un padre (interpretato da Gonzalo Molina, eccezionale) riappare dopo anni e riconquista le due figlie, Aurora e Lucia, si finge un uomo pieno di segreti, anche se con difficoltà riesce a sopravvivere.
la mamma vuole portare le bambine in Minnesota (quel postaccio dove si trova Fargo), il Perù è in drammatica crisi economica, e non solo.
però le due ragazzine dopo aver ritrovato il padre non vogliono più partire.
un film che non delude, promesso.
buona (sorprendente) visione - Ismaele
… Reinas nasce,
infatti, dal bisogno di Reynicke di ricongiungersi con le proprie radici
rielaborando un momento cruciale del proprio percorso: la partenza dalla terra
natia. Lei che è figlia unica, nata e cresciuta in Perù fino ai quattordici
anni quando con tutta la famiglia s’è trasferita negli Stati Uniti e da lì sino
in Svizzera. Il potere del cinema fa il resto, contribuendo a rendere il
particolare di un momento di vita vissuta, una parabola universale che parla a
tutti e con tutti. Il terzo lungometraggio di finzione di Reynicke è un’opera
catartica e vitale che nell’unire spiagge soleggiate, colori pastello e
chiaroscuri raffinati in immagini dalla soluzione ricercata, ci racconta del
valore delle piccole cose, di prime e ultime volte, e di scelte che cambiano il
proprio mondo.
Se restare e ricostruire un’unità familiare fino a quel punto
accidentale e disastrata, o andare via, voltare pagina e scrivere un nuovo
capitolo. Nel mezzo agenti scenici dalla caratterizzazione colorita e definita
con cui è praticamente impossibile non entrare in empatia, un’armonia di
sviluppo che conferisce a Reinas un
ritmo cadenzato che ve ne farà assaporare ogni frammento, e una piccola massima
come regalo che è sempre bene tenere a mente: “Con i piedi a terra e gli occhi
al cielo, niente è impossibile”.
…Carlos (Gonzalo Molina)
è un padre assente e sconfitto che si rifugia nelle proprie illusioni alla
guida di una macchina tra le dune, mentre le figlie ridono o si annoiano. È
l’immagine scomposta di un uomo che cerca rilevanza e affetto dalle figlie che
ha abbandonato, prima che la partenza le porti via. La madre (Jimena Lindo) ha
deciso di accettare un lavoro in Minnesota e si sta per trasferire con le
figlie.
Sullo sfondo un Perù in
collasso: la guerriglia del Sendero Luminoso, la crisi economica e quindi la
fuga verso l’America. Elena, madre delle ragazze, sembra l’unica a non
abbandonarsi al crollo del paese e vuole cercare salvezza a Minneapolis. Ma le
serve la firma di Carlos per andarsene. E lui è sempre sul punto di firmare, ma
poi preferisce raccontare una delle sue storie.
Il pregio del film è la
pluralità dei punti di vista, oltre a Carlos, Elena e le “regine”, diversi
personaggi ruotano attorno alla famiglia. La nonna, gli zii ma anche la defunta
“zia Mechita” che non vuole lasciare la casa finché non risolverà il suo amore.
Reynicke non giudica i suoi personaggi e lascia lo spettatore sospeso tra
affetto e diffidenza, un pò come le figlie. Il padre, infatti, si racconta ogni
giorno diverso: una spia, un abitante delle foreste, un attore di cinema. Nel
suo imbroglio continuo emerge anche della tenerezza e così Carlos incarna il
volto fragile di una nazione che si sta disgregando…
…Klaudia
Reynicke nació y pasó su infancia en Lima antes de emigrar con su familia a
Suiza y los Estados Unidos; experiencias que dan realismo a Reinas.
Sus películas anteriores Il Nido y Love Me Tender fueron reconocidas en festivales
internacionales.
La política y las
consecuencias de vivir en un país en crisis están siempre presentes en la vida
diaria pero se habla muy poco de ellas. .Lima era una ciudad con toque de queda
pero también con playas, trueques, bailes y diversión. Ambas chicas se
mueven en una burbuja, protegidas por su madre y su abuela; más preocupadas por
el primer amor y la vida social que por la política que es menos comentada que el
fantasma de una tía “re coqueta que murió de amor”.
Carlos,
el padre está en el centro de la historia. Pasa de ser un padre ausente y
desobligado a uno encantador y cariñoso; puede detener el viaje a los Estados
Unidos si no firma el permiso para que sus hijas salgan del país, pero ¿quiere
negarles una vida pacífica? Tal vez el coming of
age más
significativo de la película no es el de las chicas sino el de Carlos, como
burlonamente lo llama Aurora en lugar de papá. Para él la vida en una ciudad
con coches bomba no es suficientemente interesante: él debe estar en el sitio
de la explosión, salvado por una casualidad. Tiene mil anécdotas y cicatrices
para probarlas; el guion de la directora en colaboración con Diego Vega, da 40
minutos a la audiencia -¿para encariñarse?- antes de mostrar de que lado de la
ley están él y sus simpatías. Es intrigante descubrir si es agente secreto,
terrorista, policía o solo un taxista mitómano…