domenica 30 giugno 2024

Q (Il serpente alato) – Larry Cohen

Quetzalcoatl è una creatura mitica azteca, (ri)appare a New York, e fa le sue vittime.

riesce a capirlo un delinquentello e la polizia, con David Carradine, va sulle sue tracce.

un film sottovalutato, secondo me.

buona (Quetzalcoatl) visione - Ismaele

 

 

…“Q” returns to the basic formula, in which a prehistoric creature terrorizes the city. In this case, the creature is a Quetzalcoatl, a mythical Aztec monster with wings and four claws. It apparently has been brought back into existence in connection with some shady human sacrifices at the Museum of Natural History (although this particular subplot is very muddled). It lives in a nest at the top of the Chrysler Building, lays eggs, and terrorizes helpless New Yorkers, who are not sure if this is a real monster or another crazy circulation stunt by Rupert Murdoch. 

Rex Reed was right, though, about the Method performance by Michael Moriarty. In the middle of this exploitation movie, there's Moriarty, rolling his eyes, improvising dialogue, and acting creepy. He's fun to watch, especially in the scene where he names his terms for leading the cops to the lizard. The cast also includes David Carradine, Richard Roundtree, and Candy Clark, good actors all, but you have to be awfully good not to be upstaged by the death throes of a dying Quetzalcoatl. 

Still to be answered: How did one Quetzalcoatl get pregnant?

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…qualche aspetto positivo il film ce l' ha ancora : lo spunto è interessante , il ritmo non è malvagio , le inquadrature aeree della metropoli americana sono affascinanti , ci sono alcune coraggiose sequenze splatterose e soprattutto c' è un buon cast principale . Ma più che il poliziotto arguto ed ironico interpretato dal bravo David Carradine , il vero protagonsta è lo sfigato Michael Moriarty , nei panni di un piccolo criminale con il quoziente intellettivo di una medusa ! Nel contorno si riconoscono poi le facce note di Richard Roundtree e di Candy Clark . La pellicola è scritta , diretta e prodotta da Larry Cohen , autore spesso rozzo e trashoso ma abile a tirare fuori film decenti dallo scarso budget a disposizione . Secondo me , nonostante le tante ingenuità, la sufficienza la merita ancora adesso e quindi gli affibbio un 6 ....

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sabato 29 giugno 2024

Hit man - Richard Linklater

il film ha una sceneggiatura che è un crescendo lungo tutto il film, sviluppandosi in direzioni che non sempre ti aspetti (meno male!).

il prof Gary si trasforma in Ron, per arrotondare e per provare a cambiare vita.

il suo compito è quello di evitare omicidi su commissione, arrestando in anticipo il mandante. 

fino a un incontro che cambia la vita (ah l'amour l'amour...), Ron incontra Madison, è intesa a prima vista, in fondo vogliono le stesse cose, anche se non sempre in modo legale.

attori tutti bravissimi, come il regista, d'altronde.

un film che non delude, promesso.

buona (innamorata) visione - Ismaele



 

…Hit Man è un film scritto benissimo, con dialoghi taglienti e cadenzati al secondo, perché basterebbe infilare una battuta al momento sbagliato per far crollare il tutto. E non succede. Ed è un lavoro che riflette sul concetto di identità. Di chi si è veramente, motivo che investe anche le caratteristiche del film stesso, (volutamente) impossibile da inquadrare o classificare. Senza spoilerare nulla, perché sarebbe un delitto in piena regola, visto che questo è proprio il genere di film che non si gusta se si dovesse sapere mezza cosa in anticipo, possiamo limitarci ad arguire insieme che se un individuo, un placido docente universitario, considerato un mezzo sfigato dai suoi stessi studenti, improvvisamente si ritrova per i giochi del caso e della necessità a dover incarnare un killer freddo e spietato con il compito di incastrare i committenti, potrebbe, immagino, subire qualche sconquasso a livello personale, che nella narrazione si traduce nei misunderstanding che da sempre caratterizzano la commedia dai Menecmi di Plauto in avanti (anche se Plauto suppongo non li chiamasse misunderstanding. Forse). Per farvi capire, qua sotto vedete come il professore scende dal furgone che funge da centrale operativa per iniziare la sua carriera di credibile sicario. Ecco, nella distanza che intercorre tra Gary lo sfigato e Ron il superfigo, contemplando nella stessa distanza le conseguenze che si generano, sta tutto il film….

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…Commedia degli omicidi, con una sceneggiatura da applausi, il film mette in scena il denominatore comune che esiste tra l'arte dell'esistenza e quella dello spettacolo, per il tramite di un Laurence Olivier del lavoro sotto copertura. Il risultato è un susseguirsi teso e divertente di colpi di scena e di duetti e triangoli eccellenti; una farsa degli equivoci solcata da una vena più scomoda e dark, che scorre ai confini estremi della morale e dell'educazione delle giovani menti.

