sabato 10 ottobre 2026

Zustissia - Francesco Piras

il caso di Beniamino Zuncheddu diventa un film, e che film!

il film è costruito piano piano, giocato nelle aule di giustizia e fuori, scoprendo tutte le falle di un teorema costruito a tavolino, per imprigionare e condannare un innocente.

Mauro Trogu è un avvocato che per caso si trova a difendere una causa persa, pensano (quasi) tutti.

eppure lui ci prova, con qualche aiuto al momento giusto, contro tutte le previsioni riesce a salvare un ergastolano che si duchiara sempre innocente.

Fabrizio Ferracane (che interpreta Beniamino Zuncheddu) e Michele Riondino (che interpreta Mauro Trogu) sono eccezionali, ma anche gli altri attori e attrici non demeritano.

i bravi scrittori di una sceneggiatura a orologeria e la bravura di un regista al suo primo lungometraggio ci regalano un gioiellino da non perdere.

buona (zustissia) visione - Ismaele

 

  

…Il regista e gli sceneggiatori esplorano il tema della fiducia che gli italiani possono (o meno) avere nella giustizia, e la consapevolezza che quella giustizia può essere fatta più attraverso la buona volontà e dei singoli che attraverso le istituzioni a lei preposte. Al contrario di Portobello, il film mette dunque al centro le persone che possono scegliere di rendere la giustizia possibile: in questo senso il casting, nel ruolo della procuratrice generale di Cagliari Francesca Nanni, di Philippine Leroy-Beaulieu, il cui padre era marito della figlia di Enzo Tortora, Silvia, appare particolarmente ispirato.
Michele Riondino fa di Mauro Trogu un uomo animato da un profondo senso di equità e compassione, disposto ad andare oltre il proprio incarico professionale, mentre Fabrizio Ferracane dà a Beniamino Zuncheddu una mitezza che non è mai totale rassegnazione: solo contro i poteri forti, non rinuncia a dichiararsi innocente anche di fronte alla possibilità di godere di qualche privilegio carcerario a fronte di un'ammissione di colpevolezza. Completano il cast Geppy Cucciari nel ruolo di una giornalista di Radio Radicale e Francesco Colella in quello di un PM che ha... mangiato la foglia.
Zustìssia è narrato con essenzialità e rigore, le due armi che hanno reso possibile il riscatto di Zuncheddu. Il suo respiro è soffocato finché non può finalmente aprirsi, e Piras alterna visivamente gli spazi di vita del suo protagonista, dai pascoli aperti alla cella della prigione, dal bar dove grazie a Trogu riesce a trovare un impiego e a tornare in contatto con la gente alle aule di tribunale che lo ricacciano continuamente in carcere…

da qui

 

…se Riondino restituisce la profonda umanità e il senso di giustizia che animano Trogu, Fabrizio Ferracane riesce perfettamente nell’impresa di cogliere e riportare sullo schermo tutte le sfumature della personalità di Zuncheddu, dal carattere mite a una tenacia giustamente ostinata, passando per una vulnerabilità mai velata dalla rassegnazione.

Zustìssia si prende il suo tempo (necessario) per ricostruire e andare a fondo di questa brutta vicenda, con un approccio tanto essenziale nella forma quanto carico di piena empatia nella sostanza. La regia di Francesco Piras tratteggia sapientemente gli spazi, che siano quelli angusti della cella di Zuncheddu o quelli opprimenti delle aule di tribunale, o il respiro aperto dei paesaggi montani sardi, e sa come creare una forte connessione emotiva coi personaggi, spesso inquadrati in primo piano con dettagli sui volti e i corpi…

da qui

 

 

 

<iframe width="560" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/y9mbbvKO08o?si=jvjbu-2k2CmV4J6-" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>

Nessun commento:

Posta un commento