lunedì 26 ottobre 2026

La seconda ombra - Silvano Agosti

Silvano Agosti racconta cosa è successo al manicomio di Gorizia dopo che Franco Basaglia diventa il direttore.

lui parla coi malati, coi medici, con gli infermieri e butta giù i muri.

un film da vedere, ricordando che in manicomio andavano persone che oggi non sarebbero rinchiuse, e che lì si ammalavano.

buona (matta) visione - Ismaele

 

 

La cosiddetta legge Basaglia, nel 1978, rivoluzionò il sistema di cura dei malati mentali in Italia; ma di Franco Basaglia poco o niente è stato detto nel nostro cinema. Chi poteva dedicargli quindi un film, se non Silvano Agosti, cineasta da sempre attento alla questione del disagio sociale (D'amore si vive) e psichico (Matti da slegare, con Bellocchio e Rulli & Petraglia)? Fedele alla sua linea contraddistinta da basso (ma mai penalizzante) budget e basso profilo (l'interesse è nell'informazione e certo non nella spettacolarizzazione dei fatti), Agosti scrive, dirige, monta e produce un film 'sincero', dalle prospettive chiare e oneste fin dal primo minuto, per di più con l'onorevole intento di raccontare l'esperienza encomiabile di un uomo come Basaglia. Due soltanto sono i nomi di un certo rilievo nel cast: quello del protagonista Remo Girone e quello del musicista Nicola Piovani (il cui apporto si sente decisamente), grande amico del regista e suo collaboratore fin dagli esordi; il resto degli interpreti è realmente preso da ospedali psichiatrici e, fondamentalmente, la scelta premia Agosti: perché  soprattutto in questo caso nessuno recita meglio di chi è sè stesso. La seconda ombra sarebbe una sorta di rifugio interiore, quello in cui è costretto a riparare il malato mentale per sfuggire alle brutali condizioni in cui si ritrova a vivere.

da qui

 


Nessun commento:

Posta un commento