martedì 3 novembre 2026

Maccheroni – Ettore Scola

il film è tutto nei personaggi interpretati da Marcello Mastroianni e Jack Lemmon, il film non sarà un capolavoro, ma vedere loro due insieme, in una sceneggiatura di Ettore Scola e Ruggero Maccari, è proprio un regalo.

buona (napoletana) visione - Ismaele

 

 

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Una gustosa commedia, interpretata con grande convinzione da due "mostri sacri" del cinema, Marcello Mastroianni e Jack Lemmon in piena forma,  che il regista Ettore Scola ha saputo dirigere con sapiente maestria, nonostante i ruoli tanto distanti e non facili: un americano e un napoletano devono confrontarsi, dopo quarant'anni, su una vicenda che per il primo non esiste più nella sua memoria, mentre per il secondo è stata una delle sue ragioni di vita, dettata da un altruismo facilmente riscontrabile in ambito partenopeo…

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La storiella può sembrare all'acqua di rose ma Scola ha saputo dirigerla con delicatezza, gusto e humor.

Un americano torna a Napoli dopo quarant'anni e ritrova il fratello della sua fidanzata di allora. Si accorge quindi che quest'ultimo gli ha costruito addosso un personaggio eroico che non esiste ed ha anche scritto delle lettere inventate...

La storiella può sembrare all'acqua di rose ma Scola ha saputo dirigerla con delicatezza, gusto e humor. I personaggi sono tutti ben costruiti, il ritmo regge bene e Mastroianni e Lemmon, insieme, sono uno spettacolo unico al mondo.

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Sicuramente Ettore Scola ha fatto film migliori,e non mancano le banalita'in questa commedia motlo napoletana su un'amicizia tra l'impiegato partenopeo Antonio Cifariello (Mastroianni) e il manager Robert(Lemmon). Ma "Maccheroni" e'un film che,nonostante in alcuni momenti lasci trasparire una confezione televisiva,ha anche momenti toccanti,battute memorabili ("L'amicizia serve a non rompere i coglioni agli amici") e il duello amichevole,tra due grandissimi della recitazione. Cinema di sentimenti ma non di sentimentalismi,il film di Scola e'gradevole,che certamente poteva risultare un capolavoro, ma forse il regista avellinese si e'lasciato "corrompere" dalla bravura dei suoi splendidi interpreti: e quando il film si conclude, ci si scopre anche nostro malgrado un po'commossi.

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…La storia è quella di un impiegato napoletano che per quarant’anni ha scritto finte lettere ai familiari spacciandosi per il giovane soldato americano che ebbe un flirt con la di lui sorella; quando l’americano giunge a Napoli, ormai ricco industriale sessantenne, scopre la verità e un affetto sconfinato da parte della comunità. Perché tutto ciò è accaduto?

La trama, di un’esilità abbastanza palese, è l’occasione per affrontare almeno tre temi: Napoli, raffigurata con le luci sporche di Claudio Ragona, nei suoi aspetti più antiretorici ed inconsueti; i sentimenti senza doppi fini, presi per ciò che sono e nella dimensione più intima e sincera; la sceneggiata napoletana che si incontra col melodramma moderno a sua volta contaminato con la commedia all’italiana e con il camorra movie…

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…Sono pochissime le scene in cui si nota il tocco profondo di Ettore Scola, come ad esempio nella scena del pre-finale, in cui il regista riesce a ritrovare il tatto filmico adeguato, sapendo dosare l’emozione, a cui si aggiunge la bravura dei due attori, che finalmente trovano il giusto equilibrio recitativo. Sullo sfondo di questo inno all’amicizia, appare Napoli. La città partenopea non ha la funzione di semplice fondale, ma diviene quasi sineddoche dell’intero paese Italia degli anni Ottanta. Ettore Scola non abbellisce completamente Napoli abbellita, perché cerca di mostrarcela con i suoi problemi quotidiani, ad esempio il grottesco traffico napoletano o la camorra (benché argomentazioni rappresentate in modo velleitario), però non riesce ad evitare i dozzinali luoghi comuni sulla città campana, come la presenza del presepio, l’intonazione della canzone napoletana oppure il babà, come attesta la scena in cui Mastroianni decanta a Lemmon un “ode” al maxi super babà tipico di Napoli.

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