ci sono film che ti sbattono in faccia, se non lo sai, quello che succede alle ragazze pakistane, e non solo.
la bravissima regista Iram Haq ha vissuto e sofferto quello che succede a Nisha (interpretata da Maria Mozhdah) nel film.
le ragazze pakistane, figli di migranti in Europa, si comportano come leragazze europee, ma a un certo punto, in molte famiglie vengono costrette a sposarsi ad altri pakistani mai conosciuti.
c'è chi si ribella, come Nisha, una volta gustata la libertà è davvero impossibile rinunciarvi, anche se si va contro la famiglia.
un film duro e necessario, non privatevene, se lo trovate.
buona (ribelle) visione - Ismaele
ps: la storia raccontata nel film ci ricorda quello che succede a Novellara (ecco un articolo recente), ma non solo.
il paese è lo stesso dove viveva ed è stata ammazzata Saman Abbas, la cui storia, ma anche quelle di altre ragazze vittime di femminicidi e tradizioni malsane, è ricordata con rabbia, in un libro collettivo, intitolato Femminicidi d'onore.Dal processo Saman ai diritti negati delle donne migranti, a cura di Ilaria Boiano e Isabelle Peretti, pubblicato da Futura editrice nel 2024, con numerosi interventi, tra cui quelli di Maria Grazia Calandrone e Tiziana Dal Pra.
…Iram Haq, regista del film, affronta una tematica importante,
offrendoci la possibilità di vedere dentro al suo mondo, la sua tradizione e il
suo confronto con il mondo occidentale (è anche lei una norvegese-pakistana,
proprio come la protagonista). Attraverso la meravigliosa prestazione Maria
Mozhdah, protagonista nel ruolo di Nisha, ci immergiamo perfettamente nel mondo
della ragazza, nella sua quotidianità più volte stravolta, nella sua indole
adolescenziale di ragazza cresciuta, nonostante le origini, in occidente.
Cosa dirà la gente è un film che funzione perchè è reale, che
colpisce forte nello stomaco proprio perchè è cosa risaputa che fatti del
genere potrebbero benissimo accadere nella vita reale.
Cosa dirà la gente del film non si sa; io dico che mi ha
colpito, mi ha lasciato più volte a bocca aperta, interdetto e incapace di
accettare quel che vedevo sul grande schermo, spesso trattenendo il fiato
insieme alle persone in sala, titubante e preoccupato di vedere ciò che stava
capitando a Nisha.
Un film da vedere assolutamente.
…Ci sono due modi per avvicinarsi a questo film. Uno è sbagliato e l'altro è corretto. Quello sbagliato potrebbe leggerlo come l'ennesimo attacco contro chi ha una cultura diversa finalizzato a sottolinearne solo i tratti più che negativi.
Quello corretto trae origine dal sapere che la regista (nata nel 1976) all'età di 14 anni è stata rapita dai suoi familiari e lasciata in Pakistan per un anno mezzo solo perché aveva soprattutto amici norvegesi e non voleva piegarsi all'idea di non potersi comportare come loro.
È quindi uno sguardo
dall'interno quello che Iram Haq ci offre grazie anche a un'ottima interprete
come l'esordiente (sul grande schermo) Maria Mozhdah nel cui sguardo si può
leggere una vasta gamma di sentimenti che vanno dalla felicità alla disperazione
più profonda. Al centro del film c'è il rapporto tra una figlia e un padre
convinto (insieme a una madre che lo sostiene) di agire 'per il suo bene'. Ciò
che però maggiormente colpisce e fa riflettere è un elemento che ha le
caratteristiche dell'originalità in una vicenda come questa. Quello che accade
a Nisha non trae origine da un fondamentalismo religioso. Arrivata in Pakistan
la ragazza dirà di non voler pregare e questo ci fa comprendere che non lo
faceva neanche in Norvegia.
Quindi ciò che la famiglia pretende da lei non è legato a motivazioni di fede
ma, e forse è ancora peggio, a ciò che il titolo del film esplicita: quello che
dirà la gente. È il conformismo sociale a dettare l'agenda dei comportamenti
nella comunità di immigrati pakistani ed è ad esso che il padre sente il dovere
di aderire rischiando di giungere anche a situazioni estreme. La regista
precisa che non tutto quello che accade a Nisha è successo anche a lei ma la
cronaca ogni tanto ci ricorda che episodi simili accadono e non hanno quasi mai
un lieto fine. Il fatto che sia finalmente una donna che li trasforma in cinema
ci dice anche che qualcosa sta finalmente cambiando. Ci vorrà tempo ma per
tutte le Nisha, nonostante ciò che ci racconta la cronaca, c'è una speranza.
Film ottimamente interpretato dalla giovane protagonista
riuscendo alla perfezione a interpretare sia la parte di sottomessa figlia sia
quella indisponente e ribelle. Il film ci mostra uno spaccato di vita vissuta
tradizionale di altre realtà a noi lontane, ma non per questo totalmente
condannabili. Che vanno capite e analizzate fuori del contesto in cui viviamo
noi per comprenderne il costume e la morale con le regole della loro
tradizione. Infatti il film mostra il comportamento “moderno” della ragazza che
per noi è normalissimo ma che mette in grande difficoltà i genitori che fanno
parte di una realtà Pakistana vivente a Oslo. Il film mostra lo scontro
generazionale tra la ragazza cresciuta a Oslo e i genitori Pakistani ancora
radicati alla loro religione e tradizione. Senz'altro un film da vedere.
…Cosa dirà la gente è un film molto coinvolgente, con un ritmo narrativo privo di cadute: sin dalla prima
inquadratura siamo con Nisha, le sue emozioni sono nostre e, sempre più
increduli per quanto accade ad una giovane donna nel 2018, non possiamo fare a
meno di indignarci e soffrire per e con lei. Brava la regista Iram Haq a
narrare una storia di denuncia così forte con partecipazione, ma senza pietismo
e retorica, con verità e commozione pienamente trasmesse allo spettatore. Il
film, premiato al Festival di Toronto, è stato presentato in Italia nella
sezione Panorama Internazionale del Bifest 2018, che ha premiato l’attrice
Maria Mozhdah per la migliore interpretazione femminile.
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