domenica 29 maggio 2022

Gilles Villeneuve, l'Aviatore - Giangiacomo De Stefano

se uno non sa chi era Gilles Villeneuve, o non se lo ricorda bene, ha l'occasione, come è stato per me, di riscoprire quel gigante.

e non se ne pentirà.

buona (pericolosa) visione - Ismaele

 

 

QUI il film completo

 

Chiunque sia della “mia generazione” (anni ‘70 o giù di lì) e segue un po’ la Formula Uno non può non aver sentito parlare di Gilles Villeneuve: sono passati quarant’anni esatti da quel maledetto 8 maggio 1982, quando quel piccolo, coraggioso, indemoniato folletto canadese voluto da Enzo Ferrari in persona compì il suo ultimo volo, quello verso la leggenda delle corse. Villeneuve era sinonimo di genio e sregolatezza, talento e coraggio, caparbietà e funambolismo: i suoi (pochi) anni passati al volante della rossa di Maranello, le sue (poche) vittorie, spesso ottenute con una macchina nettamente inferiore alla concorrenza, i suoi incredibili duelli in pista, i suoi incidenti spettacolari (e terribili) lo hanno reso il pilota in assoluto più amato dai tifosi ferraristi (anche più del grande Michael Schumacher) nonostante non sia mai riuscito a diventare campione del mondo. Lo chiamavano “l’aviatore”, proprio in virtù dei suoi capitomboli in corsa, da cui usciva sempre miracolosamente illeso, quasi volesse ogni volta sfidare il destino. Fino, appunto, a quel tragico epilogo avvenuto l’ 8 maggio 1982 sulla pista belga di Zolder. E L’Aviatore è anche il titolo dello splendido documentario andato in onda la scorsa settimana su Rai 2 e ora disponibile gratuitamente sulla piattaforma RaiPlay: un’ora e mezza di struggente ricordo, di toccanti interviste ai protagonisti dell’epoca (da Mauro Forghieri, il suo team manager, al compagno di squadra Jody Scheckter, all’amico-rivale Renè Arnoux) intervallate da immagini di repertorio, raccontate con profonda emozione dalla voce fuori campo di Ivano Marescotti. Villeneuve era il diamante grezzo con cui Ferrari voleva dimostrare che l’automobilismo non è solo uno sport di macchine, ma anche e soprattutto di uomini incoscienti e coraggiosi, disposti a spingersi oltre ogni limite pur di coronare il loro sogno. L’Aviatore è quasi un manifesto della Formula Uno romantica e sanguigna di un tempo. E di cui Gilles era il suo Profeta.

da qui

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