Un film che appare leggero, ma, di nuovo, è solo un travestimento. Ci vuole un'esecuzione perfetta, infatti, per mascherare con naturalezza un'architettura complessa.

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Tra voice-over d'ordinanza e spezzoni di film cult - viene addirittura citato un cult nipponico per eccellenza come La farfalla sul mirino (1967) - il gioco di Richard Linklater è un divertissement di gran classe, aggiornamento farsesco di una vicenda realmente accaduta, qui traslitterata ad un intrattenimento sì a prova di grande pubblico ma ben più sagace della media. La love-story tra un finto sicario che agisce sotto-copertura per incastrare i mandanti di omicidi che devono ancora avvenire e una donna che intende assassinare il marito non nasce certamente sotto i migliori auspici, ma si evolve su linee inaspettate e sorprendenti, pronta sempre a spiazzare il pubblico. Una commedia romantica venata di action e di tensione, popolata da battute irresistibili e da gag frizzanti, dominata dall'alchimia che lega indissolubilmente i personaggi di Glen Powell e Adria Arjona.

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…Quintessenzialmente indie e gioiosamente inattuale, leggero e mai frivolo, Hit Man scavalca il biopic per svincolare la storia dal dato biografico: come Gary, il film passa dal divertimento della commedia al ritmo dell’action, adotta il côte romantico e attraversa il thriller con il sottofondo noir a ricordarci il contesto, sconfina nell’umorismo meno accomodante e non rinuncia a momenti malinconici. Non si tratta di un gioco intellettuale in cui la struttura rispecchia il personaggio, ma di un film clamoroso, sostenuto da una sceneggiatura magistrale per la perfetta costruzione narrativa e l’irresistibile precisione dei dialoghi (Billy Wilder ne sarebbe stato compiaciuto), scritta da Linklater con Glen Powell.

Attore – anche produttore, uno e trino – già nel giro del regista – sono entrambi texani – dai tempi di un film sottovalutato e magnifico come Tutti vogliono qualcosa!! che qui è francamente memorabile, credibile in ogni travestimento (compreso quello nerd: mica è facile per un sex symbol essere attendibile come sfigatello senza ricorrere a trucchi e magheggi), completamente consapevole del ruolo cucitogli addosso e anche dell’importanza di un film del genere nella sua carriera. È un po’ la prova definitiva del suo star power: cronologicamente è successivo a Top Gun: Maverick, ma per motivi di distribuzione arriva dopo l’imprevisto successo di Tutti tranne te che l’ha reso un reuccio della commedia commerciale capace di rinverdire il parterre hollywoodiano (è un momento decisivo per il settore, vedasi le ascese dei millennials Timothée Chalamet, Zendaya, Jeremy Allen White e Sydney Sweeney). Powell guida un cast intonatissimo, in cui si distinguono l’ammaliante Adria Arjona, la stand-up comedian Retta e Austin Amelio come poliziotto fuori di testa. Nel cinema degli Stati Uniti, Linklater conferma una doppia appartenenza: quella allo stato del Texas e quella allo stato di grazia.

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…Al formidabile duo Linklater-Powell andrebbe aggiunta anche la portoricana Adria Arjona, sensualissima e “pazza” nei panni di Madison. L’intesa tra i due è perfetta, attraversa tutte le sfumature possibili di una relazione a due (l’ironia, il sesso, l’idealizzazione, la bugia, l’omicidio) e raggiunge il culmine nella grandissima scena in cui Gary e Madison sono spiati dalla polizia e devono allestire un dialogo fasullo mentre le informazioni “vere” passano attraverso messaggi scritti sullo smartphone. Hit Man. Killer per caso procede spassoso, seguendo il ritmo e le variazioni di una partitura jazz. Ma in filigrana Linklater riflette sul concetto di identità, immaginazione, desiderio, mandando qua e là stilettate all’endemica violenza della società americana e al fallimento di ogni classificazione sociale e comportamentale. C’è dentro anche una riflessione sull’immaginario pop e cinematografico sulla figura del sicario. “I sicari non esistono, la gente ci crede perché li ha visti nella fiction” racconta il protagonista agli spettatori, dando il via a un continuo rimando di maschere e perversioni tutto consumato in una dimensione di finzione. Ecco. Se c’è un film straordinariamente lucido sulla reinvenzione della morale e sulle trasformazioni emotive, sentimentali e culturali degli esseri umani è questo.

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venerdì 28 giugno 2024

The Informant! – Steven Soderbergh

Matt Demon è un dirigente d'impresa che diventa informatore dell'FBI, il film mostra i rapporti degli agenti FBI con l'informatore, a volte comici, spesso serissimi.

