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Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
lunedì 27 luglio 2026
domenica 26 luglio 2026
Gospodin za edin den (Re per un giorno) - Nikolai Volev
le vicissitudini di un contadino pvero, con tanti figli e una brava moglie, in un villaggio bulgaro,negli anni '30.
in certi momenti il ritmo diventa velocissimo, come in oggi le comiche, nei momenti più esilaranti.
una bellissima sorpresa, per chi lo vede solo adesso.
buona (avventurosa) visione - Ismaele
QUI o QUI
il film completo sottotitolato in italiano
…si tratta di una vicenda tragicomica di un contadino bulgaro degli
anni '30. Fa parte del genere, in voga nel blocco comunista, di “guardate come
si stava male prima”, ma qui i clichè sono abbastanza contenuti e mostrati con
un po' di intelligenza, senza didascalismi e sbandieramento di concetti: i
debiti dei poveri, l'ufficiale giudiziario, i ricchi borghesi, le ingiustizie,
ecc.
Il tutto è condito con alcune cantatine, non sempre opportune, e
qualche spruzzatina di erotismo qua e là, In generale, è abbastanza evidente la
satira del mondo bulgaro ante il socialismo, come non mancano le frecciate al
capitalismo americano e allo snobismo femminile d'oltreoceano. Va anche detto
che una parte dell'umorismo e dell'ironia deve sfuggire al nostro pubblico,
digiuno della realtà bulgara dell'epoca.
Una curiosità: pare che la pellicola proceda più velocemente dello
standard, abbastanza per accorgersene, ma non sufficiente per richiamare
direttamente i film muti, specie le comiche. Rimane il dubbio se sia una
manipolazione di chi a curato il DVD, o un'altra bizzarra trovata del regista.
Tutto sommato, un prodotto curioso da vedere.
sabato 25 luglio 2026
Georgetown - Christoph Waltz
un uomo inutile vive a sbafo, sfruttando una donna anziana, sposandola aspettando che crepi.
Christoph Waltz, alla prima regia, e assoluto protagonista del film, gira un film misurato, quasi freddo, affidandosi al suo recitare istrionico.
non eccezionale, ma merita.
buona (gigolo?) visione - Ismaele
…Giocato prevalentemente nell’intimità
luminosa di saloni, hotel, tribunali e salotti altoborghesi, “Georgetown” si
affida al talento degli interpreti in una composta sciarada di piani medi e
ravvicinati. Il ricorso sistematico a un campo/controcampo di tenore classico,
unito alla scarsa mobilità di camera, contribuisce all’ordinamento di un
profilmico ingessato che si caratterizza per un’alta leggibilità e
un’altrettanto palese carenza di inventiva. Analoghe considerazioni si possono
spendere per il commento musicale di Lorne Balfe, insignificante di per sé e
impiegato in una maniera intuitiva e didascalica che ricorda le soap anni 90
più che l’estro tarantiniano cui
Waltz dichiara di essersi ispirato. Da un altro lato, la fantasia di Waltz
regista si segnala invece per l’uso riuscito di alcune inquadrature che,
emergendo dal fuoricampo, stravolgono l’equilibrio narrativo secondo un forte
effetto comico – si veda ad esempio l’interrogatorio domestico o la suite,
scene in cui Bening e Waltz compaiono d’acchito nello spazio muto e invisibile
oltre i bordi dell’inquadratura.
Un soggetto intrigante, il fascino della cronaca e interpreti di indubbio
spessore tengono in piedi un testo redatto secondo una grammatica filmica
rudimentale, che in ultima analisi riesce nel tentativo di porsi come visione
gradevole, ma non in quello di imporsi come prova autoriale.
venerdì 24 luglio 2026
A hail of bullets (Peftoun oi sfaires san to halazi ki o travmatismenos kallitehnis anastenazei) - Nikos Alevras
quando nasceva il cinema di Nanni Moretti, in Grecia nasceva il cinema di Nikos Alevras.
i due registi/attori hanno molto in comune, sembrano intercambiabili, mentre Nanni Moretti è comico e satirico, Nikos Alevras ha una marcia in più, il suo film è anche politico, nella Grecia democratica dopo la dittatura i colonnelli.
