domenica 16 agosto 2020

Los ùltimos dìas - fratelli Pastor

qualche veleno nell'aria ammazza buona parte degli abitanti di Barcellona.

Marc cerca Julia, con aiuto di Enrique, prima nemico, poi fedele alleato.

ci si muove nelle fogne e nei tunnel della metropolitana, armati, qualcuno vuole ucciderti, per un gps o un po' di cibo.

una corsa per ritrovare Julia, con tanti colpi di scena e morti ammazzati.

come va a finire lo capirete da soli, se guardate il film.

buona visione - Ismaele



 

 

 

…Alla fine funziona questo prodotto spagnolo? Io, in tutta sincerità, vi dico di sì, pur con qualche riserva. Il film scorre bene, avvince, ha un finale con una sua coerenza visiva e narrativa ben precisa nonostante alcune banalità nello svolgimento, ma in sostanza pecca di superficialità nei confronti di quello che a mio avviso avrebbe potuto essere il suo spunto più interessante. La deriva della società costretta a non uscire mai più all'aperto è soltanto abbozzata. Se ci fosse stato uno sviluppo maggiore e più puntuale, sarebbe diventato un filmone con i controcoglioni, mentre alla fin fine The Last Days non è altro che la storia di un viaggio (anche interiore) dove gli ostacoli sono i demoni della paura e del morbo. E dove il più grosso interrogativo sollevato dai protagonisti è: ha senso avere un figlio in un mondo andato a puttane e senza un domani? Tranquilli, la risposta viene data, in modo anche troppo didascalico, ma i registi non si sono tirati indietro e hanno detto la loro.

Quello che posso dirvi è: dategli pure una chance; potrà non piacere completamente, ma difficilmente si farà strada la viscida sensazione di chiedere la restituzione di 80 minuti del proprio preziosissimo tempo. E, al giorno d'oggi, non è poca cosa.

da qui 


…Il film - è evidente - marca forte l’accento su quelle che sono le nostre grandi paure, magari quelle più nascoste e di cui ci vergogniamo di parlare, che in fondo sono quindi alimentate proprio dal mancato confronto e una mancata condivisione, e in qualche modo, raccontando le vicende del protagonista, ci invita a sfidarle e sfidare noi stessi: letteralmente a uscire fuori per la strada e combattere. Un messaggio che però da una parte ci viene mostrato come il termine di un viaggio rituale e di espiazione spirituale e dall’altro come una specie di vera e propria resistenza, quella che deve essere una dimostrazione di forza e che fa pensare a gesta eroiche e mitologiche come Ulisse che, legato, resiste al canto delle sirene. Nel senso che c’è comunque una prova da superare ma per farlo devi avere forti motivazioni, grande coraggio e anche la giusta spinta (nel caso di Ulisse, la voglia di sapere, sostenuta tuttavia dalla impossibilità di muoversi perché è legato; nel caso di Marc, il grande amore che nutre nei confronti di Julia e quella consapevolezza che a un certo punto non puoi vivere senza di lei) che ti sostenga lungo il cammino.

Potrebbe apparire per come lo ho raccontato, un film che preveda alla fine un caratteristico lieto fine e il finale della storia di per sé non è esattamente drammatico, ma lascia tuttavia spazio a riflessioni ancora più profonde sul significato della vita nella sua interezza e inteso oltre che come relazione tra le persone anche come 'amore' in un senso più ampio e quasi come ultimo baluardo a salvaguardia della specie. In un succedersi alla fine di caratterizzato brevi scene che ci mostrano l’evoluzione delle cose nel corso degli anni, assistiamo a quello che è il miracolo della capacità tipica dell’uomo di rigenerarsi e di migliorarsi generazione dopo generazione. Un messaggio positivo per il futuro definitivamente, ma che per il presente lascia un grosso punto interrogativo e una gigantesca lacuna cui questo film sembra incapace comunque risposte a fronte di questa apocalisse che tutti noi subiamo e che nelle nostre tante solitudini contribuiamo a alimentare e diffondere come un virus letale.

da qui


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