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martedì 22 luglio 2025

Il giustiziere sfida la città - Umberto Lenzi

Tomas Milian è il protagonista assoluto del film, si chiama Rambo, e combatte i cattivi, con la sua inseparabile moto.

un film d'azione senza esclusione di colpi.

domanda: un poliziottesco senza la polizia è ancora un poliziottesco?

buona (Rambo) visione - Ismaele

 

 

 

QUI o QUI si può vedere il film completo

 

 

 

Si chiama Rambo, sette anni prima di Stallone, ed è un Tomas Milian quasi Giraldi, anche se della Polizia non vuol sentir parlare, neanche di quella privata. "Per me esiste una sola legge, la mia", dice prima di montare in motocicletta e compiere una strage. Un personaggio da fumetto, eroe solitario che per salvare un bambino affronta ben due cosche mafiose, lasciando per ultimo, ovviamente, quello soprannominato il padrino. Divertimento assicurato, gran ritmo, Lenzi non sbaglia un'inquadratura.

da qui

 

Come appaiono lontani quei tempi: per me che non li ho vissuti sembra quasi un'altra Italia. Un po' come diceva Pasolini quindic'anni dopo aver girato Accattone, certe realtà sociali durano il tempo di qualche stagione, possono essere immortalate da chi ha l'occhio giusto per guardare, ma a distanza di tempo sorge il dubbio che il cambiamento non sia stato in meglio ma in peggio, forse perché da quella realtà ci si è sempre più distaccati per qualcosa di più effimero, intangibile. E' lontana quella realtà dove ogni muro era ricoperto di simboli politici, è lontana quella realtà del cinema popolare come ingenuo svago o dei bar come luogo altrettanto spensierato per parlarsi. Certo, la maggior parte dei poliziotteschi non sono film memorabili, ma hanno tutti quell'essenza artigianale e spontanea che oggi sarebbe irriproducibile, anche i film che cercano di calcare certe orme risultano al confronto forzati. Forse solo Tarantino, con le sue cineprese e le sue pellicole, era riuscito a riprodurre qualcosa di affine, seppur spingendo il lato autoriale al limite, conferendo a questo genere di film un sottotesto noir/hard boiled quasi inedito. Venendo a questo film di Umberto Lenzi, devo dire che l'ho trovato una piacevole variazione rispetto ai canonici "X a mano armata"…

da qui

 

Lenzi gira dominando la mdp, Milian cavalca una moto e conclude la sua epopea personale (cominciata malvolentieri) senza un graffio, come un immortale. Conclusa la visione è immediato pensare a un western urbano; c'è molta azione e non mancano le scene memorabili (concentrate sulle uccisioni cruente), le facce da galera, le battute scurrili, il cinismo irriducibile. Nell'insieme è un buon prodotto nero, non eccezionale ma che gli appassionati del genere (e di Lenzi e Milian) non possono perdere.

da qui

mercoledì 18 settembre 2024

Napoli violenta – Umberto Lenzi

Umberto Lenzi gira un film con ottima sceneggiatura, come ottima è la musica.

attori bravissimi, scene d'azione memorabili, un grande regista riesce a girare un gioiellino da non perdere.

buona (violenta) visione - Ismaele

 

  

QUI si può vedere il film completo

 


Grandissimo. Lenzi in stato di grazia non si limita unicamente a girare inseguimenti serrati fra le strade di una Napoli fotografata benissimo, ma offre intere sequenze action che mandano in visibilio ogni cellula corporea. La violenza, funzionale per storie di vita e malavita, ha un paio di picchi notevoli che sfociano nel gore più truculento. Merli - assoluto - sforna una prestazione fisica magistrale, tale da far amare senza condizionamenti il personaggio interpretato. La sceneggiatura è fra le più coerenti e riuscite del filone. Micalizzi divino.

da qui

 

Grande poliziottesco, tra i migliori del genere. Diretto in maniera assolutamente efficace da Lenzi e dotato di un ottimo cast, dal grande Maurizio Merli (qui forse nel suo film migliore) a una serie di bravi attori secondari. Sceneggiatura non troppo originale ma godibilissima. Molte le scene memorabili, dalla sequenza della funicolare all'omicidio al bowling. Colonna sonora da applausi. Da non perdere.

da qui

 

Fantastico,inimitabile cinema.Quando ancora,nel nostro paese,esisteva un cinema
che valeva(e vale)piu'di quello attuale,fatto di tante chiacchiere inutili e
sterili esercizi d'autore.Dove tutti si credono Autori e,alla fine,scava scava
sono solo dei poveri mentecatti.Negli anni '70,grazie a film come questo si
potevano produrre le opere dei Grandi Maestri,i quali,spendendo soldi a caso,
molto spesso tonfavano al botteghino.Quanti autori con la A maiuscola dovranno
dire grazie al sottobosco italiano ?Secondo me troppi.Pietra miliare indiscussa
del cinema d'azione,un serrato,bellissimo,avvincente poliziesco che,a distanza
di trent'anni riesce ancora ad avvincere ed a emozionare.Merito sopratutto di
un copione di ferro e della regia magnifica di Lenzi,che costruisce diversi
momenti di grandissimo cinema,primo fra tutte la sequenza,girata dal vero,nel
traffico di Napoli in moto,ad alta velocità.Merli consegnato di diritto alla
leggenda,specie nella scena della funivia,girata senza controfigura.Perfetti
anche Saxon,Zamuto e il vecchio Sullivan.Grande,irripetibile cinema. CULT

da qui

 

Ottimo esempio del poliziesco italian style che era diffusissimo negli anni 70:certo la concezione che il commissario Betti ha della giustizia è molto al di sopra della legge(per usare un eufemismo),i personaggi sono tagliati con l'accetta,alcuni passaggi inutili nell'economia del racconto ma il film avvince soprattutto nelle spericolate scene d'azione(le sequenze sulla funicolare sono eccellenti come quelle in moto).Mettici un paio di divi americani in trasferta pagata e il film è servito.

da qui