gli Usa sono il paese più terrorista del mondo, nel film c'è il caso del terrorismo interno, quello che scatenerà la prossima guerra civile.
ammazzano un conduttore radiofonico, l'FBI indaga fra i nazisti interni, un'agente sotto copertura (Debra Winger) entra in quella comunità terroristica, purtroppo sarà emotivamente coinvolta.
un film solido, appassionante e appassionato, da non perdere.
buona (Debra Winger) visione - Ismaele
QUI si può vedere il film completo
…Lo si può definire uno dei film più complessi e meno immediati di Costa‑Gavras,
capace di fondere thriller, dramma sentimentale e indagine politica senza mai
scivolare nel didascalico. La forza del film sta nella sua capacità di mostrare
il razzismo non come un fenomeno marginale, ma come una cultura che può
attecchire nella normalità: famiglie affettuose, comunità solidali,
rituali condivisi. Il regista osserva con lucidità come l’odio possa
convivere con la tenerezza, e come la violenza ideologica possa essere
tramandata con la stessa naturalezza di un valore familiare.
Debra Winger offre una prova intensa, costruita su
esitazioni, conflitti interiori e una vulnerabilità che diventa parte
integrante della tensione narrativa. Tom Berenger, nel suo periodo
migliore, con il suo carisma ambiguo, incarna perfettamente la doppiezza del
personaggio: padre amorevole e, allo stesso tempo, uomo capace di abbracciare
ideologie estreme.
Il film
non cerca il colpo di scena facile, ma lavora sulla progressiva immersione in
un ambiente che seduce e inquieta. Ne emerge un racconto duro, che interroga lo
spettatore e lo costringe a guardare da vicino ciò che spesso si preferisce
ignorare: la banalità del male quando si annida nella quotidianità.
Era
ancora l’88 ma oggi la Storia pare ripetersi in maniera inquietante.
…Tom Berenger eccede in un'interpretazione poco
equilibrata e misurata facendo in modo che il suo personaggio risulti poco
credibile, a volte ai limiti della macchietta, mentre spicca la prova
convincente e preziosa di una Debra Winger intensa, determinata ma fragile,
dubbiosa ed impaurita, sconvolta ma decisa, materna e dolce, delusa e
tradita/betrayed dall'Fbi, per lei la sola famiglia, tanto più che il suo capo
è anche il suo ex compagno, pronto però solo a sfruttarla pur di raggiungere il
suo obiettivo e catturare il maggior numero possibile di esponenti di quel
movimento fascista e violento che mina dalle fondamenta l'America ed i suoi
valori ed ideali democratici ed è ramificato nella società in maniera
impressionante. E interessante è la descrizione di un FBI che usa gli stessi
metodi di chi cerca di arrestare per raggiungere il proprio scopo, uccidendo,
se necessario, senza scrupoli morali come se fosse normale routine:
"Uccidere è come togliersi la merda dalle scarpe". Strepitosa infine
la battuta che pronuncia il dj nello scatenato incipit del film, nello stile di
"Talk Radio" di Stone, di cui "Betrayed" potrebbe essere un
ideale seguito (in fondo comincia là dove il film di Stone finisce):
"Siamo in America: abbiamo sempre bisogno di un nemico per costruire altre
armi". Ancora oggi verità sacrosanta ed indiscutibile!!!
Un j'accuse nei confronti dell'odio razziale fatto da un
regista scomodo, che qui ha il pregio di essere roccioso, determinato e
introspettivo allo stesso tempo, senza perdersi in spiegazioni didascaliche. I
personaggi sono ben costruiti e sfaccettati: se Debra Winger è un'interprete
eccezionale e profonda, non le è da meno Tom Berenger, a cui è affidata la
parte più difficile. Il suo ruolo doppio, di mezzadro onesto e aitante che
nasconde un rancore radicato per i neri e facile preda degli altri soci del Ku
Klux Clan è una scoperta. Molto bravo. Il film è notevole e sorprendente.