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domenica 7 maggio 2023

La miel - Pedro Masó

Jane Birkin e José Luis López Vázquez, ma non solo, in un film scritto da Rafael Azcona, sono straordinari.

la storia è bellissima, con una sceneggiatura a orologeria, in una commedia degli equivoci di serie A.

Francisco Franco era morto da qualche anno e la libertà si sente tutta.

c'è da ridere, da pensare, e da ammirare la bravura degli attori, bambino compreso (un bravissimo figlio di puttana).

non perdetevi questo piccolo gioiellino, se vi volete bene.

buona (amorosa) visione - Ismaele


ps: Javier Camara è la continuazione di José Luis López Vázquez, lo vedrete.


 

 

QUI si può vedere il film completo, in spagnolo

 

Lo que hay en la miel es un excelente trabajo de guión de Rafael Azcona, muy en la línea de sus trabajos con Berlanga de la época, con un maravilloso personaje, el de Amelia de la Torre, que sólo podía crear el Azcona de finales de los setenta, también en línea con "La grande bouffé" y excesos similares.
A ese guión excelente sin embargo le acompaña una dirección rutinaria de Masó, que sin embargo está muy por encima de los trabajos de dirección que otros más reconocidos hacían en la época (véase la decepcionante "Cinco Tenedores" de FF Gómez).
Sin embargo, la presencia de Jane Birkin ayuda a contrarrestar esa rutinaria dirección, derrochando sensualidad y espontaneidad a partes iguales, mientras vemos como su irrupción altera para siempre el mundo de Don Agustín, el dócil personaje de López Vázquez…

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"La miel" es una inteligente comedia pues no adapta el camino genérico fácil que pudiera haber dado su argumento: un seglar (López Vázquez) expulsado del monasterio por líos de faldas es trastornado y seducido por una apuesta prostituta (Birkin), madre de un alumno (Sanz) del seglar, profesor de instituto. Solo la presencia de Birkin daba pie al típico carrusel pseudoerótico para/por/con el típico reprimido español. Sin embargo, no va por ahí "La miel" y se adentra en un tono leve, pero suficientemente profundo, en la comedia agridulce, no muy lejana a lo negro, dónde Masó vuelve a fracasar porque no quiere intentar triunfar siquiera, pues aún cuando el personaje de López Vázquez es comprensiblemente patético, no llega a ser brutal, lo que hubera metido la inyección definitiva de cianuro a la película…

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La historia es pésima, mal contada, mal estructurada, tópica, burda y casposa. Pero está Jane Birkin!! una autentica diosa, quizá venida a menos... pero Jane Birkin al fin y al cabo y un extraordinario Lopez Vazquez, que yo no se si era tan buen actor como para interpretar que se le caía la baba por la Birkin o es que literalmente se le cayó, sin menospreciar a tan magnifico actor y conociendo su afición a las mujeres guapas, creo que le costo poco hacer el papel...En fin, el interés del film se limita a los fans de la cantante de Je tàime moi non plus. a una mas que correcta interpretación de Lopez Vazquez y a ver a Jorge Sanz en su segunda película como niño mal criado de madre casquivana.

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domenica 20 giugno 2021

La nostra storia (El olvido que seremos)– Fernando Trueba

tratto da un gran romanzo dHéctor Abad Faciolince, il film racconta la storia del padre, interpretato da un grande Javier Camara.

musica di Zbigniew Preisner (musicista delle colonne sonore di Krzysztof Kieślowski )

è la stessa Colombia di Gabriel Garcia Marquez, da troppi anni nelle mani prima dei ricchi e poi dei criminali.

la (nostra) storia è quella di un un uomo buono che cerca sempre di comportarsi nel modo giusto, secondo coscienza, e questo si paga carissimo, quasi dappertutto.

se qualcuno mi chiede se è un film agiografico rispondo di sì, senza dubbio, ma questo niente toglie alla bellezza del film.

buona visione - Ismaele


 

 


 

 

 

El título de la novela y película viene de un soneto de Borges que, en su reconocimiento de la provisionalidad que invade todo, otorga cierto bálsamo. Lo reproducimos completo porque la referencia a él hace que Abad Faciolince otorga a su texto un valor universal e intemporal: “Ya somos el olvido que seremos. / El polvo elemental que nos ignora / y que fue el rojo Adán y que es ahora / todos los hombres, y que no veremos. // Ya somos en la tumba las dos fechas / del principio y del término, la caja, / la obscena corrupción y la mortaja, / los ritos de la muerte y las endechas. // No soy el insensato que se aferra / al mágico sonido de su nombre; / pienso con esperanza en aquel hombre // que no sabrá que fui sobre la tierra. / Bajo el indiferente azul del cielo / esta meditación es un consuelo”…

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El olvido que seremos asombra por su atrevida dirección y la actuación de Javier Cámara, es una película con una estructura muy sólida y una temática de gran interés y entretenimiento. El discurso final de Héctor Abad Gómez marcará al espectador, que al salir de la sala reflexionará sobre los actos de bondad que ha realizado a lo largo de su vida.

