mercoledì 23 settembre 2026

ricordo di Patricio Guzmán


QUI si può vedere Il primo anno

 

QUI  si può vedere Mi pais imaginario

 

 



due film nel blog:




Bara en mor (Solo una madre) - Alf Sjöberg

nella Svezia poverissime degli operai e operaie agricole una storia di poverissimi che cercano di sopravvivere, protagonista una donna, Maria (interpretata da una bravissima Eva Dahlbeck) che sta al fondo della scala sociale, che lotta per sè e per i suoi figli.

un film che colpisce, in un storia svedese universale, tutti la possono capire.

buona (materna) visione - Ismaele 


QUI si può vedere il film



…Magnífica película de Alf Sjöberg, que yo no conocía, dura, directa, sin contemplaciones y en muchos momentos estremecedora, sobrecogedora la escena de la ordeñadora mayor quejándose del ordeño y que no puede evitar el continuo movimiento del brazo. Excelente la interpretación de Eva Dahlbeck y Ragnar Falck. En un pequeño papel el gran Max von Sydow que se esrenaba en la gran pantalla. Adecuada y bonita música de Dag Wirén y excelente fotografía en B/N de Martin Bodin. Imprescindible ver y disfrutar de buen cine.

da qui

domenica 20 settembre 2026

Elvira Madigan - Bo Widerberg

una storia d'amore, irregolare, ribelle, poverissimo.

in una Svezia di campagna, un soldato, che diserta per amore, e un'artita da circo si amano, contro tutto e tutti.

musiche di un giovane di ottime speranze,che si chiama Mozart, una fotografia splendida, una storia di amore senza limiti, per sempre.

un film da non perdere.

buona (innamorata) visione - Ismaele

 

 

QUI si può vedere il film completo, sottotitolato in inglese

 

 

Low budget per un film di grande impatto visivo (“Newsweek” lo ha definito il film più bello mai fatto) e immediatamente riconoscibile per il commento musicale, affidato al Concerto No. 21 per pianoforte di Mozart che oggi è conosciuto da tutti come il “Tema di Elvira Madigan” (titolo riconosciuto dopo il film e quindi non riconducibile a Mozart). La storia raccontata dal film è una storia vera. Nel 1888 la sedicenne artista e funambolo Elvira Madigan (il suo vero nome era Hedvig Olsen), che si esibiva per il Madigan Circo, incontrò e si innamorò del tenente conte Sixten Sparre, già sposato e con due figli. Dopo uno scambio di lettere appassionate seguite dai tentativi della madre e del patrigno di dissuaderla dall’impegno in quell’amore scandaloso e impossibile, nel 1889, Sixten ed Elvira scappano e riparano in una casa di campagna in Danimarca, dove vivranno fino alla fine dei loro soldi. Da quel momento in poi la situazione precipita e la famiglia di Sixten si rifiuta di aiutarlo, anche perché lui era ricercato per diserzione. Il 20 luglio 1889, la coppia prepara un cesto per un picnic ed esce per una gita a Nørreskov. Lì, dopo un ultimo pasto, Sixten uccide Elvira con la sua pistola di servizio e poi si suicida. La storia, raccontata anche da una celebre ballata, è la sinossi del film…

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…La ricerca di realismo permea ogni aspetto delle sue opere e raggiunge l’apice in Elvira Madigan (1967), girato con una piccolissima troupe in Svezia e in Danimarca, evitando i teatri di posa, prediligendo la luce naturale e girando spesso senza una sceneggiatura precisa, con un canovaccio affidato agli attori, che diventarono complici e, nel caso di Thommy Berggren che condivideva in pieno l’idea politica di cinema di Widerberg, quasi coautori.

Ispirato a una storia vera svoltasi nell’estate del 1889, molto nota in Svezia e soggetto di una popolare ballata, il film racconta l’unico e ultimo mese felice dell’amore tra il sottotenente dell’esercito svedese conte Sixten Sparre, sposato e con due figli, e l’equilibrista circense Elvira Madigan (interpretati da Thommy Berggren e Pia Degermark, premiata a Cannes come miglior attrice).

