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Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
sabato 22 agosto 2026
venerdì 21 agosto 2026
Betrayed (Tradita) - Costa-Gavras
gli Usa sono il paese più terrorista del mondo, nel film c'è il caso del terrorismo interno, quello che scatenerà la prossima guerra civile.
ammazzano un conduttore radiofonico, l'FBI indaga fra i nazisti interni, un'agente sotto copertura (Debra Winger) entra in quella comunità terroristica, purtroppo sarà emotivamente coinvolta.
un film solido, appassionante e appassionato, da non perdere.
buona (Debra Winger) visione - Ismaele
QUI si può vedere il film completo
…Lo si può definire uno dei film più complessi e meno immediati di Costa‑Gavras,
capace di fondere thriller, dramma sentimentale e indagine politica senza mai
scivolare nel didascalico. La forza del film sta nella sua capacità di mostrare
il razzismo non come un fenomeno marginale, ma come una cultura che può
attecchire nella normalità: famiglie affettuose, comunità solidali,
rituali condivisi. Il regista osserva con lucidità come l’odio possa
convivere con la tenerezza, e come la violenza ideologica possa essere
tramandata con la stessa naturalezza di un valore familiare.
Debra Winger offre una prova intensa, costruita su
esitazioni, conflitti interiori e una vulnerabilità che diventa parte
integrante della tensione narrativa. Tom Berenger, nel suo periodo
migliore, con il suo carisma ambiguo, incarna perfettamente la doppiezza del
personaggio: padre amorevole e, allo stesso tempo, uomo capace di abbracciare
ideologie estreme.
Il film
non cerca il colpo di scena facile, ma lavora sulla progressiva immersione in
un ambiente che seduce e inquieta. Ne emerge un racconto duro, che interroga lo
spettatore e lo costringe a guardare da vicino ciò che spesso si preferisce
ignorare: la banalità del male quando si annida nella quotidianità.
Era
ancora l’88 ma oggi la Storia pare ripetersi in maniera inquietante.
…Tom Berenger eccede in un'interpretazione poco
equilibrata e misurata facendo in modo che il suo personaggio risulti poco
credibile, a volte ai limiti della macchietta, mentre spicca la prova
convincente e preziosa di una Debra Winger intensa, determinata ma fragile,
dubbiosa ed impaurita, sconvolta ma decisa, materna e dolce, delusa e
tradita/betrayed dall'Fbi, per lei la sola famiglia, tanto più che il suo capo
è anche il suo ex compagno, pronto però solo a sfruttarla pur di raggiungere il
suo obiettivo e catturare il maggior numero possibile di esponenti di quel
movimento fascista e violento che mina dalle fondamenta l'America ed i suoi
valori ed ideali democratici ed è ramificato nella società in maniera
impressionante. E interessante è la descrizione di un FBI che usa gli stessi
metodi di chi cerca di arrestare per raggiungere il proprio scopo, uccidendo,
se necessario, senza scrupoli morali come se fosse normale routine:
"Uccidere è come togliersi la merda dalle scarpe". Strepitosa infine
la battuta che pronuncia il dj nello scatenato incipit del film, nello stile di
"Talk Radio" di Stone, di cui "Betrayed" potrebbe essere un
ideale seguito (in fondo comincia là dove il film di Stone finisce):
"Siamo in America: abbiamo sempre bisogno di un nemico per costruire altre
armi". Ancora oggi verità sacrosanta ed indiscutibile!!!
Un j'accuse nei confronti dell'odio razziale fatto da un
regista scomodo, che qui ha il pregio di essere roccioso, determinato e
introspettivo allo stesso tempo, senza perdersi in spiegazioni didascaliche. I
personaggi sono ben costruiti e sfaccettati: se Debra Winger è un'interprete
eccezionale e profonda, non le è da meno Tom Berenger, a cui è affidata la
parte più difficile. Il suo ruolo doppio, di mezzadro onesto e aitante che
nasconde un rancore radicato per i neri e facile preda degli altri soci del Ku
Klux Clan è una scoperta. Molto bravo. Il film è notevole e sorprendente.
giovedì 20 agosto 2026
Mere rosii (Mele Rosse) – Alexandru Tatos
nel 1976, nella Romania di Ceausescu, un piccolo dottore lotta per poter fare il medico, in un mondo corrotto, Ippocrate sarebbe orgoglioso di lui.
