un film di qualche anno fa, che non perde un briciolo di attualità.
è un film politico, analizza i meccanismi semplici e diabolici dell'ascesa dell'estrema destra in Francia (ma vale anche per l'Italia, solo che da noi film così non se ne fanno), con una strategia di parole d'ordine ("noi non siamo nè di destra, nè di sinistra", ma anche "prima i francesi", come suonano familiari questi slogan), con una struttura in abiti firmati davanti, e dietro i picchiatori da usare quando servono).
protagonista, bravissima e convincente come sempre, è Émilie Dequenne (la Rosetta dei fratelli Dardenne), mortatroppo giovane qualche anno fa.
e Lucas Belvaux è un bravissimo regista.
un film da non perdere (mi sembra sia su Primevideo).
buona (indimenticabile) visione - Ismaele
…L’adesione incondizionata di alcune amiche alla sua
candidatura, il razzismo
strisciante che trapela tra le righe dei discorsi o tra le risate
irrigidite di un barbecue in giardino, gli inquietanti siti internet che
incitano all’odio razziale ideati da ragazzini mossi più dalla noia che
dall’odio: il paesaggio sociale è
una distesa bruciata, terreno di conquista per i campioni del populismo
aggressivo.
Pauline scivola lentamente
in una sorta di trance ipnotica: confonde la percezione di sé e del mondo che
la circonda e intanto viene manovrata
come un burattino dai leader che l’avevano sedotta. Le cambiano
pettinatura e abiti, le impongono abitudini e frequentazioni. La libertà del
popolo, che ricorre come un mantra nei comizi della pseudo-Le Pen, s’inchina a
un autoritarismo decisionale che non ammette deroghe. L’odio politico, ridotto a uno sterile
urlo di parole d’ordine rabbiose, si
propaga come un virus che contamina e ammala, distruggendo
amicizie, famiglie, classi sociali.
In questa demolizione autoinflitta del quotidiano sta
la forza di A casa nostra, che
invece si fa più prevedibile nella
scansione degli snodi narrativi, risolti con trovate più ovvie e
risapute: la rivelazione del passato neonazista del fidanzato, la (ri)presa
improvvisa di coscienza della protagonista, la descrizione di una generazione
di giovani violenti eterodiretti dalla solita élite, si susseguono senza
scossoni pur mantenendo una certa urgenza di denuncia.
Belvaux si trova più a suo agio nella rappresentazione dell’umanità
singola, alle prese con la propria questione morale, che nella descrizione di
un nuovo mondo politico corruttore e corrotto, monolitico fino alla caricatura. A casa nostra, quindi, sotto la scorza dell’ovvio interesse di cronaca (e in
attesa del risultato delle elezioni francesi), è un
film che incita alla responsabilità individuale, indaga sulla seduzione
fatale innescata dalla debolezza, spinge a un rinnovato modo di stare insieme
(a cui occhieggia la bella sequenza dello stadio nel prefinale). Un film che
parla al nostro presente con piglio illuminista, non privo di qualche banalità
e di qualche ruggine di sceneggiatura, diretto con stile sobrio e monocromo,
sostenuto e ispirato dalla magnifica interpretazione della sua protagonista, Émilie Dequenne.
…Un mondo di complotti che sfrutta a suo vantaggio, sporca e getta
nel fango chi si lascia avvincere dalle ammalianti promesse di cui si rende
fautore il partito che lo porta come simbolo e paladino; rendo il prescento
l'apparentemente protagonista di una facciata che invece nasconde lati oscuri,
compromessi ed interessi troppo importanti per essere messi da parte in nome di
un governo assennato e scrupoloso che invece caratterizza la facciata di ogni
programma o promessa elettorale.
Affiancano la celebre straordinaria attrice belga resa famosa
dai Dardenne con Rosetta, il sempre pertinente André Dussolier e il nuovamente
tormentato e doppiogiochista Guillaume Gouix nel ruolo di un allenatore
sportivo ed ex fiamma della protagonista, personalità controversa e
divisa tra affetto e desiderio di famiglia, e intolleranza estrema e violenta
nei confronti dei tragicamente noti "sans papier": due generazioni
agli antipodi, ma due tra gli attori più interessanti, sfaccettati e
completi del nutrito e celebrato panorama attoriale d'Oltralpe.
…A casa nostra un film di due ore scarse e’ il
classico film politicizzato francese, che pone la sua attenzione
sull’intolleranza, l’integralismo e le nefandezze finanziarie dei politici di
turno nella mala amministrazione della cosa pubblica. Un film molto
coinvolgente, con tante scene ben girate e di sicuro effetto scenico. Ha anche
una qualità si schiera apertamente per un partito specifico. Dal punto di vista
cinematografico il film funziona ed è un racconto molto potente, con l’ottima
interpretazione su tutti e tutto della deliziosa Émilie Dequenne nel ruolo di
Pauline Duhez l’infermiera amata dal popolo ed usata da André Dussollier medico
senza scrupoli e da Catherine Jacob/Agnès Dorgelle la dura e spietata capolista
politica. La sceneggiatura asciutta, con dialoghi efficaci su riferimenti
politici, ma senza pigiare troppo il piede sull’acceleratore, con fermezza e
misura al contempo. Lucas Belvaux e’ un regista molto abile ed esperto sa
calibrare il tutto, senza perdere il gusto del racconto e delle vicende
personali. La grande morale del film per me è che anche una ragazza perbene,
rispettosa, tutto casa, lavoro e famiglia, può farsi manipolare da gente
melliflua e suadente oltre che esperta nel tornaconto personale e politico,
mestieranti, più che appassionati di politica, molto attenti alla comunicazione
ed alle parole, al detto e non detto ed al compromesso ed al sotterfugio…
Il regista Lucas Belvaux si schiera contro il
partito politico dell'estrema destra francese capitanato da Marine Le Pen, alla
quale si ispira - senza nasconderlo - il personaggio di Agnès Dorgelle,
interpretata da Catherine Jacob. Belvaux mostra senza mezzi termini i caratteri
estremisti e le derive razziste e xenofobe del partito. Il regista si infiltra
nella zona della Francia più sensibile al populismo del Front National, in un
paese ferito e scombussolato che viene travolto dall’onda dell'estrema destra,
abile a sfruttare l’innocente e tanto amata Pauline. Lucas Belvaux parte da una
narrazione chiara, senza filtri, per raccontare un paese in balia di
politicanti interessati al proprio interesse; che sfruttano le armi del
populismo facile per prendere il controllo di una comunità allo sbando e
piegare uno dei suoi pilastri. Il cammino di Pauline, da avulsa alla politica a
leader della lotta contro i "non-francesi, è reso con grande convizione
dall'interpretazione di Émilie Dequenne. A casa nostra - Chez nous in Francia
ha fatto scalpore e ha indignato i politici, direttamente interressati dalla
denuncia portata avanti da Lucas Belvaux. Un film che fa riflettere e che
scoperchia alcuni meccanismi del potere, mostrandone gli aspetti più gretti e allo
stesso tempo micidiali sulla popolazione, e che invita al distacco da posizioni
estreme e dalle ombre dei fantasmi più terribili dell’Europa.
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