modernissimo fotografo ed i “Frères Lumière” hanno sorpreso
l’Ottocento con i loro bianchi e neri eleganti e lievi. Così, illuminare “la
Notte oscura”, dentro la quale si è sempre svolta la vita ed il pensiero
tortuoso di Edith Stein, è apparso a Marta Meszaros come un compito essenziale
e necessario.Coinvolta, ecco come appare Marta M., coinvolta, immersa, quasi un
“Alter Ego” di Edith.Il suo sguardo fotografico, molto mittel-europeo,
fiammingo, caravaggesco, Ver-Meeriano, ricco di forti contrasti di colore,
privo di riferimenti alla Natura, ai fiori, agli alberi, alle albe, ai
tramonti... il suo sguardo analitico, sintetico, profondo, esistenziale ed
essenziale, offre ai nostri occhi, al nostro Spirito una Storia umanissima e
tragica. Moni Ovadia accompagna con tenere e vivaci musiche Kzemer e dolenti
canti ebraici i momenti più suggestivi del film. La miglior allieva del
filosofo Husserl (padre della Fenomenologia), a Friburgo, affronta la vita e le
scelte quotidiane in una cornice di nazismo incipiente. Lei è un’ ebrea
convertita al Cristianesimo cattolico. Si è fatta battezzare da un’amica
filosofa protestante: Edwis Conrad-Martius. La mamma (una “mamele” ebrea che ha
cresciuto una famiglia da sola e che non accetterà la conversione di Edith;
sempre ostinata sul quesito: “ma perché Lui si è creduto figlio di Dio?”)
Edith, segnata dalla malattia, dalla fragilità nervosa, dalla depressione,
cercherà di sublimare in un’impossibile Ascesi il suo tormento d’amore, di
vita, di scelte. Lo studio di San Tommaso d’Aquino, di Santa Teresa d’Avila, di
San Juan de la Cruz, accompagneranno il suo percorso di vita.Le cadute, le
ribellioni, le rivolte saranno tragiche ed umanissime. Attraverso il percorso
mistico del viaggio nelle 7 stanze (ogni stanza è una tappa nella ricerca
dell’unione con Dio, a scapito del corpo e del richiamo tentatore della vita),
ritroverà il senso della Condizione umana, così come lo concepiva la
carmelitana Santa Teresa d’Avila, d’ascendenza ebraica spagnola, fondatrice
dell’Ordine delle Carmelitane scalze.Marta M. coglie con intelligenza due
momenti fondamentali della vita di Edith: il ballo in maschera dove Eros e
Thanatos si conciliano in maniera straziante e nell’ingresso di Edith nelle varie
stanze, attraverso un irruento sbattere di porte oscure, che si chiudono e si
aprono e raramente si illuminano di Vita.Il percorso tracciato sull’orrore del
nazismo e la disperata ricerca del Tempio e del Cristo e della Gerusalemme
celeste porteranno Edith alla vera meta: Auschwitz.Nessuno consegnerà al Papa
Pio XI la Lettera in cui chiedeva angosciato aiuto per gli Ebrei d’Europa.Edith
morirà con Rosa, sua sorella, come Ebrea e per gli Ebrei.Edith morirà come
cristiana, per i cristiani.Edith morirà come essere umano, per l’Umanità.Oggi
Edith protegge l’Europa. Marta M. è riuscita ad illuminare il labirinto di una
“Notte oscura”.Poche le stelle, il cielo oscuro, il mistero della Mente e della
Coscienza.Talvolta anche il Cinema può essere Poesia.
Nessun commento:
Posta un commento