Matt Demon è bravo, come sempre, gli agenti FBI di più.

non è un capolavoro, ma non delude.

buona (insider) visione - Ismaele

 

 

 

…“The Informant!” is fascinating in the way it reveals two levels of events, not always visible to each other or to the audience. A second viewing would be rewarding, knowing what we find out. Matt Damon's performance is deceptively bland. Whitacre comes from a world of true-blue Downstate people, without affectations, surrounded by some of the richest farmland in the world. His determination to wear the wire leads to situations where discovery seems inevitable, but he's seemingly so feckless that suspicion seems misplaced. What he's up to, is in some ways, so very simple. Even if it has the FBI guys banging their heads against the wall.

Mark Whitacre, released a little early after FBI agents called him “an American hero,” is now an executive in a high-tech start-up in California and still married to Ginger. Looking back on his adventure, he recently told his hometown paper, the Decatur Herald and Review, “It's like I was two people. I assume that's why they chose Matt Damon for the movie, because he plays those roles that have such psychological intensity. In the ‘Bourne' movies, he doesn't even know who he is.”

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…The Informant! riesce comunque ad essere divertente in più di un momento, con quella sua leggerezza che pare arrivare dalle commedie della Hollywood dei tempi d’oro. Merito dei brillanti dialoghi di Burns ma anche della bella interpretazione di Matt Damon, ingrassato e invecchiato per la parte, che non sembra aver problemi a passare dai ruoli d’azione a quelli comici. Soderbergh, invece, questa volta non sembra aver trovato la giusta chiave registica, ma per sua fortuna (e degli spettatori) anche se il film zoppica un po’ la commedia funziona ugualmente.

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mercoledì 26 giugno 2024

Caduta libera (Free Fall) – Malek Akkad

un'impiegata onesta riesce a scoprire un imbroglio di proporzioni enormi.

e siccome i truffatori sono persone poco gentili, diciamo, un killer va a tapparle la bocca, ma ha fatto male i conti.

buona parte del film, forse a causa del budget, è girato in un ascensore.

buona (claustrofobica) visione, se avete tempo - Ismaele


  

 

 

Soggetto non originale ma film di una certa presa. Evidente propaganda femminista della donna che sa combattere come un uomo e la spunta contro un energumeno assassino di professione. Ridicoli questi aspetti subliminali che inseriscono sistematicamente nei film. Oggi inoltre, a differenza di un tempo, i "cattivi" tendono a cavarsela, se non a prevalere, perché quasi sempre sono quegli stessi criminali del mondo reale finanziario e multinazionale che i film stessi li finanziano e ne decidono i contenuti, subliminali e non. Fatte queste considerazioni, film che desta, soprattutto nella prima parte, qualche interesse, che però resta abbastanza deluso da un finale ambiguo e sfumato poco soddisfacente.

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martedì 25 giugno 2024

Nessuna verità (Body of Lies) – Ridley Scott

Ridley Scott gira un film di spie, doppi e tripli giochi, Leonardo DiCaprio è la spia efficiente in Iraq e in Giordania, sotto il comando, per quanto possibile, del suo superiore della CIA, collegato dagli USA.

il regista difficilmente delude, e per quanto il film non sia indimenticabile, si vede bene, l'avventura di assassini contro assassini.

buona (torturata) visione - Ismaele

 

 

QUI il film completo, in italiano

 

 

 

…Grazie al montaggio di Scalia, già autore di Black Hawk Down, il film si muove fra cento locations senza smarrirci e ci fa rimbalzare a buon ritmo nel dedalo di bugie, dove "i tuoi nemici si vestono come i tuoi amici e i tuoi amici come i tuoi nemici". Lo spettacolo è assicurato, rinnovato. Il film non dice, invece, quasi niente di nuovo sul fronte orientale, al punto che l'ambientazione passa in secondo piano, nonostante resti il motore delle ottusità sul campo di gioco. Certe ingenuità del personaggio di Di Caprio (mai dell'attore), certe insistenze sugli abiti ideologici di uno scontro prima di tutto d'interessi, certi passaggi narrativi quasi obbligati minano purtroppo il copione, come se di tutto l'esplosivo impiegato sul set qualche carica fosse rimasta in mano all'autore senza che se ne avvedesse, producendo qualche danno. Collaterale.

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The acting is convincing. DiCaprio makes Ferris almost believable in the midst of absurdities; the screenplay by William Monahan, based on the novel by David Ignatius, portrays him as a man who grows to reject the Iraq war and the role of the CIA in it. Crowe, who gained 50 pounds for his part (always dangerous for a beer drinker), is a remorselessly logical CIA operative. I particularly admired the work of Mark Strong as the suave Jordanian intelligence chief, who likes little cigars, shady nightclubs and pretty women, but is absolutely in command of his job.