un gioiellino da non perdere, se lo trovate.
buona (ippocratica) visione- Ismaele
QUI il film completo, in romeno
a film who reflects his need to escape
from the rules web of political command. a surprising film in the context of
period. a splendid role by Mircea Diaconu. and a courageous pledge for the
honesty and passion as the best manner to define yourself and to change the
reality. a pamphlet, it is precise analysis of the social sins. the arguments
of young doctor. the cold suspicion, selfish protective circles of the hospital
director. the love stories. and the atmosphere who impress for a film from
"70's. because it is more than social criticism. it represents a precise
portrait of a sick system, not very different by the Romanian medical system
from 2016. the importance of film - expose the credo of the director. in direct
manner. reflecting the crisis of a cruel perception about the weakness who
defines a community.
courageous, honest, good acting, clever
solutions against political command, direct irony against the social sins. and
one of beautiful roles of Mircea Diaconu, a lovely performance by Carmen Galin.
more than story, clear definition of Alexandru Tatos credo. a film about the
duty and the moral victory, about the sacrifice and life as more than
convention chain or show. the sensitivity, the touching pieces who defines the
lead character are the pillars of it. and the delicate air of freedom. a
courageous film for Romania of yesterday and tomorrow. because it remember, in
a Balcanica society who believes all has its price than the real values are,
always, the axis for define you and the other.
mercoledì 19 agosto 2026
Nacktschnecken - Michael Glawogger
un gruppetto di ragazze e ragazzi, a corto di soldi, aderiscono alla proposta di girare un film porno in pochi giorni.
il film è divertente, non resterà nella storia del cinema, se lo trovi non ti deluderà.
buona (dildo) visione - Ismaele
martedì 18 agosto 2026
Komisario Palmun erehdys (Inspector Palmu's Mistake) - Matti Kassila
un film alla Agata Christie, meno serioso e molto più divertente.
un paio d'ore ben spese, umorismo finlandese, ecco da chi ha preso Kaurismaki:)
buona (sorprendente) visione - Ismaele
QUI si può trovare il film
Il migliore tra i film che hanno per
protagonista il commissario Palmu, serie amatissima negli anni Sessanta.
Classico delitto nella camera chiusa: un produttore cinematografico viene
trovato morto nella vasca da bagno. «Un genere nuovo di detective-film ironico,
dove la combinazione di scatenata parodia e vere indagini produce un effetto
irresistibile - non ultimo per via dei brillanti attori» (von Bagh). Di grande
atmosfera una Helsinki in bianco e nero, percorsa da brividi di musica jazz:
una visione di città che Kaurismäki cita tra le proprie fonti.
lunedì 17 agosto 2026
Lizzie (La donna delle tenebre) – Hugo Haas
tratto da un bel romanzo di Shirley Jackson, Lizzie è un film che merita molto.
qualche piccola variazione rispetto al libro (solo chi ha letto il libro lo saprà) ci sta bene, è funzionale all'econoia fel film.
una ragazza orfana, che vive con la zia, ha qualche problema nella sua testa, dovuti a traumi dell'infanzia, un bravo medico riesce a capire tutto.
buona (ipnotica) visione - Ismaele
Stroncato all'epoca ma oggi
rivalutabile come b-movie sincero, uno psycho-noir asciutto sorretto dalla
brava Parker e dalla magnetica Blondell. La rappresentazione del disturbo
dissociativo è semplificata secondo i canoni del "cinema psichiatrico"
anni Cinquanta. Tra thriller e melodramma senza mai osare davvero troppo,
restando, comunque, un prodotto gradevole.
