giovedì 12 marzo 2026

Scanners - David Cronenberg

un film epico, la lotta fra Male e Bene, fra individui (scanners) che hanno la possibilità di entrare nella mente degli altri, e il combattimento non coinvolge le mani, solo i cervelli.

una corporation che usa gli scanners per fare degli esperimenti, per usare gli scanners per certi obiettivi, che coincidono con il profitto di alcuni.

il film non fa annoiare un attimo, la lotta è appassionante, gli effetti speciali, che oggi sembrano semplici, sono coinvolgenti e molto efficaci.

un film da non perdere, senza se e senza ma.

buona (scanner) visione - Ismaele

 

 

QUI si può vedere il film completo

  

 

Arriva dopo appena dieci minuti dall’inizio del film. È la celebre sequenza della testa che esplode. Dal 1981 in poi avrebbe riempito i nostri occhi e colonizzato le nostre coscienze audiovisive in una maniera, va da sé, molto cronenberghiana. Questione di fascinazioni tra corpo e mente, che si rincorrono da decenni nella filmografia del regista canadese. Questione anche di bieca cultura pop, visto l’uso espanso della sequenza in questione, sotto forma di gif,  nel web 1.0 degli anni ’90/2000, quando ancora non esistevano meme e social e i forum di discussione erano la forma primigenia di piazza virtuale…. Eppure stiamo parlando di nient’altro che frattaglie animali inserite nella testa di un manichino e fatte deflagrare con un colpo di fucile dal laborioso Dick Smith, supervisore effetti speciali della vecchia scuola, quando le cose si facevano ancora con le sostanze, i materiali posticci e i coloranti rossi…

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…esistono tantissimi horror e thriller psicologici. Scanners è fra i pochi, altissimi e angosciosi, che mettono davvero i brividi. E possiede un finale ambiguo oltre ogni dire.

Inoltre, può vantare due scene oramai leggendarie e indimenticabili, quella mostruosa, sbalorditivamente agghiacciante, di una brutalità estrema e insostenibile, dell’esplosione del cranio di un uomo durante un pericoloso esperimento extra-sensoriale, e quella finale del sanguinolento, metamorfico duello tra i due fratelli, Cameron e Darryl, è il caso di dirlo, da far scoppiare la testa e le budella, non solo loro.

Bravo Stephen Lack ma ci par giusto evidenziare la stratosferica fotogenia agghiacciante di un Michael Ironside al massimo del suo filmografico status da villain magnificamente magnetico.

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…si può riflettere sul modo in cui Cronenberg immagina che gli scanner esercitino il loro potere, e si può pensare apparentemente che lo facciano attraverso la vista. Invece la scena del pre-finale in cui un feto-scanner, ancora dentro la pancia della madre, attacca la scanner Kim ci dice chiaramente che non è così, che non si scannerizza attraverso la vista, ma proprio attraverso la mente. Nonostante lavori con le immagini, Cronenberg dunque ci dice che vista e cervello non coincidono, o forse non ancora (la corrispondenza tra l’uno e l’altra avverrà in Videodrome, per il tramite del segnale televisivo). Dunque, nel ritratto d’artista che Cronenberg ci regala in Scanners si può anche trovare un suggerimento sul modo in cui il cineasta canadese vede se stesso e il suo operare in campo cinematografico. Nel suo cinema infatti non prevale mai lo sguardo, quanto il lavorio di masse corporee, che possono essere anche senza occhi, ma che – ancora prima di poter vedere – sono sicuramente già in grado di sentire, di percepire e anche di penetrare, di odiare e di amare. Il processo di malformazione, di deformazione, di trasformazione prostetica; è questo il segreto del cinema di Cronenberg. E dunque l’artista di Scanners non poteva che essere uno scultore, un creatore di forme. Ed è curioso che un cineasta così tanto profetico abbia legato in modo indissolubile la sua filmografia, almeno fino ad un certo punto, agli effetti della prostetica, ormai purtroppo superati dagli effetti speciali digitali. È curioso, ma non insensato. Anzi, forse, come la carne e la mente, come il dolore e il piacere, come l’attrazione e la repulsione, si certifica in Scanners – e in tutto il Cronenberg della prima parte della carriera – il coincidere di passatismo e di futuribile, trovando dunque ribadito ancora una volta il superamento del classico principio di non contraddizione aristotelico. Scanners è dunque un film vintage per i suoi mirabolanti effetti prostetici e per quel suo dare rilevanza assoluta alla materialità di corpi/mente, ma è allo stesso tempo un film già digitalizzato per quella sua particolare declinazione delle virtù telepatiche degli scanner. Ed è forse allo stesso tempo il tripudio e la catastrofe del corpo, che esplode, si sfalda, viene sopraffatto dall’autocombustione. È l’esplosione e l’implosione dell’uomo così come l’avevamo conosciuto, al cospetto di una nuova era. È, infine, per dirla alla Ghezzi, il catastrionfo dell’umano.

