a Londra le gang comandano e tutti devono subire, il vecchio Harry Brown non fa eccezione.
ma quando ammazzano brutalmente il suo unico amico, Harry (interpretato da Michael Caine) scende in campo, vendicatore dei buoni.
quando i bastardi cominciano a morire la polizia non ci capisce niente, chi può pensare che Harry possa essere il killer.
anche se non ti piacciono i vendicatori solitari, come non fare il tifo per Harry Brown?
buona (drammatica) visione - Ismaele
QUI si può vedere il film
Pellicola molto discutibile eticamente , ma d'effetto .
La drammatica vita nelle periferie britanniche sprofondate ormai
nel dominio incontrastato di malavita e drogati , mentre la polizia pensa alla
politica . Il vecchio ex soldato reagisce a questa situazione dapprima
involontariamente e poi consapevolmente , eliminando arbitrariamente un po'
della feccia in questione . Pellicola eticamente mooolto discutibile , anche se
è difficile non simpatizzare per il protagonista . Buona la regia dell'
esordiente Daniel Barber , efficace la plumbea fotografia di Ruhe ed ottima
come sempre l' interpretazione del grande Michael Caine . Eccellente Sean
Harris nella parte del lercissimo drogato . Piuttosto carino il colpo di scena
finale . Per me è da 7 .
…Michael Caine è
assolutamente straordinario nel mettere in scena una determinata ferocia resa
instabile dall’inadeguatezza del suo vecchio corpo, incertezza costante che
comunica un dolore senza fine, la forma più estrema di resistenza alla morte.
Harry Brown è uno scandaglio spietato di certo immaginario cinematografico; un
arco teso, funzionale, dal meccanismo squadrato che mostra ferite profondissime
nei corpi dei clienti di un pub, nel volto di un pusher scavato dalla morte,
nell’incedere disperato di Michael Caine contro un inferno globale.
…Nella sua lunga, ricca, premiata, sessantennale
carriera di attore costellata da un numero infinito di successi, mai Michael Caine era stato chiamato a vestire i panni di un personaggio
come quello di Harry Brown. È stato soldato, gangster, donnaiolo, perfetto
maggiordomo e soprattutto spia, calma e imprevedibile, di Sua Maestà, ruolo che
gli ha regalato notorietà negli anni ’60. E invece un regista esordiente pensa
(bene) di chiamarlo per un vigilante thriller e per un ruolo che rispecchia sì alcuni aspetti di
personaggi già interpretati, ma mai in questa maniera. Perfettamente calato nei
panni e con la sua tipica camminata da ginocchio valgo, Caine è un vecchio
pensionato che vive stancamente in un sobborgo cittadino dominato dalla piccola
delinquenza locale. La moglie è malata terminale e il suo unico passatempo è
giocare a scacchi con il suo affezionato amico nel bar del quartiere e dalla
finestra del piccolo appartamento in cui abita osserva spesso quello che
succede intorno: spaccio, prepotenze, violenze. Il viso stanco e l’espressione
incredula per tanta brutalità rivelano rassegnazione: cosa può fare lui così
anziano? Ma succede qualcosa di grave e insopportabile che lo scuote e nel
vecchio Harry si risveglia il giovane marine efficiente e letale che era stato
in guerra e lo spinge a farsi giustizia da solo, dato che la polizia ha i suoi
tempi e le sue modalità. Ogni uomo ha il suo punto di rottura, ogni uomo deve
prendere una posizione e se la legge ha i suoi limiti, lui non se li dà.
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