mercoledì 21 ottobre 2026

La sua giornata di gloria - Edoardo Bruno

l'unico film di Edoardo Bruno è un film politico, di tradimenti e inganni, di ingenuità e fallimenti.

una polizia che assassina i ricercati, i movimenti e gli attivisti sono pieni di volontà di rivoluzione, ma il Potere li frega come sempre,

protagonisti di origine teatrale, con un giovane Carlo Cecchi.

abbastanza maltrattato dalla critica, invece è un film che merita, magari ingenuo, ma non fa niente, per me è un film da vedere.

buona (perdente) visione - Ismaele

 

 

QUI si può vedere il film completo

 

 

In una città, dove è in atto la "guerriglia urbana", un giovane ribelle, Claude, viene ucciso dalle squadre della repressione, sotto gli occhi della sua ragazza, Marguerite. La responsabilità, incolpevole, della sua fine è di un giovane, Richard, che, irretito da un abile capo della polizia, ha fornito preziose informazioni. Per riscattarsi agli occhi dei compagni, che lo sospettano di tradimento, li convince a compiere una rischiosa azione terroristica. All'ultimo momento, però, colto dalla paura, Richard se ne sta nascosto - in quello che doveva essere il suo giorno di gloria - avvinghiato a Marguerite. Senza di loro, l'azione fallisce.

da qui

 

Ci si chiede perché questo film, che è evidentemente girato a Roma, con bella mostra di alcuni degli angoli più facilmente riconoscibili della città, sia, invece, ambientato a Parigi. La risposta è semplice: lo sguardo del regista Edoardo Bruno è rivolto verso il capolavoro muto La Nuova Babilonia che Grigorij Kozincev e Leonid Trauberg girarono nella Russia del 1927. L'utopia della comune di Parigi, i discorsi sulla rivoluzione, la necessità di ribellarsi ad una forma politica di repressione. Questo il punto di partenza di Bruno per il suo film che racconta del giovane rivoluzionario Richard e del suo piano che coinvolge alcuni compagni di lotta. L'eco godardiana, però, è tangibile, soprattutto nella rarefazione del racconto, stringato e asciugato, affidato a pochi dettagli che ritornano per raccontare di un'utopia materialistta che si stringe attorno all'aspetto pubblico e privato dei protagonisti. Il risultato è l'affresco ideale di un movimento di liberazione destinato a fallire se non si annullano false e pesanti convinzioni ideologiche. Mentre la struttura si fa sempre più astratta, le didascalie e le parole pronunciate con atteggiamento declamatorio appaiono più che mai lucide nella loro disarmante radicalità. "Andate al cinema per resistere" oppure "Siamo contro gli inganni perché vogliamo la fantasia" bene esprimono la tensione dialettica di un'opera che ha un respiro europeo e che aspira a ralizzare un cinema capace di "sparare sul pubblico" per spingerlo a smettere i panni dello spettatore passivo e invitarlo ad entrare energicamente dentro il film. Degna di nota l'interpretazione di Philippe Leroy (unico attore professionista, oltre a Carlo Cecchi) nei panni di un poliziotto che cerca di corrompere il rivoluzionario più debole del gruppo. Per il resto il film è interpretato da attori non professionisti, salvo una fugace apparizione, nel prologo, di Pierre Clementi. Ma il prologo, come spiega Bruno nell'intervista contenuta tra gli extra del dvd, è recuperato tra i rush scartati di un film di Bernardo Bertolucci e aggiunto in fase di montaggio. Una strategia per di grande effetto per giustificare l'assenza dell'attore francese che avrebbe dovuto partecipare al film. Unico film diretto da Edoardo Bruno, direttore della rivista "Filmcritica", La sua giornata di gloria è stato invitato al festival di Berlino.

da qui

Nessun commento:

Posta un commento