solo se vi volete bene, recuperate da Raiplay l’ultima stagione di “Che ci faccio qui”, di Domenico Iannacone, nessuno se ne pentirà.
Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
lunedì 21 luglio 2025
mercoledì 29 gennaio 2025
Un giorno in pretura, a Nuoro
Mi è capitato di trovare su Raiplay, in Un giorno in pretura, il processo che si è celebrato nella Corte d’Assise in Nuoro.
Ricordavo i fatti, a Orune (in provincia di Nuoro), l’8 maggio 2015, di
mattina, un ragazzo, Gianluca Monni, insieme a molte altre persone, aspettava
il pullman per Nuoro, dove frequentavano alle scuole superiori.
Ma quel ragazzo non sarebbe mai partito, da un’automobile partirono i colpi
di arma da fuoco che l’avrebbero ucciso, davanti a tutti.
Grazie alle tante testimonianze delle ragazze e dei ragazzi che erano con
lui, le forze dell’ordine individuarono l’assassino e i suoi scagnozzi.
Le cose sono molto complicate, l’auto (rubata) apparteneva a un ragazzo che
la sera prima non era tornato a casa, e del quale, ancora, dopo 10 anni, non si
è trovato il corpo.
La trasmissione, in due parti, dura complessivamente un paio d’ore, dopo
aver iniziato non sono riuscito a smettere di guardare e ascoltare, per una
delle visioni più sconvolgenti degli ultimi tempi, altro che film dell’orrore
(che sono finti).
La nota positiva è la forza e il coraggio delle ragazze e di alcune donne
adulte, già solo per questo il tempo dedicato alla visione non sarà sprecato.
Ecco dove vederlo:
qui
la prima parte:
qui
la seconda parte.
i giorni
successivi mi sono ricordato di un libro, di Nicola Lagioia, che mi aveva lasciato
una grande inquietudine.
scrive
Italo Calvino:
"L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che
è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:
accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il
secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e
saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo
durare, e dargli spazio."
ecco cosa avevo scritto di quel libro:
La città dei vivi – Nicola Lagioia
Marco e Manuel ammazzano Luca, in modi orribili.
Nicola Lagioia ricostruisce tutte le vicende che ruotano
intorno al fatto, dati causa e pretesto, in una Roma che diventa sfondo e protagonista della
storia.
quello che sconvolge nella lettura (e
nella scrittura) del romanzo è che non ci sono ruoli definiti per l'eternità,
ma vittime e carnefici potremmo essere ciascuno di noi, in una sadica e casuale
lotteria della vita e della morte.
Nicola Lagioia inizia a seguire la storia dopo un po' dal
momento dei fatti, e però non lascia niente d'intentato per riuscire a
ricostruire l'indicibile.
ps: il libro ricorda a tratti A
sangue freddo (di Truman Capote).
giovedì 12 ottobre 2023
Stasera in Tv. Anzi no. E invece sì. - End User
Vi avevo parlato delle piattaforme streaming gratuite qualche tempo fa, un po' di tempo dopo il lancio in Italia di PlutoTv, ma ogni tanto vale la pena tornarci. Soprattutto alla luce del fatto che i servizi di streaming in abbonamento continuano ad alzare i prezzi e ad inasprire le restrizioni per contenere il fenomeno del password sharing.
La mia password è:
Dopo Netflix infatti - ne avevo parlato
qui - anche Disney+ ha annunciato che inizierà, dall'1
novembre, a limitare la condivisione delle password a partire, ancora una
volta, dal Canada. Saranno contenti i canadesi di essere sempre i primi a
sperimentare sulla propria pelle le decisioni dei giganti dello streaming che
scelgono il loro paese per testare nuovi prezzi e nuove modalità di accedere. O
di non accedere.
Il piano di battaglia di Disney+ tocca però, fin
da subito, anche l'Italia che, insieme ad altri sette paesi europei, sarà
oggetto del lancio sia di una nuova modalità di abbonamento - uguale a
quella introdotta da Netflix qualche mese fa (prezzo vantaggioso con spot pubblicitari)
- sia di un rincaro di prezzo dell'attuale tariffa di 8,99 euro al mese. Fate
attenzione perché l'abbonamento che oggi costa 8,99 verrà passato
automaticamente al piano premium da 11,99 salvo comunicazione esplicita a cura
dell'abbonato: una mossa che mi sembra un po' aggressiva. Le azioni tese a
limitare la condivisione delle password, invece, verranno intraprese verso la
fine dell'anno in concomitanza con nuove modalità per aggiungere (pagando)
utenti e profili ad abbonamenti esistenti ma, fino ad oggi, non sono state
ancora suggerite.
