mercoledì 25 ottobre 2017

La battaglia dei sessi - Jonathan Dayton, Valerie Faris

altro tocco di palla, nel 1973, rispetto a quello che si vede oggi, altri stili, altri effetti.
Emma Stone e Steve Carell sono perfetti nei loro ruoli, il film non altrettanto, ma si lascia vedere davvero bene.
Billie Jean King è davvero determinata, con tutte le sue debolezze, ma sa che cosa è giusto e quanto bisogna combattere e soffrire per ottenerlo, Bobby Riggs è uno sbruffoncello, uno così divertente e simpatico che tutti vorremmo come amico.
comunque facevo il tifo per Billy Jean, al cinema.
è la storia epica di un combattimento per l'uguaglianza, a colpi di racchetta, senza morti e feriti, meno male, anche questa è civiltà.
buona visione - Ismaele


qui la storia vera




Assistiamo alla straordinaria storia di una continua lotta per la rivendicazione di una parità di genere etero e omosessuale, dove un’esponente dello sport ci mette la faccia, rendendosi paladina di questa passionaria battaglia. Emma Stone si impegna nel non sfigurare al fianco dell’istrionico Steve Carell che come Bobby Riggs é uno showman che buca lo schermo, cercando di offuscare la campionessa bruttina con gli occhiali. Eppure pur essendo nemici sul campo, i due sportivi si sono sempre rispettati tanto da diventare amici fuori dai campi da gioco.
I registi Jonathan Dayton e Valerie Faris sono stati in grado di svolgere un lavoro elaborato nel saper dosare il tema sportivo con quello sentimentale, tematiche che si intrecciano nelle vite dei due protagonisti, iconici. Un’attenzione minuziosa é dedicata ad ogni piccola caratteristica della pellicola che é stata girata su bobbine da 35mm con ottiche tipiche degli anni settanta.

realizzare un prodotto dall’estetica raffinata e dal cuore militante non è sempre semplicissimo. La commedia non è affatto uno scherzo. Il biopic forse ancora meno. Il film invece ricostruisce con esattezza l’evento simbolo di questo scontro tra sessi non dimenticando di far ridere con la dimensione eccessiva, esagerata e da grande show, che accompagnò al tempo la manifestazione. Un tocco kitsch che la pellicola fa suo giocando con la paradossale personalità di Bobby Riggs (Steve Carrel), noto manipolatore, eccentrico e giocatore d’azzardo e divertendosi a mostrare tutte le stereotipizzazioni tipiche del grande spettacolo americano. Una contrapposizione che sembra funzionare ieri come oggi. Riggs è l’heel (il cattivo del wrestling ndr) del campo da tennis, scorretto, esagerato, eppure estremamente divertente. King è la faccia buona e corretta, l’eroina, il personaggio alla ricerca di se stessa e della propria identità sessuale. Di lì a poco ci sarebbe stato persino il suo coming out.

...Appagante sotto ogni punto di vista e capace di generare nello spettatore diversi spunti di riflessione, La Battaglia dei Sessi riesce con delicatezza e raffinatezza a trattare temi delicati, come la scoperta della propria omosessualità, o la diseguaglianza tra uomini e donne. Temi universali, che ancora, a distanza di quarant’anni, rimangono attuali e difficili da abbattere. La pellicola è una lotta ideologica trasposta sul grande schermo che riesce a mantenere la fedeltà grazie ad uno script che si sviluppa sequenza per sequenza, catapultando lo spettatore negli anni ’70.

L’approccio è snello, ricreare la patina da anni settanta è un gioco da ragazzi, la battaglia per la parità sessuale entra subito nel vivo lottando con il sorriso, accusando disfunzioni nel ritmo, mitigate da un ricettacolo cadenzato su due traiettorie, in grado di destreggiarsi tra pubblico e privato.
Nel primo caso è un crescendo di toni fino ad arrivare alla grande sfida che sciorina cinque minuti di tennis senza bisogno di ricorrere a elementi di sostegno. Nel secondo sfodera le sue armi migliori per avvalorare la sua poetica, tratteggiando i due contendenti raffiguranti due modi di pensare e agire…

2 commenti:

  1. l'ho visto qualche giorno fa al cinema, e mi è piaciuto
    me lo aspettavo più polemico, invece è tutto sommato garbato, e molto meno femminista e più tennista come film, comunque apprezzato, molto molto apprezzato

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