Al momento della sua uscita, Elvira Madigan fu molto lodato dalla critica per i suoi valori formali (“Newsweek” lo definì il film più bello mai girato); a un uso felicissimo di Mozart e Vivaldi nella colonna sonora si accompagna infatti la bellezza smagliante della campagna danese fotografata con un occhio da pittore impressionista. Invece l’estremismo romantico della storia, per di più in costume, conquistò il pubblico ma lasciò sconcertati i critici per il suo essere apparentemente fuori tempo, più una vicenda da melodramma che da film contemporaneo: basti ricordare che il 1967 è anche l’anno di Blow up, Il laureato, Bella di giorno, Indovina chi viene a cena, La cinese e La Cina è vicina. Addirittura Widerberg fu rimproverato per aver abbandonato le tematiche legate all’impegno politico-sociale che avevano caratterizzato i suoi film precedenti, cedendo a un apparente disimpegno. In realtà il film, rivisto oggi, rientra pienamente nel clima pre-sessantottino ed esprime una carica eversiva radicale che riesce a essere ancora bruciante e meno datata dei film citati. L’ambientazione contemporanea di questi ultimi, infatti, permette di leggervi già le contraddizioni che decretarono il fallimento del Sessantotto e che ne limitarono l’eredità principalmente alla modernizzazione post-borghese dei costumi. A voler essere molto sintetici, della formula “desiderio dissidente” ci è rimasto oggi un desiderio liberato ma completamente svuotato della sua carica dissidente, essendo ormai perfettamente inserito nelle logiche della società dei consumi…

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Somewhere in these pages today there is doubtless an advertisement describing “Elvira Madigan” as the most beautiful film ever made. That has been the New York critical line, expressed in turn by the New York Times, Newsweek and the New Yorker. I think it does an injustice to Bo Widerberg’s great film.

“Elvira Madigan” is indeed remarkably beautiful, Almost every frame would make a painting, and yet the film is alive and cinematic, not simply photographs of pretty pictures. Widerberg composes his shots of muted colors — usually white yellow and green — and of the remarkably attractive faces of his stars, Pia Degermark and Thommy Berggren

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…Con una splendida fotografia, Widerberg (1930-1997) ci racconta una storia romantica e senza speranza, ambientata in un mondo formale e perbenista che non concede alle persone “…una seconda vita”, metafora di quel movimento che infiammerà l’Europa e il resto del mondo avendo il suo apice nel famigerato ’68.

A rendere ancora più struggente la pellicola è la sublime colonna sonora incentrata sul Concerto per pianoforte e orchestra n.21 K467 di Wolfgang Amadeus Mozart che contribuirà a rendere la pellicola immortale. La Degermark vince il premio come miglior attrice al Festival di Cannes.

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venerdì 18 settembre 2026

Nobody has to know - Bouli Lanners

Phil ha perso la memoria, dopo il ricovero torna al suo villaggio, ma  non capisce bene come funziona, come era prima.

e Phil forse aveva una relazione con Millie.

un film anche d'amore, con la memoria labile.

buona (forse amorosa) visione - Ismaele


 

L'abilità di Bouli Lanners - anche interprete di Phil - consiste proprio nel gestire l'ingombrante materia narrativa del suo racconto, da cui distilla la semplice storia d'amore di un uomo e una donna non più giovani ma capaci di costruirsi una nuova vita.
Il film non indugia nemmeno nel sentimentalismo, né quando unisce i due protagonisti né quando li separa. Nessuno deve sapere, con il suo titolo così mélo (e quello francese lo è ancora di più: L'ombre d'un mensonge, l'ombra di una menzogna), sceglie in realtà di ammortizzare ogni possibile tensione legandosi alla grazia dei personaggi: non solo di Phil e Millie, lui così grosso e buono, lei solo in apparenza fredda e distante (a interpretarla è l'intensa Michelle Fairley), ma anche di Brian, nipote di Millie e amico di Phil, che si affeziona a un cane di cui si è smarrito il padrone, e di Angus, austero capofamiglia che rivela un animo da brav'uomo.

