Insolito western di Margheriti. Parte come un classico spaghetti
per poi diventare cupo ed inquietante appena sulla storia calano la notte e il
tornado. E infatti "notturno" è l'aggettivo che più si addice al
film; il regista, grazie alla sua esperienza nell'horror gotico, riesce a
ricreare un'eccellente atmosfera e un ideale clima di tensione, solo
apparentemente smussata dal ritmo lento del film. Kinski parla pochissimo e
recita più che altro con lo sguardo di ghiaccio; non male neanche il resto del
cast. Sinistro e funereo.
Margheriti rende coinvolgente un archetipo del western
colorandolo con atmosfere spettrali e virtuosismi tecnici di grande fascino,
ben dirigendo un Kinski laconico e impeccabile, quasi ectoplasmatico, che
consuma freddissima la sua vendetta col favore del vento e delle tenebre,
attorniato da un cast non eccezionale, ma comunque all’altezza. La felice
commistione tra la polvere del West e impalpabili suggestioni gotiche fanno di
questo film uno dei risultati più originali del western italiano.
Ottimo western molto violento anche se dai ritmi non eccelsi. Un
ex ufficiale torna al paese cercando vendetta e la trova sino in fondo, tra
atmosfere cupe e morti a decine. Certo la storia del pistolero che arriva, fa
strage e se ne va è sin troppo comune, ma qui c'è un senso di lugubre che
accompagna tutto il film e che lo pone tra i western atipici. Grande Kinski
freddo e spietato, ma non sfigurano nemmeno gli altri attori.
Cupo e prevalentemente notturno, "E
Dio disse a Caino..." è forse uno dei western all'italiana meno citati in
assoluto, nonché uno dei più particolari, con un Margheriti che sceglie di
contaminare lo stesso mediante alcune soluzioni visive e di narrazione
tipicamente gotiche (la campana, il sibilo del vento che si insinua tra le
finestre, la location notturna).
Il tutto si traduce in uno spaghetti
westrern misterioso e spettrale, con un Klaus Kinski piu vendicativo che mai.
A livello di messa in scena, la regia
appare sicura e abile a ricreare la giusta atmosfera (ottimi gli effetti luce),
scegliendo di limitare l'azione in virtù di una storia di vendetta che, con un
ritmo volutamente compassato, è destinata a coinvolgere lo spettatore poco alla
volta.
Uno dei migliori film di Margheriti, senza
ombra di dubbio.
Immenso Kinski,la vendetta si serve su un piatto freddo e lui
quando e' libero di tornare sul suo passato azzera i conti su ingiustizie
subite. Avvincente e imperdibile western che si svolge quasi tutto in un'intera
notte. Gli interpreti sono tutti con le facce giuste e Margheriti dimostra di
sapersi destreggiare anche con il genere western. Per gli amanti del genere un
must.
ispirato da Dino Buzzati (il titolo del racconto è Eppure battono alla porta, qui), Antonio Margheriti (in una coproduzione italo-tedesca) racconta una storia maledetta di soldi, furti, sesso, amori, omicidi, vendetta.
alla fine tutto ha una soluzione, definitiva, non esiste il perdono, tutto si paga, solo alla fine sapremo come.
il film va avanti e indietro, senza nessun problema, si capisce tutto benissimo.
un gioiellino da non perdere, non ve ne pentirete, promesso - Ismaele
…Si le film n'est pas spectaculaire dans
sa forme (peu d'action, des meurtres "sobres", un érotisme saphique
plutôt prude), il se rattrape par un final dantesque voyant un torrent de boue
engloutir la demeure tel une vengeance divine. Une scène particulière, qui
faisait dire à Edoardo Margheriti (le fils d'Antonio) dans une interview
qu'elle anticipait la vague de sang dévastatrice de "Shining". Contronatura est une libre adaptation d'un recueil de
nouvelles de Dino Buzzati, précisément la nouvelle "Et pourtant on frappe
à la porte" du roman "Les sept messagers", publié en 1966…
Splendido gotico italiano, intriso di mistero ed in cui lo
spettatore è catapultato sin dai primi minuti in un luogo dalle atmosfere tese
e putrescenti, rimanendone invischiato e non riuscendone ad uscirne se non alla
fine. Tecnicamente molto valido, può contare su una buona sceneggiatura e su un
ottimo ritmo. Poi c’è quella scena…chissà che il buon Kubrick non ne abbia
tenuto conto. Quando si dice un gran film di genere.
