Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
venerdì 16 giugno 2023
giovedì 8 giugno 2023
giovedì 18 maggio 2023
El milagro de P. Tinto - Javier Fesser
un bellissimo film pazzo e sorprendente.
una coppia stralunata, già anziana, riceve la visita di due fratellini, in realtà due nani che arrivano da un altro pianeta.
e poi arriva un altro giovinotto, adottato dall'Africa, ma mica è vero che arrivi da lì.
succedono mille cose, in un crescendo di follie, degne di Mel Brooks e di Delicatessen.
buona (spericolata) visione - Ismaele
QUI si può vedere il film completo, in spagnolo
P. Tinto e sua moglie
Olivia - cieca dalla nascita - sono invecchiati insieme in una casetta isolata,
sempre uniti da un profondo sentimento, nonostante il destino avverso gli abbia
negato la gioia di un figlio. La vita dei due coniugi, che attendono con
serenità la fine dei loro giorni confondendo con candore l'illusione con la
realtà, viene movimentata dall'arrivo di due stranieri, di cui i due anziani si
prendono cura. I forestieri sono in realtà due marziani costretti a un
atterraggio di fortuna a causa di un'avaria dell'astronave, ma, inteneriti
dalla gentilezza e dalle premure dell'anziana coppia - che li accudisce come i
figli mai avuti - stanno al gioco fin quando un terzo straniero, fuggito da un
manicomio, bussa alla loro porta presentandosi come il figlio adottivo dei
Tinto.
Hay unas cuantas cosas que no se le
pueden negar a la opera prima del español Javier Fesser: un argumento
disparatado, personajes insólitos, efectos especiales alucinantes y un muy
virtuoso trabajo de iluminación. Sin embargo, a El milagro de P. Tinto le
cuesta horrores conjugar todos esos rasgos cinematográficamente. O lo que para
el caso es lo mismo: emotivamente.
La historia arranca en un manicomio
de Europa oriental, adonde se habla un idioma extraño, mezcla de ruso con
español, inventado por este realizador que ostenta un envidiable curriculum en
el campo del cine publicitario. Ahí mismo también arrancan los numerosos guiños
y citas –que nunca llegan al homenaje– a películas y directores famosos de
todas las épocas. Desde Superman a Mel Brooks, pasando
por Delicatessen, Brazil y el gran Luis García
Berlanga. Pero estábamos en el manicomio, y alguien se escapa de allí. Después,
mucho después, veremos que el fugado se convierte en uno de los hijos putativos
de P. Tinto (así es el apellido de este hombre) y Olivia. A P. Tinto y Olivia
los veremos en todas sus etapas, pero la mayor parte de la historia transcurre
durante la vejez de ambos, lo que permite al octogenario Luis Siges, veterano
de media docena de films de Berlanga, lucirse como protagonista. Olivia es
ciega –sin dudas para abonar buena parte de los chistes– y su marido se empeña
en honrar la dinastía de los P. Tinto llevando adelante la fábrica de hostias
de su padre y formando una familia numerosa. Lo que nadie le explicó es cómo se
hacen las familias numerosas, y esto da lugar a un equívoco sobre el que me voy
a detener. Resulta que un día a alguien se le ocurre metaforizar el acto sexual
sacudiéndose unos tiradores elásticos, que rechinan reproduciendo aquel sonido
de los resortes de las camas. (Más exactamente, el mismo sonido que una de esas
camas dejaba escapar en Delicatessen.) P. Tinto, que es testigo,
creerá que el proceso de la reproducción humana se gesta así, sacudiéndose los
tiradores. Ahora bien: el chiste será más o menos ingenioso, pero se lo repite
una, dos, tres y tantas veces que todo el ingenio se extingue, y el
chiste sigue. Eso no es bueno para ningún chiste. Algo parecido sucede con el
film todo…
Tras su exitoso paso por el cortometraje Javier Fresser
dirigió la sorprendente, única y diferente dentro del panorama cinematográfico
español de los noventa, El milagro de P. Tinto. Fresser construye
una comedia surrealista y posmoderna, enloquecida y que busca desde la
singularidad entregar una película que hace de la absurdidad, bien entendida,
su seña de identidad, adentrándose en una historia sin sentido pero que, en su
desarrollo, e inexplicablemente, acaba teniendo mucho sentido.