The bottom line: "Body of Lies" contains enough you can believe, or almost believe, that you wish so much of it weren't sensationally implausible. No one man can withstand such physical ordeals as Ferris undergoes in this film, and I didn't even mention the attack by a pack of possibly rabid dogs. Increasing numbers of thrillers seem to center on heroes who are masochists surrounded by sadists, and I'm growing weary of the horror! Oh, the horror!

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domenica 23 giugno 2024

El Paraíso - Enrico Maria Artale

in una Roma che non è quella di Sorrentino, in una storia di droga che non è quella di Gomorra, in una Colombia che non è quella di Pablo Escobar, è ambientato il film di Enrico Maria Artale.

è una storia d'amore figlio-madre, dove Julio Cesar (Edoardo Pesce) si fa carico della madre, entrambi sono iperdipendenti, ma non dalla droga.

vivono ancora insieme, di sostengono a vicenda, di mestiere fanno gli spacciatori, il loro rapporto dura oltre la morte (di lei).

Edoardo fa il primo viaggio della sua vita, va in Colombia, per restituire al suo paese le ceneri della madre, che arriva, pare, da un villaggio che si chiama El Paraíso (lo stesso nome della loro barchetta).

e  Julio Cesar parte...

un film con una tristezza di fondo, film d'amore e di disperazione, senza effetti speciali, tranne uno, che scoprirete.

visibile in pochissime sale, una caccia al tesoro, insomma.

buona (paradisiaca) visione - Ismaele


 

 

Julio Cesar (Edoardo Pesce), vive con la madre tossicodipendente (Margarita Rosa de Francisco) nella periferia balneare di Roma. Insieme, i due lavorano per un spacciatore locale, occupandosi di recuperare i muli arrivati dalla Colombia. La relazione tra i due viene travolta dall’arrivo di Ines (Maria del Rosario) che spinge Julio a farsi domande sulla sua relazione con la madre e le sue aspirazioni di vita.

 

El Paraiso ci fa navigare tra le correnti della relazione umana più primitiva, il legame tra mamma e figlio, offrendo una finestra su un mondo dove questo legame diventa tossico: tossico in quanto marcato dall’abuso di sostanze, ma anche tossico nell'incapacità di un figlio a mollare ed emanciparsi dalla madre. 

D’altronde, l’involuzione della relazione con la madre lancia Julio in un percorso di ricerca delle proprie origini, che lo porta a viaggiare e scoprire nuove facette della sua persona, rendendo il personaggio ancora più identificabile per il pubblico.

 

Insomma, un racconto potente di relazioni umani tra madre e figlio, un'intensità leggera che coinvolge ognuno di noi a tratti. Una performance stellare di Edoardo Pesce complimentata da una bella alchimia con Margarita Rosa de Francisco. Il tutto implementato da una cinematografia colorata, visivamente molto piacevole e da una musica trascendente che ci trasporta nell’atmosfera calda dei bar salsa di Cali.

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…A conti fatti, per il coraggio e l’intelligenza della proposta, El Paraíso meritava senza dubbio di uscire in sala, certo non a nove (nove) mesi dal passaggio con premi a Venezia 2023. Il premio serve, per la visibilità e per lanciare (o consolidare) una carriera; vanificarne i benefici, non è il massimo. Con il massimo rispetto per le strategie produttive e distributive – perché c’è chi fa il cinema e chi ne scrive e basta e bisogna conoscere la differenza – e con l’augurio che il tour promozionale in sala di regista e cast aiuti il film a trovare il suo pubblico – si dice così – El Paraíso meritava una possibilità diversa. Spetta alle sale smentire la fosca previsione.

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…El Paraiso è un film pregno di sentimento sofferto e la musica e il completamento naturale della messa in scena, da potenza e fisicità alle immagini. El Paraiso è il nome di una piccola imbarcazione, che madre e figlio usano per le loro scorribande marine. Un film non solo tragico, ma anche molto intimo e teneramente delicato, un ritmo lento, ma funzionale alla storia. Comincia con un ballo e finisce con un altro ballo in capo al mondo a Cali in Colombia. Questo è un piccolo grande film poetico ed alla fine un caloroso applauso spontaneo della sala sancisce il successo popolare della pellicola, ottimo cinema che magicamente unisce dei perfetti sconosciuti nel giusto tributo al film, ai magnifici interpreti ed alla regia. Interpreti e personaggi Edoardo Pesce: Julio Cesar Margarita Rosa de Francisco: madre di Julio Cesar Maria Del Rosario Barreto Escobar: Ines Gabriel Montesi: Lucio.

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