Visualizzazione post con etichetta Hal Ashby. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hal Ashby. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2026

Harold e Maude - Hal Ashby

chi non ha mai visto il film ha la fortuna di vedere un film unico ed eccezionale, chi l'ha già visto lo sa bene.

un ragazzo ricco e nullafacente conosce una vecchietta piena di vita e d'entusiasmo, e lui cambia, conoscendo quello che non aveva mai conosciuto.

Harold e Maude sono indimenticabili, come lo sono le canzoni di Cat Stevens.

un film da non perdere, vedrete.

buona (strepitosa) visione - Ismaele


 

QUI si può vedere il film

 

QUI il film in “Hollywood Party - Il cinema alla radio”

 

 

…Maude rappresenta tutto ciò che la società americana dei primi anni Settanta rifiutava: è anziana in un mondo che celebra la giovinezza, è anticonformista in un’epoca di rigide convenzioni, è libera in una società che cerca di controllare ogni aspetto dell’esistenza individuale. La sua filosofia di vita, fatta di piccoli furti poetici, di gesti spontanei e di un’ironia costante nei confronti dell’autorità – e in una scena a farne le spese è un giovane Tom Skerritt -, diventa per Harold una vera e propria scuola di liberazione.

La regia di Ashby è magistrale nella sua apparente semplicità. Il regista costruisce un ritmo narrativo che segue i tempi dell’innamoramento graduale, permettendo ai personaggi di svilupparsi naturalmente e senza forzature. La sua macchina da presa osserva i protagonisti con discrezione, catturando i piccoli gesti e gli sguardi che costruiscono la loro intimità crescente.

Particolarmente efficace è l’uso degli spazi: la villa di Harold, fredda e museale, si contrappone al mondo colorato e vitale di Maude, sempre in movimento, sempre pronta a scoprire qualcosa di nuovo. Quando i due sono insieme, lo spazio stesso sembra trasformarsi, acquisendo una dimensione poetica che riflette la loro connessione spirituale…

da qui

 

Harold impara così che l’amore è un fatto della vita e come tale non dovrebbe tendere alla simbiosi ma semmai alla crescita. L’amore non è un contratto basato su rispecchiamenti narcisistici (come quello che gli dava sua madre o come quello che sogna Mary) ma è più che altro una sorta di benedizione; è il fatto che qualcuno voglia per te ogni bene, che ti insegni che puoi stare nel mondo perché è bello un mondo in cui ci sei anche tu.

Proprio quando ogni lezione è imparata e il cuore di Harold è libero, Maude cambia tutto di nuovo e ci lascia tutti a bocca aperta! In fondo, come dicevo, nei grandi amori non si riesce mai a prevedere davvero cosa sta per dire l’altro.

E mentre ogni mistero si compie, Cat Stevens canta che qualsiasi sia la montagna che nella vita ci tocca scalare, l’importante è darsi tempo per farlo e pensare a qualcuno di caro. E io penso che anche questo pensiero è una benedizione d’amore.

da qui

 

el atribulado joven está en verdad obsesionado con la muerte porque la considera una válvula de escape con respecto a una vida que estima empardada con la existencia inerte e hipócrita de su madre, a quien además fantasea asesinar, y de las chicas burguesas que ésta eligió para él; no obstante cuando llega a conocer a Maude la vida se transforma en algo más, en una amplitud que pide con fervor ser descubierta, en una posibilidad hermanada a la libertad real, no a ese conglomerado de comportamientos sociales estancos insignificantes de nuestros días y su ilusión de libre albedrío sino a una suerte de militancia mundana antiinstitucional, enajenada, algo freak y contracultural que enarbola al arte, la fertilidad, el delirio, la frescura y la desobediencia más jocosa y osada como banderas fundamentales del fluir cotidiano. La película edifica un alegato humanista de autoafirmación que apuesta a la anarquía en la praxis y niega toda legitimación a los esquemas estatales de tiranía/ opresión y su constante vigilancia pública homogeneizadora, dando a entender que el amor puede transformarse en un puente inmejorable al momento de derribar todo recelo o apariencia de distancia para alcanzar una cultura compartida basada en la franqueza y la autodeterminación espiritual aguerrida…

da qui

 

