sabato 14 febbraio 2026

Il maestro che promise il mare - Patricia Font

una storia come tante, come troppe.

in Spagna i fascisti fecero un genocidio (solo parziale, per fortuna) degli uomini e donne libere, in Catalogna, sopratutto.

nel film vediamo bambini e bambine che finalmente hanno un maestro come si deve, non il prete fascista, vediamo la ricerca della memoria, vediamo che i bambini, tutti, hanno sempre amato il maestro.

gli spettatori vivi si commuoveranno, è sicuro.

Antoni è il maestro che avremmo voluto tutti.

buona (memorabile) visione - Ismaele

  

 

È un piccolo film Il maestro che promise il mare di Patricia Font. Piccolo quanto il borgo di Bañuelos de Bureba, un villaggio della provincia di Burgos situato nel nord della Spagna. Dove tutti conoscono tutti e anche l’arrivo di un nuovo maestro di scuola può causare un certo scalpore. Del resto Antoni Benaiges (Enric Auquer) ha qualcosa di diverso, di speciale. È ateo, di sinistra, non è severo. È pieno di entusiasmo e predilige bizzarri metodi d’insegnamento. Con lui i bambini si divertono, imparano, passeggiano nei boschi. Progettano persino di partire per vedere il mare. Mentre sullo sfondo inizia a profilarsi lo spettro della sanguinosa guerra civile spagnola – che di lì a pochi mesi spazzerà via inesorabile ogni traccia di candore, seminando inquietudine…

https://www.sentieriselvaggi.it/il-maestro-che-promise-il-mare-di-patricia-font/

 

Antoni prende come riferimento l’esperienza  di Célestin Freinet, pilastro della pedagogia popolare: rivoluziona il sistema scolastico locale, aprendo le porte della scuola a tutti i bambini, maschi e femmine, dando così vita alla classe mista. Egli, partendo dalle esperienze di vita quotidiana dei bambini, insegna loro concetti nuovi e fonda il suo modo di lavorare sulla laicità della scuola, rimuovendo il crocifisso dalla classe, perche la religione non va imposta.I cardini principali del suo modo d’insegnare sono l’outdoor education, in quanto promuove spesso attività all’aperto, alla scoperta del mondo circostante, e la cooperazione, in modo particolare utilizzando la tipografia a scuola per la realizzazione di quaderni scritti e stampati dai bambini, nei quali raccontano le loro esperienze, storie ed emozioni. È proprio attraverso questa attività che il maestro viene a conoscere che molti dei suoi studenti non hanno mai visto il mare: il quaderno, frutto dei racconti dei bambini, si rivelerà cruciale per la conclusione della narrazione. Da vedere, per insegnanti e non solo.

https://www.vicini.to.it/2024/11/il-maestro-che-promise-il-mare-di-patricia-font/

 

Il maestro che promise il mare, con una regia quasi invisibile ma solida quanto basta per catturare gli sguardi di Antoni e quelli dei suoi studenti in modo raro ed empatico, esorta il pubblico a una prospettiva nostalgica, malinconica e riflessiva verso il futuro. Non può esistere un futuro migliore di quello che si dipana immaginandolo davanti agli occhi dello spettatore incredulo per le vicende che animano e sconfortano la vita del piccolo paesino spagnolo. Un futuro migliore può coesistere non dimenticando le radici: questo sembra il consiglio più bello che Il maestro che promise il mare possa lasciare al suo spettatore con una dolce sofferenza mai scontata.

https://www.asburymovies.it/2024/09/19/il-maestro-che-promise-il-mare/

 

Con una cornice storica che richiama quella dell’almodovariano Madres paralelas e una trama che contiene evidenti rimandi a La lengua de las mariposas di José Luis Cuerda (bella opera del 1999, ispirata da un romanzo che si focalizzava su una vicenda simile, che non ha mai avuto una distribuzione italiana nelle sale), la regista catalana Patricia Font ha costruito una storia commovente e dolorosa, dal tratto garbato, incentrata sulla (vera) vicenda umana di Benaiges, che nell’insegnamento applicava il “metodo naturale” – agile, cooperativo e imperniato sui bisogni degli alunni – elaborato dal pedagogista Célestin Freinet, che era assolutamente contrario a qualunque forma di castigo e repressione nei confronti dei bambini, accessori ritenuti per contro imprescindibili nelle rigide procedure di formazione scolastica del tempo. Baciato da un successo inatteso in Spagna, Il maestro che promise il mare è latore di un messaggio universale sul versante didattico e mostra un’esposizione nitida, che esplicita la propria voglia di testimonianza saldando passato e presente attraverso il collante della tolleranza e del rispetto delle idee, contrapposte alla brutalità del sopruso. Un racconto di formazione che funziona bene proprio per la sua immediatezza e che in patria ha intercettato l’urgenza diffusa di far luce su un periodo la cui memoria venne seppellita insieme ai corpi di chi dissentiva. Ciò che non pare all’altezza della “missione” è invece l’estetica del film, sebbene abbia senz’altro contribuito alla sua popolarità in virtù di un’ammiccante gradevolezza.

https://duels.it/sogni-elettrici/un-racconto-di-formazione-il-maestro-che-promise-il-mare-di-patricia-font/

 

 


Nessun commento:

Posta un commento