Streaming gratuito
Aumenti di prezzi e restrizioni agli accessi
portano chiaramente sempre più abbonati a farsi delle domande, a fare dei
bilanci, a scegliere cosa tenere e cosa lasciare. E la visione di film e serie
tv in streaming gratuito continua a crescere in termini di volumi - accogliendo
chi decide di sospendere o limitare gli abbonamenti a pagamento - e in termini
di offerta che garantisce un numero sempre maggiore di titoli a disposizione
sia in modalità diretta (canali tipo tv lineare) che in modalità on demand.
Qualcuno di voi si sarà accorto che, nel corso di
questa settimana, abbiamo cambiato il fornitore dei dati delle disponibilità
streaming. Il motivo principale di questo passaggio risiede nella maggiore mole
di informazioni sulla programmazione delle piattaforme gratuite a livello
internazionale, ossia il settore che, a molti osservatori del settore, appare
come il segmento più reattivo e con i più grandi margini di crescita e sviluppo
dell'intero panorama streaming.
Rispetto a qualche mese fa, ad esempio, l'offerta
italiana di Pluto.Tv - uno dei principali operatori internazionali che fa
riferimento al gruppo Paramount - ha investito sul catalogo mettendo a
disposizione, sempre in modalità gratuita, titoli assai interessanti. Usando il
nostro sistema di ricerca ne ho scoperti diversi - che oltretutto non passano
in televisione da almeno cinque anni - e li affido alle parole dei nostri
utenti nelle segnalazioni che trovate nella newsletter di questa settimana.
Qualche trucchetto
Avendo testato in questi giorni il nuovo fornitore
di dati desidero offrirvi qualche scorciatoia per permettervi di ottenere il
massimo dalle nostre (nuove) pagine streaming.
Nella homepage della sezione trovate subito, in alto, il nostro motore di
ricerca che vi permette di selezionare e deselezionare con un click le
piattaforme che vi interessano (sono di più rispetto a prima, molte di queste
sconosciute). Ipotizziamo di aver deciso, per restare in tema con questo testo,
di cancellare in un sol colpo TUTTI gli abbonamenti a pagamento e di essere
interessati solo alle piattaforme gratuite. Ci basterà attivare la funzione Seleziona i gratuiti per vedere illuminarsi i cinque servizi che hanno fatto
dello streaming free la propria missione (oltre ai soliti noti c'è una new
entry che si chiama Filmzie che ha anche prodotti meno mainstream e in lingua
originale)
Potreste essere soddisfatti anche così e cliccare
direttamente sul bottone rosso CERCA ma, se volete, potete aggiungere dei
filtri per restringere i campi delle vostre ricerche. Io ve lo consiglio perché
i risultati sono davvero tanti.
Alla ricerca di classici nascosti
Se avete voglia, ad esempio, di vedere un film
americano degli anni '70 basterà selezionare Usa nel menù Nazione e scegliere la decade 70-79 nel menù Anno. Ovviamente se siete più fini nei vostri gusti potete anche
specificare un Genere. Dopo aver cliccato su Cerca si aprirà la pagina che
mostrerà tutti i titoli allineati alla vostra selezione ma se volete andare
dritti al meglio (e se vi fidate dei voti di filmtv.it) vi basterà cambiare
l'ordinamento passando da Tutti a Migliori grazie alla tendina sulla destra (scorciatoia). Ai primi due posti di questa selezione (non è
un caso, lo ammetto) ci sono subito due grandi film di John Cassavetes che non passano in tv da molto tempo: Una moglie e La sera della prima.
Se cambiate decade e scivolate sugli anni '80
(mantenendo il filtro Usa) incapperete in un vero capolavoro di Scorsese ignorato dalla tv (scorciatoia). E via così, sull'onda dell'entusiasmo
modifichiamo il filtro da Usa a Italia ed appare Speriamo che sia femmina di Monicelli, anch'esso dimenticato dalla tv nostrana (scorciatoia). Voglia di una commedia francese? Filtro
Francia, filtro Commedia ed ecco a voi Tanguy di Etienne Chatillez, garbata, deliziosa,
frizzante commedia borghese sul conflitto degli affetti. Ultimo passaggio in
tv? Il 5 maggio 2013... (scorciatoia)
Al setaccio
Se siete cercatori e scopritori vi consiglio di
scegliere dal nostro motore di ricerca i due nuovi provider Filmzie e Spamflix. Il primo è gratis e ci trovate, tra titoli più
noti ed altri completamente sconosciuti, Maelström di Dennis Villeneuve. Il secondo, invece,
propone un catalogo decisamente non convenzionale (molto in linea con il mio
gusto personale) con prezzi di noleggio estremamente popolari (2 euro). Io ho
scelto per voi Fish & Cat, horror iraniano decisamente fuori dagli
sche(r)mi girato in un solo piano sequenza, passato a Venezia 2013 e sparito
dalla circolazione. Sarà il mio film di stasera.