In un'ideale classifica sulle amicizie/amori sul grande schermo, "Harold & Maude" occuperebbe sicuramente un posto tra i primi dieci.
Mitica commedia figlia di un epoca ma universale per i valori che vuole trasmettere, riesce ancora a mostrare un sense of humour straordinario e una potenza anticonformista a suo modo struggente.
Come dice l'arzilla Maude, bisogna giocare la partita con vigore per poi poterne parlare negli spogliatoi, senza preoccuparci troppo di ciò che è o non è normale e allineato alla regola.
Esilaranti i tentativi di suicidio del depresso Harold, carezzevole la regia del grande Ashby e splendidi i due interpreti, coem le musiche di Cat Stevens.
Un cult movie che andrebbe rispolverato.

da qui


sabato 16 settembre 2023

Questa terra è la mia terra (Bound for glory) – Hal Ashby

Per le tre o quattro persone che non sanno niente di Woody Guthrie*, questo film è un'ottima base di partenza.

Cantore dei diseredati, dei poveri, dei precari, dei migranti, dei disoccupati, dei raccoglitori di frutta a giornata, quasi schiavi, Woody era uno di loro, sapeva cos'era la fame, e la solidarietà, odiava i fascisti, cantava per Sacco e Vanzetti.


La regia del film è di Hal Ashby, il meno conosciuto e prolifico dei leggendari registi fra New York e la California (Oltre in giardino, con un immenso Peter Sellers, ha la sua firma), Woody Guthrie è David Carradine, perfetto per il ruolo (nello stesso periodo ha lavorato per Ingmar Bergman), tutti gli attori sono bravissimi, anche merito del regista, no?

Il film, del 1976, dura due ore e mezza, ma nessun minuto è di troppo.

Buona (imperdibile) visione - Ismaele



 

QUI si può vedere il film, in italiano

 


La crisi americana degli anni trenta ricostruita sulla base della autobiografia del grande cantante Woody Guthrie, padre della musica country.
La storia si concentra sul periodo che va dal 1936 al 1940 e Hal Ashby,ricostruisce e ci fornisce, insieme alla storia dell'artista, un amaro e veritiero ritratto dell'America della depressione con la crudeltà dei sicari dei padroni, lo sfruttamento dei braccianti agricoli, il fenomeno degli hobo che viaggiano di nascosto sui treni merci, e la cronaca degli scontri anche violenti con le forze dell'ordine.
Un indimenticabile David Carradine è l'appropriato e coinvolto protagonista,assieme a Randy Quaid e Melinda Dillon.
Imperdibile la colonna sonora.

da qui

 

Autobiografia a suon di country music.La vita di Guthrie è solo la cartina di tornasole dell'America della Grande Depressione,la sua parabola ,da nullatenente che lascia moglie e figlie per fare fortuna in California e vi riesce con la musica country (o folk come preferite)dopo aver fatto molti lavori sfiancanti e mal pagati è la perfetta descrizione di quello che doveva essere Il Sogno Americano.Il film di Ashby tocca solo tre anni della vita di Guthrie proletario antelitteram che preferisce la protesta sociale al suo successo personale,il cui talento non è mai stato in vendita.Ci viene il dubbio che ci siano anche sfumature agiografiche in questo personaggio tutto d'un pezzo ma in fondo il suo essere granitico,monolitico,le cui idee non sono in vendita lo fa diventare ai nostri occhi un perdente,perchè perde i suoi affetti,moglie e figlie lo lasciano. E il ritratto americano che ci consegna è un America prostrata ma non disperata,che cerca di riprendersi.Grande prova di Carradine per un personaggio che,prima di questo film mi era assolutamente sconosciuto....

da qui

 