…Contronatura est une œuvre construite sur une succession de
flash-backs qui apportent peu à peu un éclairage sur les motivations des
personnages. Le scénario n’a finalement que peu d’importance et c’est davantage
la manière dont le puzzle se reconstruit sous nos yeux qui suscite l’intérêt.
Uriat et sa mère sont les véritables maîtres d’une cérémonie secrète qui se
révèlera, au bout du compte, une vaste entreprise de dévoilement. Du coup, le
film vaut moins pour sa dimension « fantastique » finalement assez
discrète que pour son côté « criminel » : derrière le masque de
la respectabilité, les personnages dissimulent tous de viles turpitudes.
Margheriti nous plonge au cœur de l’âme humaine
et tente d’expliquer ce qui peut pousser des individus à commettre des
meurtres. La raison la plus classique, celle qui a motivé les deux notables,
est bien évidemment l’appât du gain. L’autre, classique également, c’est la
passion amoureuse. Mais là où le film fait preuve d’originalité, c’est qu’il
scrute les méandres d’un désir lesbien. Parallèlement aux affaires louches
menées par les hommes, Vivian doit composer avec son attirance indomptable pour
les femmes…
Vecchi peccati dalle lunghe ombre,
tumulti carnali, rapacità meschine, vanità sfrenate: i fantasmi denudano le
anime delle loro "vittime", e solo il fango può seppellire l'orrore.
I morti giudicano i vivi, due dimensioni temporali si compenetrano in una
struttura circolare che ammalia e imprigiona. Una danza macabra sulle
sabbie mobili di una nemesi implacabile. Horror... etico, girato con gran
riguardo all'estetica, nitido, elegante, vorticoso, fluido: splendido film!
…CONTRONATURA est une œuvre soignée, bénéficiant pour ce faire
d'un budget qu'on devine plus aisé qu'à l'habitude. Reconstitution historique,
costumes, multiplicité des plans et décors. Le film souffre surtout d'une
construction chaotique en divers flashbacks révélés au gré des quelques 88mn.
Une linéarité sans cesse interrompue par des voix off explicatives, trop
démonstratives, Alan Collins en premier. Le métier du réalisateur, allié à des
acteurs convaincants et une composition musicale très adroite de Carlo Savina font
passer quelque peu cette faiblesse de narration disjointe…
… Contronatura riassume in sé, nella sua perfezione, tutte le
caratteristiche e le inquietudini erotiche della cinematografia di genere
italiana. Margheriti, infatti, prefigura in un certo modo
le audacie della cinematografia di genere a venire, rimanendo però all’interno
di quella goticità italiana tipica degli anni Sessanta che tanta fortuna ha
portato ai migliori autori italiani. Per concludere, Contronatura è senza ombra
di dubbio uno dei gotici italiani meglio girati del decennio, nei suoi momenti
migliori secondo solo alle opere del grande e compianto Bava.
…Antonio Margheriti nel 1969 gira un curioso gotico
intitolato Contronatura – The Innaturals. Un film denso di
un’atmosfera misteriosa, opprimente e morbosa, e il regista sembra più
interessato a svelare i retroscena dell’intricata vicenda con continui
flashback che a mostrare situazioni tipiche dell’horror. La parte finale
comunque è di rara potenza immaginifica e anticipa, per certi versi, la scena
del fiume di sangue che sgorga dalle pareti in Shining (1980)
di Stanley Kubrick. Forse non tutti sanno che l’anno
prima, nel 1968, Kubrick aveva chiesto proprio
a Margheriti di collaborare agli effetti speciali
del suo capolavoro fantascientifico 2001: Odissea nello spazio (proposta
che poi Margheriti rifiutò). Ancora oggi appaiono
audaci le scene di rapporti sessuali tra donne, specie per una pellicola del
terrore. Chi ama gli effetti orripilanti e truculenti invece non sarà
soddisfatto dalla visione di Contronatura: in
tutto il film viene mostrata appena una macchia di sangue.
