venerdì 9 ottobre 2026

Naufragi - Stefano Chiantini

il film ha un attrice bravissima, Michaela Ramazzotti, ma i due figli sono ancora più bravi.

una mamma non facile, perde il marito, e poi anche i figli, che ama molto, come loro amano lei.

già di suo la mamma è borderline, dopo la morte del marito si perde.

un film non facile, che merita.

buona (sofferta) visione - Ismaele

 

QUI si può vedere il film, su Raiplay

 

 

…Stefano Chiantini – autore del soggetto e della sceneggiatura – ci propone un film minimalista, che procede per piccole variazioni sul tema del dramma esistenziale di una donna borderline, interpretata con sensibilità da una Michaela Ramazzotti ma così intensa prima d’ora. Il lento incedere della seconda parte del film – quando la protagonista trova un’occupazione come cameriera in un motel – riesce a sottolineare con incisività la condizione umana della donna, disegnando un ritratto assai coinvolgente.

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…Stefano Chiantini adopera due registri narrativi, ad una prima parte ricca di dialoghi, alterna una seconda silenziosa, in cui lavora per sottrazione, scrutando e sondando con meticolosità chirurgica l’animo di una donna fortemente lacerato e ferito dalla vita. L'attrice occupa diligentemente e con somma maestria, l’intero spazio della narrazione, con la sua fisicità plastica; Maria è goffa nei movimenti, imbranata, ma poi all’occorrenza ha slanci di grande lucidità, come quando si piazza coraggiosamente davanti all’autobus in corsa e soprattutto nelle scene finali guadagna una solida compostezza; l’attrice romana fissa con grande abilità, le sfumature della sua bizzarra protagonista.  Il film oltre ad essere la storia di Maria è anche quella dei tanti “naufragi” della nostra società: il sistema assistenziale, la tutela dei minori, lo stato di abbandono delle famiglie fragili, l’assenza di sostegno alle madri in difficoltà, le morti sul lavoro, la mancata integrazione degli extracomunitari, la sorellanza. Ma “Naufragi”, per scelta del regista :«non è polemico, non contiene alcun giudizio morale, nessuna denuncia sociale», come dichiara Chiantini in conferenza stampa.

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…Possono senz’altro spiazzare, i cambi di tono di Naufragi, ma in fondo l’effetto è proprio quello ricercato dal film di Stefano Chiantini; un’opera che vuole delineare principalmente l’arco narrativo di un personaggio unico, imprevedibile nelle sue azioni e reazioni, e proprio per questo capace di stupire anche nella sua evoluzione. Il racconto cambia col volto e con la gestualità di Micaela Ramazzotti, parallelamente ai toni della fotografia, più caldi nelle prime due parti del film, raggelati in un anonimo “non luogo” (un motel e i suoi immediati dintorni) nell’ultima parte. Il carattere volutamente anonimo dell’ambientazione, con l’unica peculiarità del mare a fare da sfondo, è in realtà presente nell’intero film, seppur accentuato nella frazione conclusiva: le riprese sono state effettuate a Civitavecchia, a 70 km dalla capitale, ma lo sfondo potrebbe essere quello di una cittadina costiera qualsiasi. Di fatto, anche l’ambientazione è funzionale al racconto del dramma del personaggio principale, così come il tema – volutamente messo sullo sfondo e, per ammissione dello stesso regista, ridotto a pretesto narrativo – della sicurezza sul lavoro. Stavolta, principalmente, il film è su altro…

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