Buon divertimento e segnalatemi le vostre scoperte.
Ci tengo, davvero.
p.s. Sull'onda dell'entusiasmo ho scovato anche
tre serie tv gratuite e molto meritevoli che non mi aspettavo di trovare
gratis: Broadchurch, Humans e Peaky Blinders.
sabato 23 luglio 2022
giovedì 7 gennaio 2021
Il sospetto - Daniele D'Anza
quando le serie non esistevano in televisione c'erano gli sceneggiati, spesso tratti da opere di scrittori di serie A.
la tv non era ancora a colori, venivano rappresentate opere che oggi si direbbero difficili, non adatte a essere interrotte dalla pubblicità, la televisione serviva anche ad elevare gli spettatori, che mai sarebbero andati a teatro.
gli attori venivano dal teatro, gli sceneggiati erano di impianto teatrale, quasi sempre ambientate in interni.
il commissario Hans Bärlach (Paolo Stoppa) è un poliziotto non troppo amato dai superiori, per i suoi metodi, integrità e testardaggine.
qui dà la caccia a un torturatore nazista (Adolfo Celi), con l'aiuto di Gulliver (Mario Carotenuto) , ebreo scampato al campo di concentramento.
a volte si dice che i tedeschi hanno fatto i conti non il nazismo, gli italiani poco e niente.
vedere per credere, ma anche leggere, Friedrich Dürrenmatt è uno degli scrittori più grandi.
e grazie a Raiplay si possono recuperare tanti gioielli.
buona visione - Ismaele
QUI lo sceneggiato, in due parti
Sceneggiato
molto particolare, "Il sospetto", per i contenuti, i temi trattati,
il ristretto numero di attori e di scenografie; riguardo quest'ultime, tutta la
prima puntata è girata dentro una stanza d'ospedale, caso più unico che raro
nella storia degli sceneggiati TV.
Cambia il luogo, ma non la sostanza, nella
seconda: una futuristica, angosciosa, fredda stanza in una clinica di Zurigo.
La verità, comunque, è che in questa produzione il giallo in senso stretto
c'entra ben poco: qui non contano le locations, la cerchia dei sospetti, i
colpi di scena, gli omicidi mirati; ne "Il sospetto" si conosce già
tutto, ossia un probabile indiziato, accusato di orribili torture e una
quantità immane di morti sulla coscienza (che non possiede). Se tutto è già
scritto, allora cos'è che ci spinge a restare incollati davanti alla TV? La
straordinaria prova degli attori, questa l'immediata risposta, ed il titanico,
suggestivo scontro filosofico/dialettico tra l'ispettore Barlach ed il chirurgo
Fritz Emmemberger. Il trio Stoppa-Celi-Carotenuto è un perfetto mix di emozioni
e di alta scuola di recitazione da tramandare ai posteri ed inserire come
materia obbligatoria di studi per le giovani leve.
Un altro lavoro targato D'Anza che rimarrà per
sempre nel mio cuore.
Il sospetto andò
in onda sul Programma Nazionale della RAI in prima serata domenica 13 febbraio
e martedì 15 febbraio 1972; regia di Daniele D’Anza e sceneggiatura di Diego
Fabbri, dal romanzo omonimo di Friedrich Dürrenmatt, Der Verdacht,
pubblicato nel 1951. Negli anni Cinquanta, Dürrenmatt (1921-1990) ha
ripetutamente usato l’arma del poliziesco per investigare sull’oscurità insita
nella natura umana.
Paolo Stoppa
interpreta l’anziano commissario Hans Bärlach, Adolfo Celi è il terribile
dottor Emmenberger, Mario Carotenuto è il giustiziere ebreo che si fa chiamare
Gulliver, Ferruccio De Ceresa è il dottor Samuel Hungertobel, Mila Vannucci è
la dottoressa Edith Marlock, Franco Volpi è il capo della polizia di Berna, diretto
superiore di Bärlach; nel cast anche Jole Fierro (un’infermiera) e Olga
Gherardi (la dottoressa Irene).
Impianto teatrale,
uso impetuoso dello zoom per arrivare ai primi piani, foto raccapriccianti dai
campi di concentramento, e pochi attori in scena: Stoppa, Carotenuto e Celi
formano un terzetto di fuoriclasse.