…E’ decisamente un bel film Contronatura,
diretto a Antonio Margheriti nel 1969 sotto lo pseudonimo di Antony Dawson; un
gotico con tracce horror e circondato da un’aura di sovrannaturale che verrà
più chiaramente spiegata nell’illuminante e tragico finale.Un film ispirato
liberamente al racconto di Dino Buzzati Eppure bussano alla porta,
pubblicato nella raccolta La boutique del mistero.
Un film tutto d’atmosfera, nel quale grazie ad un sapiente uso del flashback si
conoscono tutti i particolari delle vite private dei cinque ospiti dello
chalet, che apprenderemo essere uno dei luoghi nelle disponibilità del neo
erede sir Archibald che lo ha ereditato da Richard Wright.
Proprio attraverso l’uso del flashback impariamo a conoscere il passato segreto
e tragico dei protagonisti, attraverso continui andirivieni tra il presente
lugubre e angosciante, testimoniato anche dal furibondo temporale che
imperversa nella zona e dalla profonda immersione nella penombra della scena
principale, che vede i sette personaggi muoversi nell’angusta stanza dello
chalet, nel quale troneggia il tavolo al quale sono seduti Sir Archibald e Ben…
peccato che Sergio Corbucci non abbia portato a termine il film, pare abbia girato la prima metà lui, e la seconda metà Antonio Margheriti. il film è tratto da una storia di Edgar Allan Poe, e racconta di una scommessa, fra la vita e la morte. si inizia ridendo e scherzando, come accade in tutte (o quasi) le storie dell'orrore che si rispettino, e poi si cade in un buco nero da cui l'uscita è impossibile. il film è un gioiellino in cui tutte le cose sono al loro posto, ci sono le giuste dosi di spavento e quanto basta di umorismo nero. davvero un gran bel film, non trascuratelo - Ismaele
Danza macabra è un film
bellissimo. Ottima la storia (del resto Poe non era uno sprovveduto) atmosfere
gotiche degne del miglior Bava, fotografia curata e bellissimo b/n. La Steel è
bellissima e bravissima ma degna di nota è anche l'incantevole Margarete
Robsahm che innesca una morbosa scena saffica proprio con la Steel. Audace
anche per i tempi in cui è uscito perché oltre all'immaginario horror c'è una
componente erotica (e sentimentale) che non lascia indifferenti. Se siete
amanti del genere horror vecchio stile è un film da vedere senza esitazione.
…Danza macabra è
un film dolce, sensuale e funereo, un noir che probabilmente ha sorpreso anche
il regista, di cui si può ben distinguere l’impronta. La sfacciata sensualità
delle protagoniste e la scena saffica oltre a far scalpore per l’epoca, sono
precursori di un cinema che ben presto sarebbe diventato cult. Ma
necessariamente bisogna sottolineare altri pregi che hanno fatto sì che questo
film sia considerato uno dei migliori film horror-gotici italiani. L’attenzione
dello spettatore e la sua meraviglia, di fronte a cotanta lascivia, si
amalgamano alla giusta trepidazione per l’ attesa del momento culminante;
l’Eros e il Pathos, mantengono alta la tensione, una storia d’amore in un incubo,
un incubo che diventa, nel suo culmine, l’inizio di una storia d’amore che va
aldilà della vita...
