non è imperdibile, ma merita la visione - Ismaele
Tre Film Al Giorno, Tre Libri Alla Settimana, Dei Dischi Di Grande Musica Faranno La Mia Felicità Fino Alla Mia Morte. (François Truffaut)
giovedì 19 luglio 2012
Pulsar – Alex Stockman
non è imperdibile, ma merita la visione - Ismaele
mercoledì 18 luglio 2012
Ko to tamo peva - Slobodan Sijan
il personaggi e le situazioni sono comiche, grottesche e tragiche insieme, e la musica è bellissima.
lo sceneggiatore è Dusan Kovacevic, che ha lavorato in "Underground" (nel film c'era un'idea, non realizzata, poi ripresa nel film di Kusturica), e ha lavorato anche a questo film
non perdetelo, non ve ne pentirete, promesso - Ismaele
lunedì 16 luglio 2012
Alle anderen – Maren Ade
film prescindibile, per i miei gusti - Ismaele
domenica 15 luglio 2012
Il giorno dei trifidi (L'Invasione dei Mostri Verdi) - Il giorno dei trifidi (L'Invasione dei Mostri Verdi)- Steve Sekely
buona visione - Ismaele
Tanto bello e appassionante mi è risultato il libro di John Wyndham ( tra l'altro letto qualche annetto fa ), quanto modesto e noioso mi è parso il film. Tralasciando la banale interpretazione degli attori, è proprio nella sceneggiatura e nella quasi totale assenza di suspence che il film presenta le maggiori lacune. Insomma stiamo parlando di fantascienza, se mentre la guardi ti si chiudono gli occhi dal sonno ( o meglio dalla noia ) probabilmente c'è qualcosa che non va.
Unica nota dolente del film è un finale sin troppo religioso. Infatti tutti i sopravvissuti, come in una processione, camminano su una scalinata per raggiungere una chiesa e ringraziare così il loro Dio per averli salvati. Non che abbia nulla contro le processioni, ma volendo ci si può anche passar sopra, tenendo pure conto dell'epoca in cui il film è stato girato...
Sicuramente un buon b-movie, sebbene non sia uno dei più conosciuti. Meriterebbe una minima rivalutazione. Ma non lo dico come Tarantino con Alvaro Vitali e la Fenech.
Un soir, un train (Una sera... un treno) - André Delvaux
un film ricco di simboli e di riferimenti, ci sono i fiamminghi e i valloni
in conflitto, Yves Montand è un professore
di linguistica che non comunica e non capisce, Anouk Aimée è una
francofona in una terra ostile, e fin qui uno dice, niente di che, ma nella
seconda parte Yves Montand ha un sogno/incubo che è eccezionale, da mille
punti di vista.
e secondo me, a Fabrice du Welz, prima di
"Calvaire", questo film di André Delvaux ha detto qualcosa.
un film che merita, e molto - Ismaele
Un professore una sera prende un treno e arriva in un paese fuori dal
tempo.
Mathias, professore in un'università belga, vive da tempo con una francese
di nome Anne e con lei sta lavorando all'adattamento teatrale di un'opera
fiamminga che ha per soggetto il ruolo dell'uomo nella società. Dopo un breve e
banale litigio, il professore si trova in un luogo al di là della vita e della
morte.
… On ne sait pas où Delvaux veut nous emmener, et
c'est là la principale qualité du film. Il nous fait toucher la texture de
l'inconscient tout en restant dans le "probable", sans tomber dans le
fantastique pur. Le monde décrit est celui intérieur de Montand, fait de
souvenirs, de frustrations, de non-dits, de fantasmes, mélange d'ambiance
"cabaret allemand" (le gars évoque son passé de militaire pendant la
guerre) et de désespoir glacé, de pulsion sexuelle et de frustration. Tout
tourne, en tout cas, autour de l'incommunicabilité, et de cette scène
inaugurale de dispute amoureuse. On comprendra sur la fin le pourquoi de ce
bizarre maelström... Il y a là-dedans des tas d'idées vraiment originales, avec
comme point d'orgue une scène de danse en duo qui fait froid dans le
dos. Delvaux maîtrise brillamment ses rythmes, sachant étirer certaines
scènes a priori banales pour mieux monter brusquement une scène forte et
effrayante. Eminemment belge dans son atmosphère, même si ça ne veut pas dire
grand chose d'autre que "étrange", son film est touchant et
intelligent, et sait nous caresser dans le mauvais sens du poil. Je n'en
demandais pas plus. Un moment unique, en tout cas.
…the director
evokes the world of his namesake Paul Delvaux. In his canvasses Delvaux
obssesses about empty nocturnal train stations shining in moonlight and archaic
vistas decorated with owl-eyed alabaster nudes. In all his paintings there is a
feeling of people and time waiting portentously for things to happen.
The mood extends to the three strangers as they wander through the illuminated
empty terraced streets. Finding a cinema they sit impassively through a
bizarre and disturbing film depicting floating bodies suspended in mid air.
Then gaining directions from a man speaking in an alien tongue, they find their
way to a busy back-street hotel restaurant. Here they encounter the enigmatic
Moira...
Mathias, professeur de linguistique en Belgique
flamande, vit avec Anna, créatrice de costumes pour une petite troupe de
théâtre, qui se sent perdue dans ce pays qui n’est pas le sien. Alors que
Mathias doit partir pour une conférence, ils se disputent et se séparent. Plus
tard, il a la surprise de la retrouver dans le train. Un soir un train a pour thème central
l’incommunicabilité, qu’elle ait pour cause la différence de langue ou
l’indifférence et l'égoïsme. Mathias va le comprendre après un parcours initiatique
ou plutôt un passage dans un certain au-delà mais ce sera hélas trop tard.
André Delvaux crée une atmosphère fantomatique, éthérée, à la fois réelle et
irréelle, sorte de reflet exacerbé de notre monde où tout est amplifié. Belle
interprétation d’Yves Montand et d’Anouk Aimée.