Fedelissimo al
romanzo (solo il finale è un po’ diverso), con alcuni pensieri di Bärlach
trasformati in dialoghi, lo sceneggiato ne enfatizza la staticità. Gran parte
delle scene è girata nelle stanze delle due cliniche dove è ricoverato il
commissario Bärlach: la prima è la classica, bianca clinica di Berna diretta
dall’amico Hungertobel, la seconda è la metallica, avveniristica clinica di
Zurigo diretta da Emmenberger…
Nonostante la figura del commissario
protagonista, quello di Durrenmatt non è il classico giallo, ma un'indagine sui
lati più oscuri dell'animo umano. Esempio di fiction oggi improponibile, con un
ritmo piuttosto lento e le riprese effettuate esclusivamente in interni
(ospedalieri). Eppure si resta con la sensazione di aver assistito a un
prodotto di classe e in grado di ispirare riflessioni non banali. Grande cast:
a colpire maggiormente è forse lo scontro dialettico tra Stoppa e Celi, ma la
prova di Carotenuto non è certo da meno.
C'è chiaramente il sapore di altri tempi in
questo "sceneggiato", che nonostante gli anni non ha affatto perduto
il suo fascino, sostenuto com'è dalla recitazione di grandi attori oggi purtroppo
scomparsi. Diretto a un pubblico che allora era in grado di recepire e
apprezzare i contenuti indipendentemente dall'azione, è sicuramente un manuale
involontario su come strutturare un'ottima storia con pochi mezzi. Come altre
opere realizzate allora per la televisione, ha i pochi esterni girati su
pellicola (16mm) e gli interni con telecamere.
…Va immediatamente rilevato che si tratta di film
televisivi e pertanto, seguendo gli standard dell’epoca, a basso budget e con
pretese estetiche minimali: bianco e nero, scenografie e costumi
sostanzialmente teatrali, luci palesemente di studio di registrazione (ove si
svolge la maggior parte della trama), azione ridotta al minimo e dialoghi
preponderanti. Detto ciò, Il sospetto è nel suo contesto un validissimo lavoro
che sfoggia un cast di indubbio appeal (i principali interpreti sono Paolo
Stoppa, Ferruccio De Ceresa, Mario Carotenuto, Adolfo Celi, Franco Volpi e Olga
Gherardi) con una sceneggiatura firmata da Diego Fabbri e la mano salda di
D’Anza dietro la macchina da presa – ma al di là dei citati limiti produttivi,
va anche riscontrata una durata forse un po’ eccessiva, vale a dire due ore e
mezza circa, dovuta alla necessità di riempire due prime serate.
giovedì 24 settembre 2020
sabato 11 aprile 2020
Il giudice meschino – Carlo Carlei
ieri mi è capitato un film per la tv con Zingaretti che interpreta un magistrato senza nessuna voglia, da prendere a schiaffi, e poi rinasce e lavora come si deve.
ambientato in Calabria, parte piano e poi acquista sempre più spessore.
non sarà un capolavoro, ma merita di sicuro.
buona visione - Ismaele
La storia ha ritmo, grinta e rabbia miscelati insieme nelle dosi giuste. Dopo eroi irraggiungibili e modelli di assoluta perfezione, la serialità nostrana si concentra maggiormente su imperfezioni e contrasti, per rendere finalmente la narrazione avvincente e persino sorprendente.
Mi é piaciuta tanto l'ambientazione scarna, quasi desertica, che fa volare la fantasia dello spettatore ad una regione che, forse, non esiste più, ma rende il senso di immensa solitudine di chi si trova a lottare in solitudine vicende e fatti legati alla mafia nelle sue varie sfaccettature territoriali, fino a lambire i motivi di difficile applicazione del diritto contro i grandi poteri nazionali ed internazionali che riversano tragiche conseguenze su una popolazione incolpevole che espia una pena immeritata sia in termini economici e di equità non rispettata. Complimenti a tutto il cast, egualmente speciale.
giovedì 13 febbraio 2020
Maltese - Il romanzo del commissario - Gianluca Maria Tavarelli
venerdì 5 luglio 2019
ricordo di Ugo Gregoretti
Che effetto mi fa entrare oggi nel palazzo della RAI? Quello di penetrare in un luogo che in certo senso ha subito una mutazione sottocutanea, impalpabile, una metamorfosi in apparenza minimalista. In apparenza – infatti – tutto è rimasto come prima, anzi un po’ più sgangherato di prima. Tranne però che il banco delle informazioni, dove al posto di burberi usceri pensionanti di un tempo siedono impettite hostess che tengono in riga la pittoresca orda dei postulanti – questi sì molto diversi da quelli dei miei tempi – quando le file per ottenere il “passi” erano composte da signori in abito di grisaglia e dame sobriamente ornate, genere udienza dal Santo Padre o premio Strega, per capirci, e non tipo telegatti, come oggi.