Se il 14 luglio 1789, giorno della presa della Bastiglia, segna la data di nascita della Rivoluzione francese (rivoluzione che coinvolse anche altri Paesi europei, tanto da essere ancora oggi considerata l’emblema della libertà e dell’indipendenza dei popoli), il 14 luglio 1912  - ricorrerà il centenario tra pochi giorni - segna la data di nascita dell'uomo che rivoluzionò la musica Folk americana (e non solo), in virtù di una straordinaria capacità di sintesi tra il country dei bianchi e il blues dei ne(g)ri, facendola assurgere a emblema delle istanze dei diseredati di tutto il mondo. 
Precursore della canzone di protesta, Woodrow Wilson Guthrie fu uno tra i più importanti rappresentanti della cultura hobo, nonché principale fonte d'ispirazione per una miriade di intellettuali e artisti - sia americani che europei -, a partire da Robert Zimmerman fino ad arrivare ai Wilco, passando fra Billy Bragg e Bruce Springsteen (giusto per citare i più noti).
Tormentato dalla sfortuna e dagli incendi (il primo divampò nella casa di famiglia riducendola in cenere mentre, qualche tempo dopo, un secondo rogo uccise la sorella Clara quando Woody aveva solo sette anni e un terzo identico evento ebbe come vittima il padre che si salvò ma rimase gravemente ustionato. Le reali cause di queste sciagure non sono mai state accertate e non si esclude che almeno due di queste possano essere state cagionate dalla madre Nora, afflitta dalla malattia di Huntington - Còrea Maior -, patologia degenerativa di origine ereditaria che conduce alla demenza e che fu la causa della prematura dipartita dello stesso Woody, avvenuta agli inizi di ottobre del 1967 al termine di una lunghissima degenza. Quest'ultima, tragica, fase della sua vita viene menzionata nel film Alice's Restaurant, nel quale il figlio Arlo e l'amico Pete Seeger interpretano se stessi mentre accorrono al suo capezzale.
In piena epoca maccartista venne, inoltre, perseguitato dall'FBI di J. Edgar Hoover a causa del suo attivismo postbellico e di quello spirito anticonformista e fortemente eversivo nei confronti delle logiche capitalistiche che lo accompagnerà pervicacemente fino alla fine, senza cedimenti, e che  lo porterà a vagabondare attraverso gli States in cerca di lavoro raccontando l'immane tragedia umana causata dalla Grande Depressione armato della sua chitarra, la quale recava, ben visibile, sulla parte anteriore della cassa armonica l'inequivocabile scritta THIS MACHINE KILLS FASCISTS.
 
Scrittore prolifico, oltre alle tantissime canzoni (più di mille; oggi conservate nella Library of Congress di Washington) Woody Guthrie lasciò in eredità una raccolta di poesie, disegni e scritti vari chiamata Born to Win, un romanzo (Seeds of Man) e un'autobiografia intitolata Bound for Glory (Questa terra è la mia terra), pubblicata nel 1943 e subito bollata da alcuni come una “riproduzione troppo accurata della lingua degli analfabetiQuesto film, firmato da Hal Ashby, è l'adattamento cinematografico di un estratto di quell'autobiografia e, a parte qualche peccatuccio veniale (per esempio Woody che canta Deportee nel 1939, quando quella canzone non la scrisse prima del 1948 dopo che un incidente aereo causò la morte di 28 messicani che stavano per essere deportati, appunto), il risultato è più che decente. La pellicola riesce a restituire abbastanza bene il clima di quel periodo tragico e i protagonisti, a cominciare proprio da David Carradine, sono assolutamente credibili.
Inizialmente, la scelta per interpretare il ruolo del folksinger originario di Okemah, Oklahoma, era caduta su Tim Buckley il quale però, disgraziatamente, morì poco prima dell'inizio delle riprese a causa di un'overdose e, in seguito, Kris Kristofferson rifiutò la parte in quanto non si sentiva fisicamente adatto.

da qui

 

…The film is faithful to that experience, totally so. There's not a false moment in it, not a moment when we feel the meaning of Guthrie's life has been compromised for movie reasons. David Carradine's performance as Guthrie finds just the right balance between his pride and innate simplicity. And the film looks right; there can seldom have been a period film with such loving attention to detail, to the ways cars and dresses and living rooms and roadside diners looked during the Depression. All of these elements have been handled carefully, and with respect.

And yet “Bound For Glory” is ultimately a rather slow-moving experience. Each scene is established so carefully, is framed with such artistry (Haskell Wexler's cinematography is a series of perfectly-seen compositions), is played with such weight, that finally the movie seems too much of a piece.

We want more humor, more irreverence, more of an indication that Guthrie had acid mixed in with his humanity. That's almost the only criticism I can make of the film, although it's a fundamental one; anyone who loves movies or is interested in Guthrie should see “Bound For Glory”, but it'll be a worthwhile experience that's pretty slow-going…

da qui

 

 











QUI si possono ascoltare le canzoni di Woody Guthrie

*QUI un articolo (fra i tanti disponibili in internet) su Woody