El principal problema de El milagro de P. Tinto es
que exige por parte del espectador el abandono de todo prejuicio –los
personajes no son nada agradables- ante la hiperbólica y excesiva manipulación
de la realidad para crear una nueva con sus propias reglas y su propio
(sin)sentido. Si se consigue obviar el rechazo, El milagro de P. Tinto,
queda una película disfrutable, demasiado pagada de sí misma y de su
genialidad, pero posee una creatividad e imaginación, y una mirada tan
personal, que hacen de ella un rara avis per ser. A partir de ahí, depende de
cada cual el aplaudirla o aborrecerla.
martedì 16 maggio 2023
venerdì 2 aprile 2021
Historias lamentables - Javier Fesser
Javier Fesser è davvero un re Mida del cinema, qualsiasi cosa giri merita sempre di essere vista.
in Historias lamentables ci sono delle storie che fanno ridere (la prima meno), anche molto, con amarezza, pochi registi riescono a essere così bravi.
un turista che vuol vedere l'alba in spiaggia, non riuscendoci, un'impresa che si inventa le scuse per chi ha fatto cose che non doveva, un povero giardiniere ambulante che incontra una disperata senza nulla da perdere, perché ha già perduto tutto.
vogliatevi bene, cercatelo, buona visione - Ismaele
…El estilo de Javier Fesser a la hora de
contar este tipo de historias es único, personal e intransferible. Todos
podemos reconocerlo y todos vamos a reconocerlo, lo que hace muy especial lo
que vemos, en su apartado visual. Y realmente se disfruta algo así. Hubiese
sido, y seguramente lo sea cuando llegue a cines en unos meses, una maravilla….
…No puedo evitar pensar siempre en los
personajes de Fesser como en unos dibujos animados llevados a la realidad. Los
efectos especiales que incorpora siempre, sus primeros planos tan
caricaturescos y sus momentos tan disparatados parecen puro cartoon. Es un
director que al igual que Quentin Dupieux consigue siempre hacerme sonreír con
tramas que parten de lo insulso y acaban desembocadas de manera jaleosa.
…Javier Fesser realiza
una especie de retorno a las fuentes con Historias lamentables, pero trae consigo una
notable cantidad de mala leche, y un humor más teñido de negro. Aunque las calidades varían, los relatos son
francamente divertidos, pero con un filtro de crueldad siempre agazapado para
helarnos la carcajada. Visualmente Javier Fesser destapa alguna de sus mejores
esencias para dar forma a unos personajes entre desesperados, mezquinos y
trastornados. Como falta, hay algún giro de más en algunos momentos. Como si
hubiera un esfuerzo explícito por rizar el rizo.
lunedì 2 settembre 2019
Classifica 2018-2019 (al cinema)
sabato 15 dicembre 2018
venerdì 7 dicembre 2018
Non ci resta che vincere (Campeones) – Javier Fesser
adesso è nelle sale italiane con Non ci resta che vincere (titolo spagnolo Campeones), protagonisti i giocatori di una squadra di handicappati veri che giocano a basket, con un bravo allenatore che fa quello che deve.
non è un film strappalacrime, ed è un film che fa bene a tutti gli spettatori, promesso.
buona visione - Ismaele
Non ci resta che vincere, al contrario, conserva l’autenticità di ogni particolare portando alla ribalta – tra il serio e il faceto – ogni menomazione o differenza, mettendo chiunque sullo stesso piano interpretativo e sociale: siamo davanti ad un vero – e riscontrabile – esempio di integrazione. Molte scene sono state girate fuori copione, si potrebbero definire improvvisate, ma sarebbe riduttivo: questi campioni, nella vita e sul set, hanno mostrato se stessi facendo della propria diversità un punto di forza.