Oggi è difficile distinguere tra esemplari della fauna RAI e quelli della fauna MEDIASET e questa osmosi somatica si è andata di pari passo trasformando in osmosi stilistica. Ai miei tempi era diverso. Anzitutto Mediaset non esisteva e la RAI egemonizzava l’etere. La Tv era divisa in due pianeti, i programmi culturali e i programmi di evasione, di onesta evasione; più i servizi giornalistici radio-televisivi unificati, unificati per essere meglio controllati. Un controllo che non era solo politico ma si estendeva, ferreo all’uso della lingua italiana.
Commettere un errore di grammatica, di sintassi, di terminologia o di pronuncia nella scrittura o nella lettura di un testo giornalistico era altrettanto difficile che affermare qualcosa di politicamente inopportuno. La vigilanza occhiutissima, veniva esercitata dal Direttore Centrale dei Servizi, il cui soprannome a tutti noto, era “Virgoletta”. Virgoletta aveva compilato un “Manuale del corretto eloquio radiofonico televisivo” ad uso interno, e doveva il soprannome a una sua spiccata ossessione per la punteggiatura. Ma non solo per quella. Una volta mi chiese di leggergli il testo che avevo scritto per un documentario sul lago Trasimeno che sarebbe dovuto andare in onda qualche giorno dopo.
Io inizia la lettura con una certa tremarella poi poco per volta acquistai coraggio vedendo che Virgoletta non batteva ciglio. Ma ad un tratto mutò espressione: “come ha detto?” mi disse. Io rilessi quello che avevo appena letto: “ed ora chiediamo al Sindaco di Castiglion del Lago a che ora tramonta il sole”. “Chiediamo che?” ringhiò Virgoletta, “a che ora tramonta il sole….” balbettai io…. “Domandiamo!” quasi gridò lui, “Domandiamo quando tramonta il sole! Non chiediamo! Chiedere per avere, domandare per sapere!” E mi congedò con malagrazia. Certo, nessuno di noi giovani redattori dell’informazione televisiva di allora – i tardi anni cinquanta – aveva molta simpatia per Virgoletta e per le sue pedanterie, meno che mai riconoscenza. Eppure io da quel giorno se ho voglia di una birra chiedo una birra e se non so che ora è perché l’orologio mi si è fermato domando che ora è. E invio un fuggevole grazie a chi mi ha insegnato a dire così. A chi insieme, ad altri, ha insegnato ad altri e a me che la comunicazione corretta, precisa, critica, problematica, chiara e possibilmente elegante è obbligo morale, culturale, civile. E a questo punto verrebbe quasi voglia di augurarsi che una grandinata rigeneratrice di “VIRGOLETTE” si rovesci sulla RAI, su MEDIASET e su tutte le altre piccole e grandi emittenti, per il loro bene e anche per il nostro.
da qui
lunedì 5 febbraio 2018
sabato 25 novembre 2017
mercoledì 12 aprile 2017
come guardare e/o scaricare (legalmente, immagino) film, serie, documentari, e altro, che passano nei canali Rai, ma anche da Youtube
scegli quello che ti piace, se lo vuoi guardare clicchi sopra e lo vedi.
se invece vuoi scaricarlo copi il link del programma scelto, lo incolli dentro http://pasty.link/, scegli la risoluzione del video, ci clicchi sopra, e il programma, film, serie, documentario, o quello che vuoi, in pochi minuti è dentro il tuo computer.
buone visioni - Ismaele
giovedì 2 febbraio 2017
Chavez - L'ultimo comandante (South of the Border) – Oliver Stone
il film su Chavez è un altro sui "diavoli" che gli Usa vorrebbero o avrebbero voluto morti e sepolti da moltissimo tempo, il come sarebbe stato un dettaglio.
Oliver Stone va a trovare non solo Chavez, ma anche gli altri presidenti sudamericani a rischio golpe, come è successo in Paraguay.
sapendo che non è il più bel documentario della tua vita (lo dico solo per evitare delusioni a qualcuno, magari non troppo bolivariano), sappi comunque che la visione ne vale davvero la pena, visione su un mondo e su presidenti che la nostra tv non ha mai amato - Ismaele
venerdì 25 novembre 2016
domenica 4 settembre 2016
Ligabue – Salvatore Nocita
qualche quadro:
