Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
mercoledì 20 maggio 2015
martedì 19 maggio 2015
Mia madre - Nanni Moretti
Nanni Moretti ricorda la madre, gli ultimi giorni, lui è quasi solo una comparsa, non succede spesso.
è un film strano, molto più personale degli altri e però, allo stesso tempo, racconta di un'esperienza universale.
fratello e sorella accompagnano la mamma negli ultimi giorni, è un'esperienza crudele, anche se inevitabile.
sperare in un miglioramento a cosa serve, la fine è lì davanti, occorre solo aspettare, e stare male.
dopo resta un appartamento vuoto, qualche vestito e scatoloni di libri, un ricordo e un'idea.
Turturro è lì per distrarre un po' dalla fine, ma è un gioco di citazioni, e poco più.
la fila fuori dal cinema (ormai chiuso) è davvero bella.
non è un film straordinario, ma merita la visione - Ismaele
Margherita è separata, ha una figlia adolescente che frequenta malvolentieri il liceo classico in ossequio alla tradizione famigliare impressa dalla nonna (insegnante di latino e greco), ha un amante, attore nel film impegnato, mollato all'inizio delle riprese, e una vita confusa, solitaria e complicata. La concentrazione, richiesta per girare un film così difficile, tutto spostato verso il lato pubblico e politico, è minacciata dalle istanze del privato e dall'ombra sempre più densa della possibile morte della madre che la costringe a un confronto difficile e doloroso, soprattutto con se stessa e con il fratello Giovanni, un ingegnere posato che si è preso un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire la madre malata di cuore, ricoverata con poche speranze in un ospedale della capitale.
Mia madre è un film profondo e sincero, tanto da essere quasi crudele per il lavoro che compie di scavo ineluttabile e autentico…
In "Mia madre" è netta l'autocritica di Moretti, che non si risparmia niente come uomo e come regista. Sono severe le accuse di egocentrismo che si rivolge, per tramite di quanto viene rinfacciato a Margherita dal proprio compagno. Come regista, l'autocritica è imbevuta di autoironia. Sempre a Margherita, Moretti affida alcune idiosincrasie, come il tormentone di raccomandare agli attori di "mantenere l'attore accanto al personaggio"; a un certo punto Margherita sbotta, urlando ai collaboratori che avrebbero fatto male ad assecondarla: "Un regista è uno stronzo, cui permettete di fare tutto!"…
È un mondo stanco, e senza più speranza (sempre che l’abbia mai avuta), quello raccontato da Nanni Moretti in Mia madre. Un mondo in cui l’arte e il sapere sono appigli per la memoria, ma non hanno più un reale senso nell’esistente. Melville/Piccoli trovava una spinta inattesa nel riscoprire l’odore del palco teatrale, prima di ripiombare nel gorgo di una carica insensata, vuota, apparente. Margherita non vive sul set, né per il set; sua madre, che è stata professoressa di latino, non trova soddisfazione alcuna nei discorsi degli infermieri. In ospedale si sta instupidendo. A cosa serve il latino, chiede la quattordicenne figlia di Margherita, con il tre fisso in pagella? Alla struttura logica, è l’unica risposta che riesce a darle la madre. Ma che valore può avere una struttura logica in un mondo che non la persegue?...
lunedì 18 maggio 2015
No habrá paz para los malvados - Enrique Urbizu
una storia di vendetta, dove il poliziotto deve andare oltre la legge per fare giustizia, una storia vista tante volte, ma Santos Trinidad è davvero convincente.
mai passato in sala, da noi, avrebbe fatto la sua figura, meno male che si riesce comunque a vedere.
cercatelo, non ve ne pentirete - Ismaele
domenica 17 maggio 2015
Drak sa vracia (The Return of Dragon) – Eduard Grecner
per farsi accettare si offre per una missione rischiosa, quella di salvare il bestiame di tutto il paese da un incendio.
anche Simon, il marito della “sua” donna si offre per la missione, anche per controllare Dragon.
