domenica 9 agosto 2026

Cosa dirà la gente - Iram Haq

 

ci sono film che ti sbattono in faccia, se non lo sai, quello che succede alle ragazze pakistane, e non solo.

la bravissima regista Iram Haq ha vissuto e sofferto quello che succede a Nisha (interpretata da Maria Mozhdah) nel film.

le ragazze pakistane, figli di migranti in Europa, si comportano come leragazze europee, ma a un certo punto, in molte famiglie vengono costrette a sposarsi ad altri pakistani mai conosciuti.

c'è chi si ribella, come Nisha, una volta gustata la libertà è davvero impossibile rinunciarvi, anche se si va contro la famiglia.

un film duro e necessario, non privatevene, se lo trovate.

buona (ribelle) visione - Ismaele


ps: la storia raccontata nel film ci ricorda quello che succede a Novellara (ecco un articolo recente), ma non solo.

il paese è lo stesso dove viveva ed è stata ammazzata Saman Abbas, la cui storia, ma anche quelle di altre ragazze vittime di femminicidi e tradizioni malsane, è ricordata con rabbia, in un libro collettivo, intitolato Femminicidi d'onore.Dal processo Saman ai diritti negati delle donne migranti, a cura di Ilaria Boiano e Isabelle Peretti, pubblicato da Futura editrice nel 2024, con numerosi interventi, tra cui quelli di Maria Grazia Calandrone e Tiziana Dal Pra.



  

…Iram Haq, regista del film, affronta una tematica importante, offrendoci la possibilità di vedere dentro al suo mondo, la sua tradizione e il suo confronto con il mondo occidentale (è anche lei una norvegese-pakistana, proprio come la protagonista). Attraverso la meravigliosa prestazione Maria Mozhdah, protagonista nel ruolo di Nisha, ci immergiamo perfettamente nel mondo della ragazza, nella sua quotidianità più volte stravolta, nella sua indole adolescenziale di ragazza cresciuta, nonostante le origini, in occidente.

Cosa dirà la gente è un film che funzione perchè è reale, che colpisce forte nello stomaco proprio perchè è cosa risaputa che fatti del genere potrebbero benissimo accadere nella vita reale. 

Cosa dirà la gente del film non si sa; io dico che mi ha colpito, mi ha lasciato più volte a bocca aperta, interdetto e incapace di accettare quel che vedevo sul grande schermo, spesso trattenendo il fiato insieme alle persone in sala, titubante e preoccupato di vedere ciò che stava capitando a Nisha.

Un film da vedere assolutamente.

da qui


...“La storia di Cosa dirà la gente è la più personale alla quale io abbia mai lavorato. A quattordici anni sono stata rapita dai miei genitori e costretta a vivere per un anno e mezzo in Pakistan. Ho aspettato di sentirmi pronta come regista e come persona per raccontare questa vicenda in modo equilibrato”, ha spiegato la regista. “Il che significava cercare di raccontarla evitando di mostrare la protagonista solo come una vittima e i genitori solo come oppressori. Volevo raccontare una storia d’amore impossibile tra due genitori e la loro figlia; una storia che non potrà mai avere un ‘happy ending’ fino a quando permarrà un’enorme distanza tra due culture. Nel film desideravo che il pubblico provasse le emozioni e i sentimenti di Nisha. Dopo un lungo lavoro di casting, abbiamo trovato finalmente l’attrice perfetta per la parte: Maria Mozhdah. È stata una scoperta straordinaria, ed è stata una gioia lavorare con lei insieme agli attori di maggiore esperienza che hanno composto il cast”...

da qui

 

Ci sono due modi per avvicinarsi a questo film. Uno è sbagliato e l'altro è corretto. Quello sbagliato potrebbe leggerlo come l'ennesimo attacco contro chi ha una cultura diversa finalizzato a sottolinearne solo i tratti più che negativi.

Quello corretto trae origine dal sapere che la regista (nata nel 1976) all'età di 14 anni è stata rapita dai suoi familiari e lasciata in Pakistan per un anno mezzo solo perché aveva soprattutto amici norvegesi e non voleva piegarsi all'idea di non potersi comportare come loro.

È quindi uno sguardo dall'interno quello che Iram Haq ci offre grazie anche a un'ottima interprete come l'esordiente (sul grande schermo) Maria Mozhdah nel cui sguardo si può leggere una vasta gamma di sentimenti che vanno dalla felicità alla disperazione più profonda. Al centro del film c'è il rapporto tra una figlia e un padre convinto (insieme a una madre che lo sostiene) di agire 'per il suo bene'. Ciò che però maggiormente colpisce e fa riflettere è un elemento che ha le caratteristiche dell'originalità in una vicenda come questa. Quello che accade a Nisha non trae origine da un fondamentalismo religioso. Arrivata in Pakistan la ragazza dirà di non voler pregare e questo ci fa comprendere che non lo faceva neanche in Norvegia.
Quindi ciò che la famiglia pretende da lei non è legato a motivazioni di fede ma, e forse è ancora peggio, a ciò che il titolo del film esplicita: quello che dirà la gente. È il conformismo sociale a dettare l'agenda dei comportamenti nella comunità di immigrati pakistani ed è ad esso che il padre sente il dovere di aderire rischiando di giungere anche a situazioni estreme. La regista precisa che non tutto quello che accade a Nisha è successo anche a lei ma la cronaca ogni tanto ci ricorda che episodi simili accadono e non hanno quasi mai un lieto fine. Il fatto che sia finalmente una donna che li trasforma in cinema ci dice anche che qualcosa sta finalmente cambiando. Ci vorrà tempo ma per tutte le Nisha, nonostante ciò che ci racconta la cronaca, c'è una speranza.

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Film ottimamente interpretato dalla giovane protagonista riuscendo alla perfezione a interpretare sia la parte di sottomessa figlia sia quella indisponente e ribelle. Il film ci mostra uno spaccato di vita vissuta tradizionale di altre realtà a noi lontane, ma non per questo totalmente condannabili. Che vanno capite e analizzate fuori del contesto in cui viviamo noi per comprenderne il costume e la morale con le regole della loro tradizione. Infatti il film mostra il comportamento “moderno” della ragazza che per noi è normalissimo ma che mette in grande difficoltà i genitori che fanno parte di una realtà Pakistana vivente a Oslo. Il film mostra lo scontro generazionale tra la ragazza cresciuta a Oslo e i genitori Pakistani ancora radicati alla loro religione e tradizione. Senz'altro un film da vedere.

da qui

 

Cosa dirà la gente è un film molto coinvolgente, con un ritmo narrativo privo di cadute: sin dalla prima inquadratura siamo con Nisha, le sue emozioni sono nostre e, sempre più increduli per quanto accade ad una giovane donna nel 2018, non possiamo fare a meno di indignarci e soffrire per e con lei. Brava la regista Iram Haq a narrare una storia di denuncia così forte con partecipazione, ma senza pietismo e retorica, con verità e commozione pienamente trasmesse allo spettatore. Il film, premiato al Festival di Toronto, è stato presentato in Italia nella sezione Panorama Internazionale del Bifest 2018, che ha premiato l’attrice Maria Mozhdah per la migliore interpretazione femminile.

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