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Questa sua ultima fatica, intitolata Nobody has to know (in Francia, ove è appena uscito in sala, "L'ombre d'une mensonge") si presenta come un raffinato e trattenuto thriller dell'anima e del cuore che, attraverso una sorta di rinascita obbligata che la drammatica circostanza richiede al nostro sfortunato protagonista, permette di far luce su una comunità isolata sia dalla natura, sia dalla propria riservata etica morale.

La stessa che spinge una donna per troppo tempo soggiogata e costretta in un ruolo sacrificale, ad escogitare un suo piano per poter uscire dal ruolo che le regole severe del luogo le hanno costruito addosso, privandola di ogni libertà ed emozione di vivere.

Lanners dirige con professionalità una sorta di giallo psicologico che sonda tra i comportamenti rigidi ed inflessibili di una società racchiusa ostinatamente in se stessa, pregiandosi di una ambientazione e di paesaggi naturali mozzafiato che ben si contestualizzano a rappresentare una società fuori dal tempo e dalle frenesie di un mondo al contrario decisamente globalizzato.

E il volto interdetto dai molteplici interrogativi che lo colgono, quando il protagonista (reso molto bene dallo stesso Bouli Lanners, attore di comprovata versatilità come accennato sopra) si (ri)scopre addosso un corpo incastonato di tatuaggi a lui - momentaneamente in condizione di amnesia totale - completamente ignoti, diventa il simbolo di un film denso di misteri, ma allo stesso tempo pacato e impegnato a concentrarsi sulle singole sfaccettature interiori dei suoi due protagonisti e di qualche altro personaggio di contorno, piuttosto che concedersi sfacciatamente alle regole della suspence e del thriller.

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giovedì 17 settembre 2026

Bad apples - Jonatan Etzler

hanno lasciato il titolo in inglese, Mele marce forse non avrebbe attirato le attenzioni necessarie (che comunque non ci sono state, purtroppo).

la prima settimana il film era in 70 sale, adesso in sole 17 in tutta Italia, eppure è un film straordinario, dovrebbero vederlo tutti, se solo entrassero in sala.

quando un bambino super rompicoglioni sparisce la classe rifiorisce e tutti diventano bravissimi, eccezionali addirittura.

quel bambino (Danny) non manca a nessuno, non ha una mamma, il padre fa il corriere (mestiere analizzato in un gran film da Ken Loach), è solo, è una vittima.

ma in Gran Bretagna non possono permettersi gli insegnanti di sostegno e gli educatori (quelli veri, intendo) e maestra Maria si trova ad essere colpevole.

per caso succede qualcosa di sbagliato, e quando tutti i genitori sanno cosa è successo si mettono dalla parte del torto, insieme a Maria (l'eccezionale Saoirse Ronan).

all'insaputa di tutti Danny riesce a fuggire e corre come Antoine Doinel (ne I 400 colpi di Truffaut).

un film da non perdere, se riuscite a vederlo.

buona (indimenticabile) visione - Ismaele

 

 

Maria è una maestra delle elementari, determinata a trasmettere ai suoi alunni di dieci anni tutta la passione per il suo lavoro. Ma ogni suo tentativo viene messo a dura prova da un bambino particolarmente ribelle e ingestibile, capace di trasformare la classe in un piccolo campo di battaglia. Con la sua carriera sempre più in bilico e la situazione ormai fuori controllo, Maria si lascia trascinare in una serie di decisioni sempre più azzardate, fino a commettere l'impensabile: portare accidentalmente con sé il bambino e finire per rinchiuderlo in casa. Quando cerca disperatamente di rimediare, però, accade qualcosa di inaspettato. Senza la sua "mela marcia", la classe rifiorisce: gli alunni fanno progressi, i colleghi si congratulano con lei e i genitori sono finalmente entusiasti. Quello che doveva essere un errore da cancellare al più presto comincia così ad assomigliare pericolosamente alla soluzione perfetta. Per Maria, tornare indietro diventa ogni minuto più difficile.

