Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
domenica 23 marzo 2025
lunedì 17 agosto 2020
Tu e io (Ty i ya) - Larisa Shepitko
i pochi film di Larisa Shepitko sono fra il grandissimo e l'immenso.
una storia di amore, di scienza e di scienziati (quando ci sono cani e scienziati penso a Pavlov, è più forte di me, scusate), di viaggi e comunismo, di fughe e ritrovamenti, di indagini e tradimenti.
bravissimi attori, lasciatevi prendere per mano da Larisa, , Tu e io è solo un film grandissimo, non vi pentirete mai del tempo dedicato a un suo film, promesso - Ismaele
Un capolavoro. Con questo film la compianta Larisa Shepitko
lascia una preziosa eredità al Cinema, che non ha nulla da invidiare al miglior
filone intimistico ed esistenzialista europeo. La regista si cala con stile
personalissimo sui drammi delle persone, in questo caso di due medici e di una
donna, alle prese con la proprio coscienza e le proprie responsabilità a cui
devono rendere conto; personaggi a disagio nel sistema burocratico russo,
attraverso un viaggio (sia fisico che spirituale) che avvolge e coinvolge. Il
film è avvolto da una originale spontaneità e da una poetica ammaliante, ed è
sospeso in un emozionante equilibrio di drammi esistenziale personali e
collettivi, il tutto avvolto da una lieve e raffinata ironia di commedia.
Larisa Sepitko ci rende in modo personalissimo il dramma dell alienazione di
persone costrette negli apparati, malinconicamente rinchiusi nei loro ruoli, in
contrapposizione all'anelita ricerca individuale di mettersi liberamente in
gioco e donarsi agli altri, ai bisogni del prossimo, come beneficio al mondo e
a se stesso. L'intensità dei volti non ha nulla da invidiare al maestro Bergman
(osservare in proposito l'inquadratura finale del volto della ragazza) e a
tratti il film è attraversato da flash che ricordano il miglior Fellini, vere e
proprie scene con un'aurea di sogno (riportato nel ricordo, soprattutto) che
rimandano al maestro del sogno, come con la scena nel circo e ancor più con
quella finale, coi due medici che un tempo curavano i cani..passaggi di questo
tipo sono rarità di bellezza pura, imperdibili. Ma tutto il film è grandioso,
giocato su una sensibilità straordinaria nei personaggi, nei loro incontri e
nei loro addii, e gli sguardi e gli approcci sono di una eloquenza sentimentale
tale, di una passione e compassione impressionante...la Shepitko arriva al
cuore dello spettatore pure attraverso alcune battute memorabili, ma
soprattutto con la capacità di dar vità ad emozioni con semplici ma intensi
sguardi dei suoi attori, anche non protagonisti. Un film in cui nessun
fotogramma è fuori luogo, anche se i viaggi possono parere convulsi (non è
sempre lineare la prosecuzione della trama); un film che parla al cuore dello
spettatore, con l'empatia di chi cerca di comprendere e non giudicare i propri
simili.
Una crisi che piomba come un fulmine
sulla testa del chirurgo russo Piotr, un senso di randagismo umano che sa di
strade perdute, di smarrimento, di disequilibrio. Sono queste le alienanti
cause che scatenano la fuga in Siberia del dottore, alla ricerca del vero senso
della vita e lontano da quel mondo borghese, fatto di ambasciate e potere, in
cui era collocato. E, arrivato lì, l'incontro e il salvataggio di una suicida
che darà finalmente uno scossone a una vita che sembrava addormentata da lungo
tempo. Tu e io è il penultimo film della regista ucraina
Larisa Shepitko (morirà in un incidente stradale il 2 giugno del 1979).
Intimista, profonda e attenta allo studio dei personaggi che animano la
pellicola, l'autrice riesce a descrivere adeguatamente tutti quei meccanismi
umani (contraddizioni comprese) che spingono un individuo a tentare di
ricominciare a vivere, con un risultato che è ottimo, oltre che moralmente
apprezzabile.
…more
importantly, I didn’t get any closure – save for the 1st scene, the film
consists of 2 storylines that don’t really crosscut with each other but rather
develop independently, and I would’ve appreciated some kind of continuity link
in the finale. Also, it’s very unclear what were the experimental treatments
they performed on dogs back in the days, and what happened to the dog that
survived – not that it’s very important for the plot, but still.
All in all, it’s
a decent drama that seems to be unfairly forgotten. It definitely has an
advantage not many soviet movies can boast with: there is not a hint of
ideology there, it’s a plain human tragedy, unspoiled and undiluted, and it
should be celebrated more as such.
mercoledì 6 aprile 2016
Krylya (Wings) - Larisa Shepitko
Krylya è solo un gran bel film, in un bellissimo bianco e nero..
Nadezhna dirige una scuola tecnica, ha degli alunni non facili, di cui uno, Sergei Bystryakov, ha una certa somiglianza con Malcolm McDowell.
Nadezhna ha un'aria triste, deve dirigere quella scuola, ha un rapporto non facile con una figlia adottata, sogna la libertà di essere in volo; a terra, per quanto si impegni e sia positiva, sembra essere come l'albatros goffo di Baudelaire.
buona visione - Ismaele
In both cases the wish fulfillment is endowed with both elation and heartache.
Shepitko firmly roots her character in a past that seems so far away and yet, truth and redemption are found in the reclamation of that past – albeit a reclamation that embraces the present and includes an acceptance of the future.
Shepitko only made three features following this debut. Her life was tragically cut short in a car accident while on a location scout for what would have been her fifth feature.
Like Nadezhna’s dashing flyboy lover, Shepitko died while doing what she knew and loved best.
Great art and life are never that far apart, are they?
Shepitko, part of that breed of Soviet filmmaker that rejected the occasionally overwrought montage-heavy storytelling of the likes of Eisenstein, tells her delicate tale with the same kind of editorial restraint common to her generation. Favouring gorgeously composed tableaus and a stately pace, Shepitko aims her lens at the realism of Nadezhna’s life, but with such a keen eye that the commonplace becomes extraordinary…
giovedì 30 luglio 2015
L’ascesa - Larisa Shepitko
nella neve dell'inverno dei primi
anni quaranta, quando i nazisti volevano piegare i russi, Larisa Shepitko
gira un film che è un classico, all'altezza di Bresson e di un Dreyer, per
dare qualche riferimento, se serve.
una storia di eroismo e tradimento, di coraggio e viltà, quei temi eterni del grande cinema.
cercatelo e guardatelo, non è una passeggiata, i capolavori sono così - Ismaele
ps: Elem Klimov, il marito, gira nel 1985 "Va' e vedi", un capolavoro che sembra una "costola" de L’ascesa.
I titoli di testa sovrapposti nelle scene d'azione già ci catapultano immediatamente dentro le vite tese di due partigiani russi inseguiti dall'esercito nazisti, ripresi spesso con la mdp a spalla e immersi tra la neve in atmosfere claustrofobiche. Il resto si sviluppa in un inquieto dramma umano: la cattura dei due partigiani russi, i nazisti che li corrompono e una forte resistenza espressa da Sotnikov, uno dei due partigiani, che non accetterà compromessi con la polizia tedesca e che tenterà il martirio, ma inutilmente, cercando di prendersi tutte le accuse degli altri prigionieri. In Sotnikov, si sviluppa una condizione di resistenza spirituale oltre che fisica, come lo evidenzia bene il suo sguardo penetrante e intenso, nella sequenza dell'interrogatorio con il comandante tedesco…