un gioiellino da non perdere (forse si trova su Mubi)
buona (ottima) visione - Ismaele
Condito con ampie dosi di surrealismo e assurdità, la commedia d'avanguardia ha suscitato polemiche sabato 28 aprile 1984 quando è andata in onda sulla TV greca. Interrotto solo pochi istanti dopo l'uscita del film a causa di una scena scandalosa, il film ha suscitato critiche pubbliche, frenesia mediatica e dibattito sull'autobiografia cinematografica improvvisata del regista. Nel tentativo di descrivere il suo imbarazzante rapporto con le donne durante le varie fasi della sua vita, tra cui sua madre e sua moglie, si svolgono delle vignette satiriche. Questi segmenti abbracciano anni di bei ricordi ed esperienze. Si dice che abbia causato le dimissioni di un intero Consiglio di Amministrazione, Nikos Alevras'«Hail of Bullets» ritrae anche l'amaro rapporto di amore/odio del regista con il cinema greco durante il cambio politico in Grecia.
Greek
surreal comedy that caused a huge controversy in Greece when it was
accidentally partially aired on TV in the 80s despite some nudity, which was
then cut off the air after a few minutes, triggering an uproar and even rumored
to have caused a resignation. People are still talking about this incident and
don't talk much about the movie itself, which isn't much to write home about.
The 'artist' director presents a seeming auto-biography of his life, his
various relationships with women and the various stages in his life, all
portrayed in absurdist scenes of satire, some surrealism, and peppered with
many traditional songs usually sung by the female actresses. The first few
minutes are what caused the controversy, featuring him acting as a baby while
his mother covers his genitals with talc powder, diapers him up, and
breast-feeds him, while his other female relatives all surrealistically appear
as breasts with masks.
giovedì 23 luglio 2026
mercoledì 22 luglio 2026
martedì 21 luglio 2026
A casa nostra (Chez nous) - Lucas Belvaux
un film di qualche anno fa, che non perde un briciolo di attualità.
è un film politico, analizza i meccanismi semplici e diabolici dell'ascesa dell'estrema destra in Francia (ma vale anche per l'Italia, solo che da noi film così non se ne fanno), con una strategia di parole d'ordine ("noi non siamo nè di destra, nè di sinistra", ma anche "prima i francesi", come suonano familiari questi slogan), con una struttura in abiti firmati davanti, e dietro i picchiatori da usare quando servono.
protagonista, bravissima e convincente come sempre, è Émilie Dequenne (la Rosetta dei fratelli Dardenne), mortatroppo giovane qualche anno fa.
e Lucas Belvaux è un bravissimo regista.
un film da non perdere (mi sembra sia su Primevideo).
buona (indimenticabile) visione - Ismaele
…L’adesione incondizionata di alcune amiche alla sua
candidatura, il razzismo
strisciante che trapela tra le righe dei discorsi o tra le risate
irrigidite di un barbecue in giardino, gli inquietanti siti internet che
incitano all’odio razziale ideati da ragazzini mossi più dalla noia che
dall’odio: il paesaggio sociale è
una distesa bruciata, terreno di conquista per i campioni del populismo
aggressivo.
Pauline scivola lentamente
in una sorta di trance ipnotica: confonde la percezione di sé e del mondo che
la circonda e intanto viene manovrata
come un burattino dai leader che l’avevano sedotta. Le cambiano
pettinatura e abiti, le impongono abitudini e frequentazioni. La libertà del
popolo, che ricorre come un mantra nei comizi della pseudo-Le Pen, s’inchina a
un autoritarismo decisionale che non ammette deroghe. L’odio politico, ridotto a uno sterile
urlo di parole d’ordine rabbiose, si
propaga come un virus che contamina e ammala, distruggendo
amicizie, famiglie, classi sociali.
In questa demolizione autoinflitta del quotidiano sta
la forza di A casa nostra, che
invece si fa più prevedibile nella
scansione degli snodi narrativi, risolti con trovate più ovvie e
risapute: la rivelazione del passato neonazista del fidanzato, la (ri)presa
improvvisa di coscienza della protagonista, la descrizione di una generazione
di giovani violenti eterodiretti dalla solita élite, si susseguono senza
scossoni pur mantenendo una certa urgenza di denuncia.
Belvaux si trova più a suo agio nella rappresentazione dell’umanità
singola, alle prese con la propria questione morale, che nella descrizione di
un nuovo mondo politico corruttore e corrotto, monolitico fino alla caricatura. A casa nostra, quindi, sotto la scorza dell’ovvio interesse di cronaca (e in
attesa del risultato delle elezioni francesi), è un
film che incita alla responsabilità individuale, indaga sulla seduzione
fatale innescata dalla debolezza, spinge a un rinnovato modo di stare insieme
(a cui occhieggia la bella sequenza dello stadio nel prefinale). Un film che
parla al nostro presente con piglio illuminista, non privo di qualche banalità
e di qualche ruggine di sceneggiatura, diretto con stile sobrio e monocromo,
sostenuto e ispirato dalla magnifica interpretazione della sua protagonista, Émilie Dequenne.
