Fred, Antero, Mitis e Pasini sono i protagonisti diciottenni, una ragazza svedese e tre ragazzi triestini.
la regista (l'opera prima era Piccolo corpo) ci mostra le loro incomprensioni e poi le comprensioni, ed è una scoperta la loro amicizia.
dice Paul Nizan:
Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita.
e anche:
Tutto congiura per mandare il giovane in rovina. L'amore, le idee, la perdita della famiglia, l'ingresso tra gli adulti. E’ duro imparare la propria parte nel mondo.
QUI un'intervista ai quattro protagonisti
…Il suo film riesce a raccontare con freschezza e
sincerità l'universo degli adolescenti e la nascita di un rapporto di profonda
complicità, senza scadere nei cliché di tante produzioni giovaniliste.
L'adattamento scritto dalla Samani con Elisa Dondi dimostra una notevole
capacità di adeguare un racconto di un secolo fa alle dinamiche contemporanee
(il film è ambientato nel 2007, ha spiegato l'autrice , perché è l'anno del suo
diploma , dell'entrata della confinante Slovenia nell'area Schengen e l'ultimo
anno senza Facebook in Italia). Mi è anche piaciuto come affronta il rapporto
maschi/femmine senza scadere nel pistolotto femminista che ammorba ormai quasi
ogni produzione contemporanea: all'inizio quando la protagonista viene
bullizzata temevo che l'autrice avrebbe preso questa facile strada, mentre poi
lo sviluppo mi ha invece positivamente stupito per la capacità di scavare molto
più nel profondo rispetto alle prediche contro il cosiddetto
"patriarcato", senza neppure nascondere i muri e le difficoltà che la
ragazza ha dovuto affrontare al momento dell'ingresso nel contesto tutto
maschile della classe, e la forza a cui ha dovuto far ricorso per non farsene
schiacciare. Anche l'attrice e i tre attori protagonisti , scelti dopo un
casting diffuso nelle scuole superiori del Friuli-Venezia Giulia, conservano
una freschezza adolescenziale che li rende particolarmente credibili nei loro
ruoli.
…Il film è una commedia giovanile girata molto bene, in modo
coraggiosamente non convenzionale in un contesto giovanile che, al contrario,
visti anche i superficiali precedenti già girati sull'argomento, si è sempre
prestato a puerili e grossolane banalizzazioni per acchiappare consensi di
massa.
Il nuovo film della Samani invece
appare inflessibile a simili degenerate tentazioni, concentrandosi a parlare di
giovani senza inutili edulcorazioni, rifugge do luoghi comuni ma restando sul
contemporaneo e sul realistico.
Una storia di amicizia, rivalità, di primi amori, che si sviluppa
intelligentemente senza cadere nelle trappole tipiche dello spottone tipo
cornetto gelato.
Un anno di scuola si presenta pertanto come un film schietto ed
onesto, sanamente realistico, in grado di trattare lucidamente argomenti molto
rischiosi, che potrebbero degenerare in filmetti di totale inconsistenza in
zona "Tre metri sopra il cielo" o "Scusa ma ti voglio
sposare", per citarne a primo ricordo due esempi davvero tristemente
indicativi.
Tutto ciò viene saggiamente e sapientemente evitato, fornendo il film
un ritratto credibile della gioventù odierna o comunque di un recente passato
in cui gli studenti attuali sono in grado ancora di riconoscersi ed
identificarsi.
Stella Wendick, l'ottima e
tosta protagonista Fred, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno si rivelano
quattro giovani attori esordienti davvero bravi, ed una scelta oculata che contribuisce
non poco alla riuscita di questa seconda regia di Laura Samani.
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