un film di ragazzini, gli adulti sono un pessimo esempio, a essere gentili.
due fratelli che tornano per le vacanze alla casa del nonno scoprono che è diventata o diventerà una centrale dello spaccio di droga.
i due ragazzini, con l'aiuto di un terzo, combattono la loro guerra contro i cattivi.
tutto è chiaro, ognuno decida per chi parteggiare.
un bel film, Bouli Lanners è una sicurezza.
buona (guerresca) visione - Ismaele
…Il bravo e corpulento attore e caratterista belga Bouli Lanners, tanto
spesso sia serimente sia comicamente pulp quando recita, altrettanto
delicato e profondo quando invece si occupa di dirigere un film, ci ha già
sorpreso tempo addietro con un notevole esordio registico ai tempi di Eldorato
Road, tre anni prima di questo suo secondo ritorno in regia.
Anche in questo caso de Un’estate da giganti, una sorta di piccolo “Stand
by me” belga e senza omicidio, viene mantenuta, almeno nell’atmosfera, quello
stile on the road che già illuminava il brillante, inventivo e gradevole
esordio…
Zaini in spalla, Zak e Seth, due ragazzini
di Bruxelles, si avviano a trascorrere, come di consuetudine, l'estate nella
casa di campagna che apparteneva al loro nonno, morto l'anno prima. Stavolta
soli, si legano a un amico appena conosciuto, Dany, con cui passeranno momenti
indimenticabili.
Uno dei ricordi d'infanzia che serbiamo fresco per tutta la
nostra vita è quello che riguarda il momento in cui abbiamo appreso, da
insegnanti, genitori o da eventi accaduti, della caducità della vita, la
consapevolezza che la nostra esistenza un giorno avrà termine. È proprio il
tema della chiacchierata notturna, davanti a un falò, che fanno i tre ragazzi
protagonisti, sotto la pioggia, nei boschi vicino a un fiume. Ed è il fulcro di
questa opera. I giganti del titolo sono i tre adolescenti, che hanno tutta la
vita davanti, ma che cominciano a prendere coscienza dei suoi limiti, che si
sentono onnipotenti non percependo, o reagendovi, la precarietà della loro
situazione economica e famigliare. Sono come Hansel e Gretel che sconfiggono la
strega, o come i tre porcellini che uccidono il lupo cattivo. Sono mossi da uno
spirito libertario, anarchico, che li porta a saccheggiare le case altrui:
sembra loro che tutto sia possibile. E sono spinti anche da quell'autentica
curiosità giovanile, che li porta all'esplorazione del territorio rurale che
sta attorno.
Gli adulti che incontrano nel loro percorso sono grotteschi,
tipi bizzarri come i vicini dall'aria lobotomizzata che sniffano coca nella
loro baracca, grassi e unti come quello che li butta fuori con la mazza da
baseball. O comunque caricaturali come l'anziana signora borghese che li
ospita, una Nonna Papera con la figlia down, che passa il tempo a fare biscotti
e suonare il piano. Può suonare come una dissacrazione del carattere idilliaco
che di solito si attribuisce alla campagna, sorta di mondo perduto dalla
modernità. Può esserci anche questa visione, ma in realtà questo è il risultato
di adottare il punto di vista dei ragazzi, come loro vedono il mondo degli
adulti, come riescono a evitarne il confronto.
E tutto questo assume il valore di un'avventura nel contesto
della natura, tra canneti e campi di mais, fiumi e capanni di pesca su
palafitte, vecchi e marci, paesaggi agresti ripresi in campo lungo. Un'opera
fresca, delicata e garbata, per l'eclettico filmmaker, e pittore, Bouli
Lanners, valorizzata da una quanto mai azzeccata colonna sonora dal sapore
country, opera del gruppo The Bony King of Nowhere.