Una vera e propria lezione, in cui il cinema diventa veicolo d’uguaglianza: hanno provato a fare lo stesso in Italia, con scarsi risultati. Forse perché, da noi, la disabilità viene concepita come un tabù sdoganato da cui attingere con distacco: quasi nessuno ha voglia – né tantomeno interesse – di sporcarsi le mani con qualcosa di raro e peculiare. Meglio affidarsi a ricostruzioni, mediate su più livelli, da cui trarre giovamento. Invece Fesser non fa sconti a nessuno e ci catapulta in un mix scenico fra pantomima e realtà che lascia di stucco con disinvoltura, pur non avendo proposto niente di così trascendentale.
…LA SQUADRA DEGLI AMICI
Fran ha 51 anni e lavora presso l'AFADE, una fondazione che ha per finalità di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità mentale. Vive in un centro per disabili con quattro persone. Il suo più grande desiderio è di essere operato per guarire dal suo strabismo: ciò gli permetterebbe di imparare a leggere e di migliorare la sua maniera di parlare.
Roberto ha 34 anni. È professore alla Special Olympic a Madrid, un'organizzazione sportiva per bambini ed adulti affetti da un deficit intellettuale. È anche allenatore di basket per bambini disabili.
Jésus ha 42 anni e ha una deficienza organica: la sua vista da un occhio è molto debole ed è cieco dall'altro. Tuttavia Jésus è completamente autonomo e in questo momento sta lavorando come attore nello spettacolo "Cascaras Vacias" scritto e diretto da Laura Ripoli e Magda Labarga. Attualmente è in tourné in Spagna.
Jésus ha 26 anni, lavora a Mostoles, a sud di Madrid in un centro del gruppo Amas. Vive con i genitori e con dodici fratelli adottivi che sua madre biologica ha accolto in casa. Per dodici anni ha giocato a ping pong e ha viaggiato attraverso la Spagna con la sua squadra fino a quando hanno vinto il campionato nazionale di sport paralimpico.
José ha 32 anni e lavora alla fondazione Fuente Agria. Recita in teatro e il suo prossimo ruolo sarà quello di Romeo. Ha da sempre voluto fare l'artista e, per questo motivo, durante le riprese del film era un po' spaventato. José suona anche le percussioni in un'orchestra.
I suoi genitori l'ho hanno adottato quando aveva quattro anni, adesso ne ha diciannove. Suo padre è spagnolo e sua madre inglese. Viaggia dunque molto tra Madrid e Londra. Va a scuola e si prepara a lavorare come giardiniere. Molto sportivo, a quindici anni è stato campione di Spagna di Corsa Campestre - 1000 metri nella sua categoria.
Julio ha 30 anni ed è magazziniere da quando aveva 11 anni. Quello che ama veramente è giocare a calcio e a basket. Ha anche un gruppo di amici con cui va regolarmente al cinema e al museo.
Alberto ha 42 anni. Ha una compagna e due figli che lo rendono infinitamente felice. Vive a Madrid e lavora come magazziniere. Gioca regolarmente in una squadra di basket.
Gloria ha 23 anni, è la più piccola di quattro fratelli e sorelle. Ha già praticato il calcio, lo judo, l'equitazione, il nuoto, il pattinaggio artistico e la danza contemporanea.
sabato 31 dicembre 2016
mercoledì 14 dicembre 2016
martedì 24 maggio 2016
Mortadello e Polpetta contro Jimmy lo Sguercio - Javier Fesser
L'accumulo di gag, battute, oggetti, animali, marchingegni e ordigni che non partono mai quando comandati ma s'innescano sempre troppo presto o troppo tardi, ha, non ultimo, il pregio di sostenere una richiesta molto contemporanea di rapidità e varietà: non male, per una coppia che ha fatto il suo debutto nel lontano 1958.
giovedì 12 febbraio 2015
mercoledì 21 gennaio 2015
lunedì 1 dicembre 2014
El secdleto de la tlompeta (El secreto de la trompeta) - Javier Fesser
Javier Fesser è un grandissimo regista ("Camino", per esempio).
i suoi corti sono geniali (sapendo lo spagnolo è meglio).
cercateli e godetene tutti - Ismaele