Risposta
della MGM a la Donna dai tre volti (1957)
realizzato dalla 20th Century Fox, uscito quattro mesi prima e vincitore di un
Oscar, anche quello a raccontarci di una giovane donna dissociata e del medico
che l’aiuta con l'ipnosi. Un’operazione sulla cresta dell’onda dell’interesse
dei tempi per la psicanalisi e per fenomenologie della psiche sempre un po’
arcane e misticheggianti (la personalità multipla, l’ipnosi) che, tuttavia, né
piacque alla scrittrice Shirley Jackson dal cui romanzo “Lizzie” (the Bird’s
nest) il film venne tratto, né entusiasmò la critica: lo spietato Bosley
Crowther del New York Times, nell'aprile ’67, liquidò il film come
"sciocco e generalmente noioso", giudizio severo ma comprensibile nel
contesto di un'epoca che preferiva il realismo sociale alle derive
exploitation. Oggi, liberato sia dal confronto con la Donna dai tre volti, sia da peculiari correnti
critiche, Lizzie emerge come un b-movie sincero e artigianalmente solido,
sorretto da performance femminili di buono spessore e da una regia consapevole
dei propri mezzi espressivi. Haas, regista boemo, operando con risorse
limitate, costruisce un psycho-noir asciutto e nervoso attorno alla figura di
Elizabeth, ben resa dalla Parker che evita le trappole del manierato e ci
documenta, con la sua personalità "cattiva", seduttiva, moralmente
ambigua, gli stereotipi sulla sessualità femminile degli anni Cinquanta. Le
sequenze più memorabili - la scena dei tre specchi che moltiplicano il volto
della protagonista, le lettere minatorie che Elizabeth scrive inconsapevolmente
a se stessa, la ricostruzione della festa di compleanno che diventa teatro
terapeutico - rivelano una sensibilità registica e narrativa non così
dozzinale. Plus, la presenza di Joan Blondell che offre una valida presenza
scenica nel ruolo della zia Morgan, alcolizzata perenne in vestaglia che abita
gli spazi più sensibili del racconto. Il personaggio rimane enigmatico, forse
poco sviluppato, ma Blondell impregna ogni battuta di una ironia malinconica e
ricorda quel tipico modello della diva in disarmo (Bette Davis, Gloria Swanson,
...). Richard Boone, invece, interpreta lo psichiatra Neal Wright secondo i
canoni dell'epoca: figura paternalistica che penetra - verbo non a caso - i
misteri della psiche femminile attraverso l'ipnosi, sorta di soggetto umano a
metà fra l’affidabilità scientifica positivista e il prete secolarizzato che ha
a che fare con la psiche-anima. È, però, sul piano scientifico che il soggetto
regge poco. La rappresentazione del disturbo dissociativo (già di suo tema
sensibile in ambito clinico, si leggi nei trivia) rimane assai semplificata. La
risoluzione terapeutica segue una logica narrativa rassicurante ma
psicologicamente ingenua (scoprire il trauma basta per eliminare il sintomo)
che però piaceva molto al “cinema psichiatrico” dell'epoca che trasformava la
complessità della mente in percorsi lineari di causa-effetto, trauma e catarsi
(cfr. Hitchcock di Io ti salverò,
1945; Marnie, 1964). Il vero limite, ad ogni modo, non è
quello scientifico ma quello narrativo: il film manca di pepe, non accade mai
nulla di davvero pericoloso, non si consuma violenza autentica o pericolosità;
l'ombra del suicidio e dell'omicidio viene evocata ma mai materializzata.
Questa castrazione drammatica indebolisce l'impatto complessivo,
confinando Lizzie in un limbo tra
thriller psicologico e melodramma sentimentale. Resta un film dei suoi anni non
privo di grazia e intelligenza artigianale.
…Per finire - mentre il cambiamento più marcato dal romanzo al film
si può senz'altro individuare (ovviamente dal PdV del mero plot)
nell'inserimento del vicino di casa della zia, un personaggio (interpretato dal
regista Hugo Haas) creato e inventato da zero per normalizzare e rendere più
comoda, elementare ed agevole l'implementazione di alcune svolte narrative, ma
che non stona affatto nell'insieme – ecco ancor'altre più o meno importanti e
significative divergenze: oltre alla statua d'ebano nigeriana, presenza
fisico-fantasmatica nelle pagine scritte d'altrettanto nero inchiostro e solo
suppellettile di contorno sulla superficie al nitrato d'argento della
pellicola, e alla figura del custode-tuttofare messicano/italiano del museo
dove è impiegata Elizabeth che prende il posto del giovane, gentile dottore
incontrato da Beth/Bess a New York, ecco, in penultimo non ultimo: il fango,
che dal frigorifero passa al vestito; e il ritorno più
espressivo/espressionista dell'edificio museale: nel finale del romanzo il
calpestare ancora quelle stanze e quelle aule, quei saloni e quei corridoi (che
nelle prime pagine invece assurgono a vero e proprio personaggio, con una forza
icastica e un'incisività pittorica indimenticabili) è reso più come una -
comunque sottilmente disturbante - visita di cortesia, mentre nella pellicola
quelle scenografie vengono ri-utilizzate come substrato, contesto ed
argomentazione del dare alla memoria, dopo la suppurazione e l'epurazione del
trauma, un proprio luogo in cui ricongiungersi con sé stessa, ristabilirsi e
ristabilire un ordine condiviso tra le parti, confluent'in fine le une nelle
altre a dare somma uno: Set This House in Order! L'eterno splendore della mente
riasse-s/t-tata.