…Un mondo di complotti che sfrutta a suo vantaggio, sporca e getta
nel fango chi si lascia avvincere dalle ammalianti promesse di cui si rende
fautore il partito che lo porta come simbolo e paladino; rendo il prescento
l'apparentemente protagonista di una facciata che invece nasconde lati oscuri,
compromessi ed interessi troppo importanti per essere messi da parte in nome di
un governo assennato e scrupoloso che invece caratterizza la facciata di ogni
programma o promessa elettorale.
Affiancano la celebre straordinaria attrice belga resa famosa
dai Dardenne con Rosetta, il sempre pertinente André Dussolier e il nuovamente
tormentato e doppiogiochista Guillaume Gouix nel ruolo di un allenatore
sportivo ed ex fiamma della protagonista, personalità controversa e
divisa tra affetto e desiderio di famiglia, e intolleranza estrema e violenta
nei confronti dei tragicamente noti "sans papier": due generazioni
agli antipodi, ma due tra gli attori più interessanti, sfaccettati e
completi del nutrito e celebrato panorama attoriale d'Oltralpe.
…A casa nostra un film di due ore scarse e’ il
classico film politicizzato francese, che pone la sua attenzione
sull’intolleranza, l’integralismo e le nefandezze finanziarie dei politici di
turno nella mala amministrazione della cosa pubblica. Un film molto
coinvolgente, con tante scene ben girate e di sicuro effetto scenico. Ha anche
una qualità si schiera apertamente per un partito specifico. Dal punto di vista
cinematografico il film funziona ed è un racconto molto potente, con l’ottima
interpretazione su tutti e tutto della deliziosa Émilie Dequenne nel ruolo di
Pauline Duhez l’infermiera amata dal popolo ed usata da André Dussollier medico
senza scrupoli e da Catherine Jacob/Agnès Dorgelle la dura e spietata capolista
politica. La sceneggiatura asciutta, con dialoghi efficaci su riferimenti
politici, ma senza pigiare troppo il piede sull’acceleratore, con fermezza e
misura al contempo. Lucas Belvaux e’ un regista molto abile ed esperto sa
calibrare il tutto, senza perdere il gusto del racconto e delle vicende
personali. La grande morale del film per me è che anche una ragazza perbene,
rispettosa, tutto casa, lavoro e famiglia, può farsi manipolare da gente
melliflua e suadente oltre che esperta nel tornaconto personale e politico,
mestieranti, più che appassionati di politica, molto attenti alla comunicazione
ed alle parole, al detto e non detto ed al compromesso ed al sotterfugio…
Il regista Lucas Belvaux si schiera contro il
partito politico dell'estrema destra francese capitanato da Marine Le Pen, alla
quale si ispira - senza nasconderlo - il personaggio di Agnès Dorgelle,
interpretata da Catherine Jacob. Belvaux mostra senza mezzi termini i caratteri
estremisti e le derive razziste e xenofobe del partito. Il regista si infiltra
nella zona della Francia più sensibile al populismo del Front National, in un
paese ferito e scombussolato che viene travolto dall’onda dell'estrema destra,
abile a sfruttare l’innocente e tanto amata Pauline. Lucas Belvaux parte da una
narrazione chiara, senza filtri, per raccontare un paese in balia di
politicanti interessati al proprio interesse; che sfruttano le armi del
populismo facile per prendere il controllo di una comunità allo sbando e
piegare uno dei suoi pilastri. Il cammino di Pauline, da avulsa alla politica a
leader della lotta contro i "non-francesi, è reso con grande convizione
dall'interpretazione di Émilie Dequenne. A casa nostra - Chez nous in Francia
ha fatto scalpore e ha indignato i politici, direttamente interressati dalla
denuncia portata avanti da Lucas Belvaux. Un film che fa riflettere e che
scoperchia alcuni meccanismi del potere, mostrandone gli aspetti più gretti e allo
stesso tempo micidiali sulla popolazione, e che invita al distacco da posizioni
estreme e dalle ombre dei fantasmi più terribili dell’Europa.