giovedì 24 settembre 2026

il colonialismo del cinema a stelle e strisce

oggi 24 settembre 2026 entro sul sito di mymovies, e cerco i film in programmazione a Cagliari.

per ogni film mymovies segnala le sale che proiettano quel film in tutt'Italia.


ho fatto due conti e il cinema targato USA è in 2303 sale, quello italiano in 377 sale (di cui 273 per il film Ultimo), il resto del mondo (due film) in 121 sale.


la quota di occupazione Usa sul totale supera l'80%, togliendo Ultimo (che è un evento a parte) la quota di occupazione Usa sul totale arriva al 90%.

se questo non è colonialismo (o peggio)...


Class Trip - Jonatan Etzler

 

mercoledì 23 settembre 2026

ricordo di Patricio Guzmán


QUI si può vedere Il primo anno

 

QUI  si può vedere Mi pais imaginario

 

 



due film nel blog:




Bara en mor (Solo una madre) - Alf Sjöberg

nella Svezia poverissime degli operai e operaie agricole una storia di poverissimi che cercano di sopravvivere, protagonista una donna, Maria (interpretata da una bravissima Eva Dahlbeck) che sta al fondo della scala sociale, che lotta per sè e per i suoi figli.

un film che colpisce, in un storia svedese universale, tutti la possono capire.

buona (materna) visione - Ismaele 


QUI si può vedere il film



…Magnífica película de Alf Sjöberg, que yo no conocía, dura, directa, sin contemplaciones y en muchos momentos estremecedora, sobrecogedora la escena de la ordeñadora mayor quejándose del ordeño y que no puede evitar el continuo movimiento del brazo. Excelente la interpretación de Eva Dahlbeck y Ragnar Falck. En un pequeño papel el gran Max von Sydow que se esrenaba en la gran pantalla. Adecuada y bonita música de Dag Wirén y excelente fotografía en B/N de Martin Bodin. Imprescindible ver y disfrutar de buen cine.

da qui

domenica 20 settembre 2026

Elvira Madigan - Bo Widerberg

una storia d'amore, irregolare, ribelle, poverissimo.

in una Svezia di campagna, un soldato, che diserta per amore, e un'artita da circo si amano, contro tutto e tutti.

musiche di un giovane di ottime speranze,che si chiama Mozart, una fotografia splendida, una storia di amore senza limiti, per sempre.

un film da non perdere.

buona (innamorata) visione - Ismaele

 

 

QUI si può vedere il film completo, sottotitolato in inglese

 

 

…Low budget per un film di grande impatto visivo (“Newsweek” lo ha definito il film più bello mai fatto) e immediatamente riconoscibile per il commento musicale, affidato al Concerto No. 21 per pianoforte di Mozart che oggi è conosciuto da tutti come il “Tema di Elvira Madigan” (titolo riconosciuto dopo il film e quindi non riconducibile a Mozart). La storia raccontata dal film è una storia vera. Nel 1888 la sedicenne artista e funambolo Elvira Madigan (il suo vero nome era Hedvig Olsen), che si esibiva per il Madigan Circo, incontrò e si innamorò del tenente conte Sixten Sparre, già sposato e con due figli. Dopo uno scambio di lettere appassionate seguite dai tentativi della madre e del patrigno di dissuaderla dall’impegno in quell’amore scandaloso e impossibile, nel 1889, Sixten ed Elvira scappano e riparano in una casa di campagna in Danimarca, dove vivranno fino alla fine dei loro soldi. Da quel momento in poi la situazione precipita e la famiglia di Sixten si rifiuta di aiutarlo, anche perché lui era ricercato per diserzione. Il 20 luglio 1889, la coppia prepara un cesto per un picnic ed esce per una gita a Nørreskov. Lì, dopo un ultimo pasto, Sixten uccide Elvira con la sua pistola di servizio e poi si suicida. La storia, raccontata anche da una celebre ballata, è la sinossi del film…

da qui

 

…La ricerca di realismo permea ogni aspetto delle sue opere e raggiunge l’apice in Elvira Madigan (1967), girato con una piccolissima troupe in Svezia e in Danimarca, evitando i teatri di posa, prediligendo la luce naturale e girando spesso senza una sceneggiatura precisa, con un canovaccio affidato agli attori, che diventarono complici e, nel caso di Thommy Berggren che condivideva in pieno l’idea politica di cinema di Widerberg, quasi coautori.

Ispirato a una storia vera svoltasi nell’estate del 1889, molto nota in Svezia e soggetto di una popolare ballata, il film racconta l’unico e ultimo mese felice dell’amore tra il sottotenente dell’esercito svedese conte Sixten Sparre, sposato e con due figli, e l’equilibrista circense Elvira Madigan (interpretati da Thommy Berggren e Pia Degermark, premiata a Cannes come miglior attrice).

Al momento della sua uscita, Elvira Madigan fu molto lodato dalla critica per i suoi valori formali (“Newsweek” lo definì il film più bello mai girato); a un uso felicissimo di Mozart e Vivaldi nella colonna sonora si accompagna infatti la bellezza smagliante della campagna danese fotografata con un occhio da pittore impressionista. Invece l’estremismo romantico della storia, per di più in costume, conquistò il pubblico ma lasciò sconcertati i critici per il suo essere apparentemente fuori tempo, più una vicenda da melodramma che da film contemporaneo: basti ricordare che il 1967 è anche l’anno di Blow up, Il laureato, Bella di giorno, Indovina chi viene a cena, La cinese e La Cina è vicina. Addirittura Widerberg fu rimproverato per aver abbandonato le tematiche legate all’impegno politico-sociale che avevano caratterizzato i suoi film precedenti, cedendo a un apparente disimpegno. In realtà il film, rivisto oggi, rientra pienamente nel clima pre-sessantottino ed esprime una carica eversiva radicale che riesce a essere ancora bruciante e meno datata dei film citati. L’ambientazione contemporanea di questi ultimi, infatti, permette di leggervi già le contraddizioni che decretarono il fallimento del Sessantotto e che ne limitarono l’eredità principalmente alla modernizzazione post-borghese dei costumi. A voler essere molto sintetici, della formula “desiderio dissidente” ci è rimasto oggi un desiderio liberato ma completamente svuotato della sua carica dissidente, essendo ormai perfettamente inserito nelle logiche della società dei consumi…

da qui

 

Somewhere in these pages today there is doubtless an advertisement describing “Elvira Madigan” as the most beautiful film ever made. That has been the New York critical line, expressed in turn by the New York Times, Newsweek and the New Yorker. I think it does an injustice to Bo Widerberg’s great film.

“Elvira Madigan” is indeed remarkably beautiful, Almost every frame would make a painting, and yet the film is alive and cinematic, not simply photographs of pretty pictures. Widerberg composes his shots of muted colors — usually white yellow and green — and of the remarkably attractive faces of his stars, Pia Degermark and Thommy Berggren…

da qui

 

…Con una splendida fotografia, Widerberg (1930-1997) ci racconta una storia romantica e senza speranza, ambientata in un mondo formale e perbenista che non concede alle persone “…una seconda vita”, metafora di quel movimento che infiammerà l’Europa e il resto del mondo avendo il suo apice nel famigerato ’68.

A rendere ancora più struggente la pellicola è la sublime colonna sonora incentrata sul Concerto per pianoforte e orchestra n.21 K467 di Wolfgang Amadeus Mozart che contribuirà a rendere la pellicola immortale. La Degermark vince il premio come miglior attrice al Festival di Cannes.

da qui