Ottimi tutti gli interpreti…
domenica 16 agosto 2026
Deváté srdce (Il nono cuore) - Juraj Herz
una fiaba più da fratelli Grimm che da Andersen.
una principessa prigioniera, uomini che vogliono salvarla, senza riuscirci, un amore proletario che poi trionfa.
un film che merita, promesso.
buona (di corsa) visione - Ismaele
QUI e QUI si può vedere il film con sottotitoli in inglese
Un gruppo di girovaghi
narra una storia rappresentandola sulle piazze dei villaggi. La storia si
riferisce ad un avvenimento che accade nel Regno di Napoli dove vive una
giovane principessa, Adriana, vittima di un sortilegio. Ogni notte, costei
scompare misteriosamente dalla reggia e si ritrova a ballare interminabili
danze in un Regno Sotteraneo dove impera il genio malefico del conte
Aldobrandini. Costui, quando era astronomo di corte, per impadronirsi del Regno
di Napoli, essendo Adriana l'unica erede al trono, la chiese in sposa. Ma la
principessa rifiutò le nozze e da allora il conte la tiene prigioniera dei suoi
incantesimi finché non si deciderà a sposarlo. I giovani del reame di Napoli si
sono offerti generosamente per salvare la principessa, promessa in sposa a chi
di loro fosse riuscito a salvarla, ma di essi nessuno è più tornato dal Regno
Sotterraneo. L'ultimo giovane che si offre è Martin, uno studente squattrinato,
che, attratto dalla bellezza di Touka, una ragazza girovaga, invita a pranzo tutta
la compagnia e, non avendo denaro per pagare, per sfuggire alla giustizia, si
offre di salvare la principessa. Martin, aiutato dal buffone di corte, si
inoltra nel Regno Sotterraneo. Qui scopre che gli otto giovani che l'hanno
preceduto sono stati assassinati e il loro cuore è servito a preparare un
filtro prodigioso che tiene in vita il malvagio Aldobrandini, altrimenti
appartenente a secoli passati. Dopo una serie di peripezie, il buffone di corte
viene catturato per sbaglio al posto di Martin e il suo cuore va a completare
la serie di filtri. Martin, però, non si dà per vinto e scopre il segreto
meccanismo dei filtri, riuscendo così a richiamare in vita i nove sventurati.
Con essi e la principessa, cerca di uscire dal labirinto dove l'incantesimo del
conte li tiene prigionieri. Il conte, ormai privo dei suoi filtri magici,
ritorna nel regno dei morti. Ma il gruppo dei giovani gira inutilmente nella
reggia incantata, finché il richiamo di un amore lontano, Touka, indica a
Martin la via d'uscita.
…Questo lavoro di Herz è un saggio di favolistica, in
cui emerge lo sfarzo dell'immaginario e il fascino degli antichi miti tramandati
dalla cultura di tutta Europa, India, Egitto, America e Africa. Il film può
favorire una lettura emblematica del mondo dei simboli, riferendosi ad
altrettante realtà: il bene e il male, il tempo e l'eternità, la cattiveria e
la bontà, la povertà e la ricchezza. Motivi spesso fortemente legati a desideri
e aspirazioni profondamente radicati nell'uomo, come l'immortalità, una vita
felice, la possibilità di dominare gli elementi della natura. Tutto un mondo di
tradizioni vissute da generazioni lontane nel tempo, ma tuttora riscontrabili
nei desideri più o meno palesi e più o meno inconsci di ogni uomo. Una
splendida fotografia e una scenografia originale aumentano la suggestività
delle immagini che fanno di questo film uno spettacolo interessante per molti
aspetti.