giovedì 1 dicembre 2022

La carrozza d’oro - Jean Renoir

una storia fantastica, e concreta, ambientata in una cittadina coloniale spagnola in Perù.

degli attori ambulanti arrivano dall'Italia, e cercano qualche contratto.

e recitano per il popolo (entusiasta) e poi per i riccastri colonialisti (abbastanza schifati da quei poveracci italiani).

ma poi l'amore esplode, la bella attrice (Anna Magnani) è molto ambita, la vogliono in tre, lei sceglie...

pensavano fosse amore, era un calesse.

non è un capolavoro, ma si vede bene, un film minore di Jean Renoir è sempre da non perdere.

buona (in carrozza) visione - Ismaele

 

 

 

Dal racconto di Prosper Merimée: una compagnia ambulante di attori italiani scompiglia la vita di corte in una colonia dell'America spagnola nel Settecento; la primadonna Camilla è corteggiata dal viceré, da un torero e da un bell'italiano. Omaggio alla Commedia dell'Arte e riflessione sul rapporto tra realtà e finzione è, nel suo splendore figurativo, il 1° film europeo di Renoir dopo 13 anni in USA, sostituendo Luchino Visconti, scartato dai produttori della Panaria Film perché troppo dispendioso. Maltrattato dalla critica che lo definì "un euro pudding"e che trovò la Magnani troppo vecchia per la parte. L'attrice, comunque, interpretò anche la versione inglese, parlandolo con efficacia con il suo accento italiano. Splendido Technicoloro di Claude Renoir e Ronald Hill. Ottima scelta della musiche delle "Quattro stagioni" di Vivaldi e Corelli. Girato a Cinecittà di Roma. Esaltato dal giovane critico Truffaut che chiamò poi la sua casa di produzione "Les films du Charrosse”.

da qui

 

Il film, seguendo le idee di un autore che gioca sospeso tra le immagini e il loro senso, in realtà vive tra il primo taglio di montaggio e l’ultimo. E tutto ciò che avviene nel mezzo si riduce alla rivelazione del gioco chiamato cinema. Il sipario si alza, ed è come se il film fosse costruito secondo il gioco delle scatole cinesi che si incastrano le une nelle altre. Un film sul teatro nel teatro. Come scrisse un giovane Truffaut all’uscita del film in sala. Un meta cinema ai suoi stessi albori che sembra non trovare pace, non importa quanto si provi a scavare a fondo.

Il conflitto della lotta di classe tra nobili europei e i nativi porta a galla il conflitto costante tra futuro e passato, innovazione e presente. La non mescolanza che nella pellicola nessuna delle caste sociali sembra volere, entra in contrasto con ciò che Renoir racconta della sua esperienza in Italia. Nel marzo 1952, quando iniziarono le riprese de La carrozza d’oro il regista commenta:

«Sono in Italia, il mio film si svolgerà dunque in Italia e ne sarà interprete una grande artista italiana. È impossibile girare in Italia senza subire l’influenza italiana. La mia ambizione sarebbe, con La carrozza, quella di creare un mondo tutto mio e influenzato dal fatto che in questo momento vivo a Roma. Questa influenza, si esercita in tutti gli istanti della vita. Come non riconoscere nel portiere che vi apre la porta un fratello di qualche personaggio della Commedia dell’Arte?»

da qui

 

"La Carrozza d' Oro" è un vero omaggio all' Italia da parte di un regista francese. Jean Renoir si ispira alla Commedia dell' Arte con un cast italiano per metà (Anna Magnani per fare un nome), senza tralasciare le classi di appartenenza, "contaminandole" come di consueto, il regista compone un' efficacie riflessione tra teatralità e realtà, vita e teatro; e a questo proposito basta provare a saltare da una sequenza all' altra a caso: è praticamente impossibile capire se si tratta di un dialogo "vero" o "recitato". Non il migliore di Jean Renoir.

da qui

 

Un Renoir minore che omaggia la commedia dell'arte all'italiana fatta di frizzi, lazzi e amori impossibili. L'atmosfera caciarona aiuta a strappare qualche risata ( perchè diciamolo, la storia non è un granchè ) e la Magnani è protagonista della solita prova superba, anche se non è esattamente l'attrice più adatta al ruolo, in quanto pecca di avvenenza. L'ambientazione monocorde della colonia spagnola in Perù è riscattata dallo sgargiante tecnicolor della pellicola, che rende la visione ancora più piacevole.

da qui

 


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