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Opera di fattura classica, solida e onesta, La nostra storia è tuttavia la dimostrazione che la virtù, come sosteneva Kirk Douglas, "non è fotogenica". Non sempre almeno. La regia come l'interpretazione di Javier Cámara, attore almodovariano per eccellenza, dimorano ridondanti, traducendo con sentenze traboccanti ed espressività affettata la dignità di un eroe umile.

Fernando Trueba ha senza dubbio il merito di porsi la questione della bontà che qualche volta può irritare i 'cattivi' e paralizzare i 'buoni', come accade a Héctor Abad Jr. Una pista interessante esplorata a metà che dona al film i momenti più veri. Del resto non è facile mettere in scena un sentimento così assoluto, restituirlo attraverso le immagini e le parole, darle una fisionomia con la performance.

Abad era un uomo buono nella Colombia ultra violenta degli anni Ottanta, un umanista in una megalopoli disumanizzata. Il suo destino come il film che lo svolge ruota intorno a un verso attribuito a Borges ("noi siamo già l'oblio che saremo..."), la 'sentenza' lirica di una morte annunciata. Quella di un uomo militante che nulla ha piegato, né le minacce dei guerriglieri della FARC, né l'esilio nelle Filippine, né i narcotrafficanti. Niente lo ha distolto dal suo dovere di professore, di medico, di padre.

Titolare della cattedra di salute pubblica dell'università di Antioquia e predicatore della prevenzione, amava la filosofia dell'illuminismo, la musica classica e le rose, di cui coltivava appassionato la bellezza. Al cinema gli eroi sono ovunque e quasi sempre super. Fuori dal campo fantastico del blockbuster, sembra invece preferire i personaggi ambigui, tormentati e complessi.

Fernando Trueba illustra la vita di un uomo onesto, rompendo lo schema trito di un Paese raccontato attraverso il prisma dei narcotrafficanti o degli squadroni della morte. Ma non trova la misura giusta per dire il mistero di un pensatore libero che guardava e riguardava "Morte a Venezia", elevando la vita all'altezza di un piano di Visconti.

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La Nostra Storia però rimane comunque un film gradevole nel complesso, in virtù di un buon cast, di una seconda parte molto più ispirata, ma soprattutto di Javier Càmara che si conferma attore non solo carismatico ma anche in grado di mettere in mostra una notevole espressività, di lavorare con maestria sotto le righe.

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…‘El olvido que seremos’ es un poético título que la película hereda de la novela en la que se basa. Trata sobre un hombre bondadoso, entregado a su familia, a sus alumnos y a los ciudadanos que le rodean. Ese retrato se hace de un modo fino, pulcro y puntualmente panfletario. Y digo esto en el buen sentido pues la película transmite unas sensaciones increíbles, nos abraza con candidez, nos da comedia y drama del mismo modo que películas como ‘La vida es bella’ o ‘Patch Adams’.

Cuando lo violento e ilógico se enfrenta a la razón y el afecto. El contraste entre cualquier conflicto armado frente a momentos costumbristas y felices siempre funciona si se encuentra el equilibrio. Esta película biográfica que nos muestra una dichosa infancia en color y una convulsa adultez en blanco y negro se entrega al espectador con un abanico de sentimientos bien contemporizados, en una de las mejores películas de Fernando Trueba. La Colombia de los sicarios y los grupos paramilitares aparece en ‘El olvido que seremos’ como un lugar con muchas oportunidades de mejora, sin hacer de este un relato negro, sino luminoso y esperanzador.

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La nostra storia è un film semplice, sincero e come unica pretesa quella di raccontare la storia di un uomo diviso tra la sua famiglia e il suo lavoro. Regia e sceneggiatura sono volutamente invisibili per lasciare spazio ai personaggi della storia e al contesto politico e culturale in cui si trovano. Il film riesce a restituire benissimo l’atmosfera della famiglia di Héctor e dei suoi rapporti interni, emerge l’amore di una moglie che si è fatta da parte per permettere al marito di seguire il suo obiettivo, emerge il fortissimo legame tra i sei figli e la loro evoluzione durante gli anni, ma ciò su cui si concentra maggiormente è il particolare rapporto padre-figlio (gli unici uomini della famiglia) e la figura privata e pubblica di Héctor Abad Gómez.

L’intento dell’opera di Fernando Trueba è proprio quello di mostrare la vita di un uomo come tanti, che non si è accontentato di un lavoro fisso e l’amore di una famiglia calorosa, ma che ha sacrificato i suoi affetti e la sua felicità per cambiare gli equilibri, per rompere uno status quo pieno di violenza, sofferenza e omertà assoluta da parte di chi dovrebbe essere in prima linea per il bene della Colombia.

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