con una sceneggiatura di Ettore Scola e Ruggero Maccari un film con un mattatore, Vittorio Gassman, e descrive la parabola di un medio impiegato che vuole diventare ricco con una speculazione edilizia in Sardegna.
un film amaro, un uomo che aveva quello di cui aveva bisogno, diventa ricco, ma piano piano perde la sua anima (e la bravissima moglie, interpretata da Anouk Aimée).
un film sottovalutato, anche per il confronto con Il sorpasso, di pochi mesi prima.
a me ha convinto, non sarà perfetto, ma coglie il respiro dei tempi del boom economico.
buona (speculativa) visione - Ismaele
QUI si può vedere il film in italiano
Dino Risi non ha voluto firmare questo film e a mio avviso è
stato un errore.. per tema che "Il successo" (che, in realtà, lo
stesso Risi diresse in gran parte ma preferì non essere accreditato), uscito un
anno dopo "Il sorpasso" poiché egli considerò essere "poco
elegante" e desse l'impressione di voler sfruttare l'ondata positiva della
pellicola precedente e quindi appare come regista Mauro Morassi.. Eppure, a mio
giudizio,"Il successo" gli è inferiore di poco. Il film non funziona
solo in merito di un Gassman, che nel film si arrampica e accetta compromessi
pur di salire quella che egli considera la giusta scala dei valori sociali… è
un impiegato a stipendio che decide di azzardare una speculazione economica in
costa smeralda e per la quale, dopo aver versato una caparra compromissoria
dovrà reperirei restanti dieci milioni che saranno il trampolino di lancio che
lo porteranno tra i nuovi arricchiti e per realizzare il grande salto.
Infatti egli accetterà umiliazioni che lo porteranno a perdere la moglie e i
suoi pochi amici più cari e fidati, a rinnegare la sua ideologia politica,
sotterrare la sua dignità, perdere il suo orgoglio e praticamente quasi
prostituirsi per avere prestiti. Distruggerà la felicità di suo padre,
costringendolo a vendere e abbandonare la casa e la serenità di una vecchiaia
in campagna relegandolo in uno sgabuzzino in città. Alla fine anche se l’affare
andrà in porto e sarà l’arrivo e l’inizio della sua agognata meta: <<La
ricchezza>>, egli si troverà in compagnia di “amici” superficiali,
proprio come quella gente ricca che prima, ad una festa, egli stesso aveva
commiserato per la superficialità che trasmettevano. Tutti gli altri memorabili
attori, fanno magistralmente la loro parte: Umberto D'Orsi, il volgare
imprenditore fascista che umilia Gassman costringendolo a professarsi
"camerata".Ma anche Gastone Moschin, Leopoldo Trieste, Cristina
Gajoni cameriera che getta nell’immondizia il formaggio sardo perché "era
pieno di vermi". Menzione a parte per la gag in banca, che Benigni riprenderà
e amplierà 20 anni dopo nel suo "Tu mi turbi" Anche se non è il
meglio della commedia all'italiana ce n’è molto. Purtroppo il co-regista Mauro
Morassi, a soli 41 anni, resterà tragicamente vittima di uno scontro stradale.
https://www.mymovies.it/film/1963/il-successo/pubblico/?id=1659305
…la prova di Gassman è fin troppo istrionica,
estremamente pedante nel suo personaggio che non fa altro che paragonarsi al
successo raggiunto dai suoi conoscenti. Inoltre l'idea iniziale sebbene
interessante alla lunga stanca e non offre chissà quali sorprese (anzi
l'epilogo appare abbastanza scontato). Per contro il mestiere del regista si
vede in alcune sequenze molto ben orchestrate: l'incontro tra Gassman ed il suo
ex compagno di classe Lallo Bertini, interpretato da un fantastico Umberto
D'Orsi, divenuto un ricchissimo rappresentante di elettrodomestici e nostalgico
dei tempi del duce è una bella punta di cattiveria. Anche la sequenza alla
festa con un viscido Riccardo Garrone insieme agli altri ricchi appare come uno
di quei tocchi tipici di un regista come Risi. Trintignant è relegato ad una
spalla timida con molto molto meno spazio e sfaccettature che ne Il sorpasso.
https://www.filmtv.it/film/6923/il-successo/recensioni/1040512/#rfr:film-6923
Ingiustamente sottovalutato, in realtà
funziona soprattutto perché riprende la coppia di protagonisti che tanto bene
aveva fatto nel Sorpasso (mantenendone i tratti caratteriali): spaccone e arrivista
Gassman, timido e introverso Trintignant, trasportati in questa parabola sulla
scalata sociale e sui compromessi necessari per arrivare a un finale fra i più
amari del genere. Ottime le seconde linee (Garrone, D'Orsi) e altrettanto le
terze, con tantissimi nomi d'eccezione (Trieste, Moschin, Doro e molti altri)
che nobilitano ulteriormente il risultato finale.
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