una storia ambientata a Venezia, uno scrittore in crisi (André Dussollier) cerca casa e l'agente immobiliare (Carole Bouquet) gliela trova e anche si sposano, ci sono complicazioni, una figlia sparita, un figlio (di una mamma anziana, Adriana Asti) un po' disperato, il suo unico amico è un cane, il sorgere della gelosia, i barchini in laguna corrono sempre.
forse troppe sottostorie non sono approfondite, ma il quadro è abbastanza chiaro.
buona (lagunare) visione - Ismaele
Une belle œuvre de maturité d’André Téchiné,
à qui le décor de Venise offre une inspiration pour revisiter ses thèmes de
prédilection : les tensions familiales, les transgressions amoureuses, les
doutes personnels... Moins lyrique que ses classiques des années 80-90, Impardonnables séduit et confirme que le cinéaste
reste un merveilleux directeur d’acteurs : André Dussollier, Carole
Bouquet, Mélanie Thierry ou Adriana Asti renouvellent leur art avec brio. Notre
réserve porte sur le matériau de base : un roman de Philippe Djian peu
transcendé par l’adaptation, et qui ne permet de retrouver que par instants le
romanesque et l’émotion du Lieu du crime ou
des Roseaux sauvages.
Le début, sous forme
de rencontre André Dussollier / Carole Bouquet n’est pas désagréable avec son ton
léger et son petit air de marivaudage sympathique. Mais la chape de plomb du
destin va bientôt s’abattre sur les personnages… et malheureusement sur le
film. Très vite, les protagonistes vont se multiplier, avec leurs passés
sombres, leurs problèmes et leurs souffrances. Le film, avec une maladresse
rare, va alors passer de l’un à l’autre, tout en étant vite dépassé par un
récit qui part dans tous les sens sans parvenir à échapper à un certain
ridicule. Finalement, ni les dialogues empesés, ni la réalisation disgracieuse
ne parviendront à insuffler aux personnages de ce triste Impardonnables le moindre souffle de vie ou de
crédibilité.
André Téchiné, qui nous offrit il y
a bien longtemps quelques petites merveilles (Barocco, Hôtel des Amériques), semble ne plus s’arrêter de
s’enfoncer dans un cinéma de plus en plus indigeste. Nous ne pouvons que le
déplorer… tristement impuissants!
…Diciamo che siamo in
pieno cinema francese, di quel cinema che ha una miriade di detrattori nel
nostro paese, di quel cinema non capito e per lo più odiato. Va da sé che io
non faccio parte di questa schiera negativa ma che pur essendo una grande
amante del cinema d'oltralpe non posso gridare al miracolo per questo film.
Interessante ed inedita l'ambientazione veneziana, intriganti le relazioni tra
i personaggi e anche la storia non sarebbe del tutto malvagia ma c'è un vago
sentore di qualcosa di irrisolto, di alcuni aspetti della sceneggiatura
lasciati incompiuti a favore di momenti inutilmente scavati e ripetuti. Tratto
dal romanzo omonimo ma pare piuttosto stravolto dal regista che lo ha
praticamente riscritto in fase di sceneggiatura, Impardonnables lascia anche il
dubbio su chi siano gli imperdonabili e perché. Fondamentalmente un'occasione
sprecata, una sufficienza là dove ragionevolmente poteva esserci qualcosa di
più...
Sono quei tipi di film
che scorrono lentamente e che scivolano troppo spesso nella
ripetitività,caratteristica che li contrassegna e che viene facilmente
ravvisata dallo spettatore, il quale desiste dall'interrompere la visione
perchè stuzzicato dal fascino che emanano... Eleganza che emerge dalle
ambientazioni e dal modo con cui vengono strutturati i dialoghi ed in alcuni
casi anche dal lavoro compiuto per tratteggiare la psicologia dei personaggi.
Questa, come ho
scritto in precedenza, è una pellicola che possiede tutti i requisiti per far
parte di quel genere: il luogo in cui è stata girata è particolare e suggestivo
e la trama, sebbene sia poco entusiasmante, non è da disprezzare...
Nessun commento:
Posta un commento