martedì 7 aprile 2026

Miracle - Storia di destini incrociati - Bogdan George Apetri

un piccolo film romeno su una violenza carnale (su Cristina, una ragazza suora in prova) e l'indagine della polizia da parte Marius Preda, un poliziotto testardo, davvero coinvolto nella storia.

un film sorprendente con colpi di scena che non ti aspetti.

buona (miracolosa) visione - Ismaele


 

 

Un monastero perduto in mezzo alla campagna: una giovane novizia si prepara frettolosamente ad uscire dalla sua quasi clausura per recarsi in ospedale. La assiste una sua pari, che le fornisce un cellulare e un taxi che possa condurla in loco. Dopo una serie di vicissitudini la suora raggiunge la sua destinazione, e poi prende un altro taxi.

Ma stavolta l'autista si rivela un bruto, intenzionato a violarla e a farla tacere per sempre.

Il fatto viene seguito da uno zelante poliziotto, integerrimo padre di famiglia che tenta di andare a fondo della vicenda, fino a scoprire l'identità del presunto colpevole. Poi il miracolo, ed il miracolo nel miracolo che spiega ed aggiusta molte cose, rendendo giustizia alla povera peccatrice barbaramente giustiziata.

Dal gran bravo regista rumeno Bogdan George Apetri, conosciuto grazie al suo teso e torvo Unidentified, questo Miracle si fa seguire evitando, come è saggia prassi in molto cinema rumeno e in questo suo significativo rappresentante, ogni spettacolarizzazione, fino ad un finale dirompente che ricorda gli assurdi temporali del magnifico Prima della pioggia del macedone Manchevski, e che dà un senso compiuto (se così si può dire, parlando di miracoli) al titolo dell'opera notevole e difficile da dimenticare o comunque impossibile che possa passare inosservata.

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Il film tratta di una vicenda sconcertante che inizia con lo stile di un dramma personale e si evolve in un thriller non tanto per l’atto criminoso, pur sempre grave e determinante per lo sviluppo della trama della seconda parte, quanto per il rapporto che lega la vittima con chi indaga. Per questo motivo non è la solita inchiesta che scatta da parte degli inquirenti all’indomani del reato, non è un’indagine di routine come parrebbe di primo acchito, ma è la diretta conseguenza di quel legame, che causa una reazione rabbiosa e vendicativa che va oltre il consueto rito poliziesco. Due capitoli ben divisi ma connessi, interrotti e collegati entrambi dallo schermo totalmente nero all’inizio di entrambi, a dimostrazione dello stacco sia narrativo che di personaggi, alcuni dei quali, ovviamente, ricompaiono…

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Domande. Il film è pieno di domande che non trovano risposte se non nel contesto (“ma hai visto cosa c’è intorno a noi?” si continua a ripetere). Dalle istituzioni religiose (omertose) a quelle di sicurezza (innervate da istinti perturbanti con novelli Quinlan pronti a costruire prove false) sembra che né la giustizia divina né quella umana riescano a trovare la grazia di un miracolo garantendo la nascita di una nuova vita. Sino a quando Marius nella sua ambigua sete di verità arriva a sognare a occhi aperti i propri demoni riportando indietro il tempo e operando una scelta etica che spezza il flusso della violenza endemica. Il Miracolo diventa la nascita di una coscienza civile posta al di là di ogni bruttura umana che rigetti simbolicamente ogni rigurgito di passato. Insomma, con il suo terzo film Bogdan George Apetri si inscrive a pieno titolo tra i protagonisti emergenti di questa “miracolosa” generazione di registi rumeni che sta ridefinendo i confini del cinema moderno europeo.

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