venerdì 1 luglio 2022

La fortezza - Stuart Gordon

un film distopico nel quale le donne non possono fare più di un figlio, i figli se li prende un'impresa che li trasforma in superuomini, le prigioni sono private, il mondo è delle corporations, sembra distopico, vero?

il film è avvincente e non annoia un secondo.

è una lotta per la sopravvivenza, ma si salva solo qualcuno, il Sistema resta quello di prima.

buona visione - Ismaele

 

 

 

 

 

Ed è proprio di 2013 – La Fortezza (questo il titolo italiano) che vogliamo parlarvi oggi, non un film minore di Gordon (assolutamente), ma uno di quelli probabilmente non menzionati abbastanza quando si parla del regista. E per quanto mi riguarda, uno dei titoli che ho visto più volte nella sua filmografia. Un’opera interessante e accattivante sia dal punto di vista visivo che concettuale ed ideologico. Unisce prison movie e distopico, non disdegnando momenti d’azione, riuscendo a piazzare quegli inserti di violenza exploitativa tanto cari al regista.

2013 – La Fortezza è ambientato in un futuro imprecisato (pare sia il 2017) nonostante una distribuzione italiana che piazza senza motivo un ‘2013’ nel titolo. Le risorse scarseggiano, la popolazione è rigorosamente controllata in funzione dell’equilibrio del pianeta, ogni individuo ha un codice a barre identificativo tatuato sul corpo, ogni coppia può avere un solo figlio, concepire un secondogenito è un reato punito dalla legge – chiaro riferimento alle politiche sociali cinesi.

Queste premesse portano ad un prologo teso quanto drammatico, in cui l’ex soldato John Brennick e sua moglie Karen tentano disperatamente di passare il confine tra Stati Uniti e Canada per salvaguardare la nascita di un figlio che solo sulla carta risulterebbe essere il secondo (il primo era nato morto), uno di quei momenti in cui sei portato a tifare affinché ce la facciano nonostante sai già che non sarà così…

…2013 – La Fortezza è senza dubbio un piccolo cult che merita di essere riscoperto. Per il modo in cui aggiorna il prison movie in chiave futuristica, in una combinazione di elementi visivamente accattivante. Stuart Gordon fa buon uso di cast e location, si concentra sul lato exploitation senza dimenticare alcuni interessanti spaccati di critica sociale. Ed aggiunge un altro tassello al suo rispettabilissimo curriculum di genere.

da qui

 

In un futuro distopico per controllare le nascite non si potrà avere più di un figlio e chi sgarra finisce in prigione; Lambert e consorte sgarreranno. La trama non è nulla di nuovo, controllo delle nascite e fuga dal penitenziario, temi piuttosto comuni, ma nonostante tutto Gordon con un'ottima regia riesce a imprimere un buon ritmo. Si tratta di un B-movie ma è ben confezionato e coinvolgente, con begli effetti speciali e una serie di comprimari a cui ci si affeziona. Nel suo piccolo merita!

da qui

 

Un buon film di intrattenimento di un regista certamente più a suo agio con il genere horror che con la fantascienza (anche se qualche concessione Gordon se la concede). Tutto sommato qualche spunto originale il film lo possiede soprattuto nella prima parte, mentre nella seconda diventa più convenzionale. Ciononostante il film non delude ed il risultato complessivo è più che dignitoso.

da qui

 

Onesto film di genere di primi anni '90 diretto da un genio del cinema di serie b.

Il soggetto principale è abbastanza rivisto ma comunque interessante, scenografia ottima (considerando il budjet di 8 milioni di dollari circa), e atmosfere da cult indimenticabili.

3 o 4 piccole idee geniali e fantasiose ci sono sicuramente (il chip installato nei detenuti, la direzione della prigione o il cristallo da leggere attraverso i laser), come c'è anche qualche dialogo tirato via, qualche scena d'azione che scricchiola e qualche interpretazione per niente impeccabile (Lambert)... niente di perfetto quindi (ovviamente...), ma uno dei miei preferiti di Gordon.

da qui


 

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