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…Il merito principale dell’operazione va cercato nella prova di Saoirse Ronan, che qui abbandona quasi del tutto il registro drammatico più consueto della sua filmografia per abbracciare una comicità fisica e verbale che pochi le avevano riconosciuto fino a questo punto. La sua Maria non è mai una macchietta né una vittima da compatire, è una donna che ha smesso di credere che il sistema scolastico possa proteggerla dalle proprie stesse frustrazioni, e Ronan restituisce questa disillusione con un umorismo tagliente che non scivola mai nella caricatura. È un’interpretazione che richiede un controllo tonale non scontato (l’esasperazione deve restare comica senza perdere credibilità psicologica) e l’attrice lo dimostra con una naturalezza che conferma, ancora una volta, la sua rara capacità di attraversare i generi senza mai apparire fuori posto…

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Qué hacer con un niño conflictivo y hasta dónde puedes llegar para solucionar el problema. Esta es la base de esta comedia negra británica que pudo verse en el pasado Festival de cine de San Sebastián. El director Jonatan Etzler conocido por «Dieciocho otra vez» que rodó para Netflix en 2023, sorprende con esta incómoda comedia que comienza como una sátira de la enseñanza para convertirse en otra cosa más seria.

María es profesora de primaria, tiene niños de 11 años, entre ellos está Danny, un alumno violento y caótico que convierte todos los días la clase en una pesadilla. Su mal comportamiento hace que todos los alumnos vayan mal y se sienta completamente desbordada por no poder encauzarle. Tras varios intentos de que se porte bien, de hablar con los padres y con sus superiores decide tomar una decisión impulsiva que lo cambiará todo…

Todos en cierta forma entendemos la decisión de Maria, no aprobamos lo que hace por supuesto, pero eliminando el problema todo irá como la seda. La ilusión de enseñar y ayudar a sus alumnos está comprometida por este pequeño diablo por lo que decide encerrarlo en el sótano de su casa.

Saoirse Ronan está estupenda como Maria, no exagera su interpretación y está bastante contenida por lo que resulta muy creíble ya que esta situación tan descabellada podría haber provocado situaciones más rocambolescas o absurdas.

Para el papel de Danny tenemos a Eddie Waller, un niño odioso y simplemente malo hasta decir basta. Irrita a cualquiera y no sabemos cual es el motivo de esa conducta tan violenta.

Pero la paradoja es que tras su «desaparición» todo funciona perfectamente, los niños estudian bien, los padres contentos, los demás profesores felicitan a María y todos los problemas quedan solucionados de un plumazo.

Pero eso no puede durar eternamente, Maria tiene que decidir cuándo soltar al niño asilvestrado ya que la bola se le ha ido de las manos.

Una película estupenda que provocará diferentes reacciones en el público y que desde luego da que pensar y abrir debate.

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Etzler dirige con pulso, con un resultado vistoso. Parece estar perfectamente capacitado para jugar en la liga de la comedia negra indie, un género que llegó a primera división con La sustancia. El mayor problema de la película es que desaprovecha la situación más jugosa: la relación entre el alumno y la profesora, y se despista. Se empecina con el tedioso personaje de la empollona, que sirve para hacer avanzar la trama pero no para ahondar en los personajes. Y aunque consigue una tesis atrevida y bien cerrada con la reunión de padres, no sabe terminar de rematar la película demasiado bien. Con todo, no está mal. Bien rodada, con ritmo. Ronan, como siempre, hace un buen trabajo. Y tiene algunos momentos que probablemente recordaremos, que no es poco.

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La película tiene unos cuantos aspectos positivos, entre los que destaco la banda sonora compuesta por Chris Roe, la dirección de Jonatan Etzler, y sobre todo el guion que sabe mezclar muy bien los momentos de comedia negra con las situaciones más dramáticas.
…En cuanto a las interpretaciones, el rostro más conocido es el de Saoirse Ronan, que lo hace bastante bien como la maestra. El otro protagonista es Eddie Waller, como el adolescente problemático, y el gran personaje de la película es el de esa niña, que es la alumna aplicada de la clase, y que interpreta de manera magnífica Nia Brown.
Una película fácil de recomendar, ya que puede gustar al público más mayor y al más joven, porque no es aburrida y cuenta una historia atractiva en una comedia dramática que funciona bastante bien.

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