Danza Macabra rappresenta sicuramente l’opera omnia di Antonio
Margheriti (qui firmatosi Anthony Dawson) ma soprattutto il clou dell’horror
gotico italiano. Pellicola inizialmente commissionata a Sergio
Corbucci dagli sceneggiatori (fra i quali anche il fratello Bruno), Danza
Macabra trovò la propria potenza espressiva solo grazie ad un Margheriti alle
prime armi nel genere gotico. Lo stesso regista, consapevole delle difficoltà
che avrebbe avuto nel ritentare una simile impresa, ha sempre riconosciuto
questo film come il suo grande capolavoro. Nel cast compare il nome di una grande Barbara
Steele, fossilizzata sul genere grazie a grandi registi quali Mario Bava e
Roger Corman (e nuovamente con Margheriti in “I Lunghi Capelli della Morte”) e
sempre incastonata nei suoi ruoli. Fra gli addetti ai lavori invece Riz Ortolani,
musicista agli esordi di una carriera promettente ed il giovane aiuto-regista
Ruggero Deodato (entrambi avrebbero fatto tremare il mondo nel 1979 per
l’inaudita violenza dell’esplicito “Cannibal Holocaust”). Danza Macabra è un film stilisticamente
perfetto, impeccabile sia sotto il punto di vista narrativo che da quello
prettamente orrorifico. Spettri, vampiri, mummie e zombi si intrecciano in un
crescendo di emozioni gotiche dalle delicate venature lesbo (abbastanza
espliciti i baci e gli sguardi fra le due conviventi). Una sola pellicola in grado di fondere i
capolavori di Freda, Bava e Caiano ma soprattutto di anticipare e condizionare
il cinema di genere.
…Au
début des années 60, l'Italie se met à produire avec un certain succès des
films d'épouvante très inspirés par les productions anglo-saxonnes. Alors
que IL MONACO DI MONZA est en train de se tourner sous la
direction de Sergio Corbucci, le réalisateur du film et
le scénariste Giovanni Grimaldi, pensent exploiter le
filon de l'horreur gothique. Pour cela, ils écrivent un scénario qui prend
place dans les décors de IL MONACO DI MONZA, une comédie en
costumes. Une astuce de façon à produire rapidement un film tout en opérant une
économie substantielle pour la production. Logiquement, le film aurait dû être
réalisé par Sergio Corbucci mais cela ne va pas se
dérouler exactement comme prévu. Engagé dans un autre projet, Sergio Corbucci ne peut assumer la
réalisation de DANSE MACABRE. Il n'est alors pas possible
d'attendre que le cinéaste italien se libère car les décors du film précédent
doivent être démontés. Sergio Corbucci suggère alors d'en proposer la
réalisation à Antonio Margheriti.
Le réalisateur
italien va alors utiliser son pseudonyme habituel, Anthony Dawson, et prendre
les rênes d'une production qui doit se boucler dans l'urgence. La distribution
est d'ailleurs déjà faite, le rôle principal reviendra à Barbara Steele. L'actrice est alors très en
vue dans le domaine de l'épouvante suite au succès du MASQUE DU DEMON de Mario Bava. Dans l'intervalle, elle sera
ainsi apparue devant la caméra de Riccardo Freda pour L'EFFROYABLE SECRET DU DR.
HICHCOCK et LE SPECTRE DU DOCTEUR HICHCOCK mais
aura aussi tourné pour Roger Corman dans LA CHAMBRE DES TORTURES.
Si l'épouvante italienne est surtout influencé par les productions britanniques
de la Hammer Films, DANSE MACABRE lorgne
justement du côté du cycle de films inspirés des écrits d'Edgar Allan Poe et réalisés par Roger Corman pour le compte de
l'A.I.P. Dans le métrage réalisé par Antonio Margheriti, le fameux écrivain
apparaît dans le prologue et l'épilogue de l'histoire. Toutefois, en dehors de
cette «présence» prestigieuse et le fait qu'il soit crédité au générique, DANSE
MACABRE n'est pas vraiment une adaptation d'une œuvre existante de
l'auteur. Par contre, le scénario s'amuse à nous présenter un Edgar Allan Poe affirmant que ces
œuvres ne sont pas de la fiction mais seulement la retranscription de faits
divers réels. L'aventure d'Alan Foster sera ainsi, pour l'écrivain, une
nouvelle histoire vraie a relater…