There's not a lot of dialog, and the narrative relies a lot on its visuals and sounds. The film is shot almost entirely with a large telephoto lens, which has the mystical depth-of-field effect of isolating the characters, while blurring out their surroundings. It gives the picture an epic feel, and also hides any imperfections in the low budget sets that might otherwise be revealed. Even the action scenes are shot this way, and there is an astonishing sequence in the second act of the film, where Dragon and Simon grudgingly work together to lead the village's herd of cattle through a forest engulfed in flames, across a river, and then over a mountain pass...
About the director:
Slovak film director Eduard Grecner, who was born in Czechoslovakia in 1931, has a special place among the “Slovak New Wave” film directors. Grecner studied dramaturgy and script writing at the well-known Film and TV school in Academy of Performing Arts (FAMU) in Prague. After his initial work with Štefan Uher, Grecner made his mark as a proponent of the so-called ‘intellectual’ film, the antithesis of the socially critical film. Grecner’s great role model was Alain Resnais, a young French filmmaker who introduced the idea of film as a labyrinth in which meanings are created not by linear stories, but by complex configurations of various layers of time, thus differentiating film from both literature and theater.
sabato 16 maggio 2015
Linha de passe – Walter Salles, Daniela Thomas
il film racconta qualche mese della loro vita, a San Paulo, sull'orlo dell'abisso.
tutti cercano una via d'uscita, il calcio, la religione, un lavoro, l'autobus, salvezza e redenzione non sono facili, anzi.
non adatto per quelli che pensano, con Pangloss, che questo è il migliore dei mondi possibili.
da noi non è mai apparso in sala, e come per tutti i film di Walter Salles, anche in questo casoè un film che merita, cercatelo - Ismaele
La linha de passe, la linea di passaggio è quel limite astratto che prima o poi tutti dobbiamo valicare se vogliamo che la nostra vita cambi. E' la linea della consapevolezza, del sogno realizzato o infranto, dell'esperienza che ti segna, è uno di quei momenti notevoli che in qualche modo, una volta superati, ci rendono più maturi, ci cambiano per sempre. La linha de passe è un rigore per Dario, è la nuova sfida con la Fede di Dinho, è la maturità raggiunta attraverso gli errori di Denis, è l'autobus guidato di Reginaldo, metafora del ricongiungimento paterno. Nessuna vicenda si conclude nel film, tutto è sospeso, i ragazzi hanno appena messo il piede sulla linea, senza superarla. Tutto può ancora succedere, nel bene o nel male. La loro madre sta per partorire. Noi non lo sappiamo, ma domani tutto accadrà, una nuova vita che nasce, 4 vite che, forse, sono destinate a rinascere ancora.
Convincente la cartolina della metropoli brasiliana che fa da sfondo alle vicende che con i minuti crescono d’intensità fino a sfociare in un finale evocativo dove si mostra poco e si lascia spazio all’immaginazione, per quanto molto si intuisca comunque.
Con ogni probabilità qui qualche frangente è un forzato, vedi il bambino che guida a tutta velocità la corriera quasi come per voler raggiungere una vita diversa, e il cerchio viene chiuso in maniera abbastanza convincente, ma non fino al punto di diventare qualcosa di più importante…
venerdì 15 maggio 2015
Verginità indifesa (Nevinost bez zastite) - Dusan Makavejev
giovedì 14 maggio 2015
Leviathan – Andrey Zvyagintsev
un film
che è contro il Potere, e per questo il Potere non lo vede di buon occhio.
la
Russia è una giungla dove vivi se qualcuno vuole, il capitalismo selvaggio e
l'uso violento della forza schiacciano quelli come Kolya (e Lylia e Roma, di
conseguenza), un povero Sisifo, che la Chiesa, altro Potere, destina al ruolo
di Giobbe, bisogna sopportare, i disegni di dio sono imperscrutabili.
Kolya non ci crede, sa che i disegni sono del
sindaco, un bandito, che vuole usare la terra di Kolya per una società metà
pubblica metà privata (quante volte è la formula per una rapina?).
la speranza non esiste, nessun lieto fine, e la
vodka è un altro protagonista del film
il film è girato a Teriberka (qui e qui, non
lontano da Murmansk), vicino al Mare di Barents.
quando ho letto del film la prima volta ho
pensato a "Le armonie di Werkmeister", di Bela Tarr, ma è una falsa
pista.
una cosa in comune hanno i due film, sono da non
perdere assolutamente - Ismaele