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Credo che accanto ai mostriciattoli di The Breed gli Scanners siano le creature piu'inquietanti partorite dalla fervida mente di Cronenberg.Nonostante sia solo un film di genere il discorso che viene portato avanti è l'eterna lotta tra Male e Bene(epico lo scontro finale tra i due fratelli con un finale assolutamente non ovvio)e la sede di tutto è sempre il cervello.Cronenberg sembra ossessionato dall'anatomia e dalle sue deviazioni e lo spettatore diviene vittima lui stesso delle ossessioni del regista canadese.Qui la trama è abbastanza involuta ma si adombrano sospetti terribili sull'uso di farmaci(L'ephemerol genera scanners)da parte di poteri economici forti.No global ante litteram?Memorabile la scena in cui il capelluto Ironside fa scoppiare la testa al sedicente medium.

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David Cronenberg, ancora una volta nei panni di regista e sceneggiatore, con questa pellicola compie forse il suo passo più grande nel genere horror. Che il regista canadese intendesse affondare nel tema delle mutazioni il forte legame tra mente e corpo, relazione di matrice freudiana, si era già notato nel precedente Brood (1979) pellicola che incominciava con un dialogo psicanalitico che presto si mostrava come cicatrici sul corpo di Michael. Con Scanners, l’orrore cronenberghiano diventa sofisticato ed intellettuale, dove sono le menti a confrontarsi ed i corpi a mostrarne i segni di una malleabile trasparenza (dice Cameron al dottor Ruth “Mi sento trasparente”). Una scena molto suggestiva difatti è proprio quella della morte dello scultore Benjamin Pierce, la cui mortalità non è nel corpo ma nella voce che si dissolve nella morte (o come quando Kim, dopo che i compagni sono uccisi mentre erano in contatto telepatico, dice “Adesso so cosa vuol dire morire….”). Per quanto riguarda i personaggi, il regista porta sullo schermo due lati della stessa medaglia, Cameron e Revok, lasciando però che alla fine i doppi si sovrappongano. La scena del confronto finale, il passaggio di una mente in un altro corpo. Il cervello è solo la rarefazione del corpo, la sua concentrazione nel posto del comando, la sua localizzazione nel punto più complesso (Enrico Ghezzi – Paura e desiderio). Si fa strada intanto un nuovo percorso dell’autore, il rapporto con le macchine: il sistema nervoso di Cameron come quello di un computer è il passo che porterà all’insieme di corpi e metalli, l’unione di carne e ferro. Lo stesso titolo, la stessa definizione degli scanners, il cui termine si riferisce ad un dispositivo d’esplorazione, un termine tecnico utilizzato nella manutenzione televisiva, segna il passaggio dai corpi arrabbiati, dalle covate malefiche. Il fatalismo apocalittico del regista è nella lunga lista di pazienti sottoposti ad Ephemerol e che con molta probabilità, lo spettatore intuisce, non potrà essere controllata interamente da Kim e Cameron. Il merito degli effetti speciali, e soprattutto della testa che esplode mostrando il corpo come un rivestimento del pensiero, è di Dick Smith. Il film ebbe due seguiti, Scanners 2 – Il nuovo ordine (1991) di Christian Duguay e Scanners 3 - The takeover, inedito in Italia, ed ispirò un’intera serie televisiva.

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Cronenberg dimostra di qui di possedere un inimitabile talento visionario; sa infondere un'atmosfera inquietante a tutta la pellicola, sa abilmente sfruttare la colonna sonora per infondere una maggiore angoscia allo spettatore, sa mantenere il ritmo avvincente senza mai scivolare nella noia, sa colpire allo stomaco ed inventare imprevedibili colpi di scena e non fa un uso eccessivo di splatter fine a sé stesso ma rende l'orrore bello, affascinante e poetico. Scanners è un horror fantascientifico davvero inquietante, che colpisce nervi, cuore e cervello.

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