domenica 19 settembre 2021

Marcovaldo (dal libro di Italo Calvino) - Giuseppe Bennati

siamo negli anni del boom economico, in una città del nord che si è riempita di manodopera arrivata dalle regioni del sud e non solo.

si trovano a fare i lavoratori precari in imprese che diventano sempre più ricche grazie allo sfruttamento degli operai.

nasce il consumismo, naturalmente a rate, come una nuova schiavitù.

il romanzo di Calvino mostra i miti di allora (non troppo diversi da quelli d'oggi), e in Marcovaldo la continuità temporale dei secoli passati, senza troppi scossoni, si rompe e appare la modernità, che ha prodotto l'oggi (possiamo dire purtroppo?).

Nanni Loy è perfetto nella sua parte (ma tutti sono bravissimi) di un uomo dei nuovi tempi a cui è impossibile spogliarsi dei vecchi abiti.

un gioiellino da non perdere, promesso - Ismaele


ps: Il frigorifero, di Mario Monicelli, ha, mutatis mutandis, molto in comune con Marcovaldo


 

 

QUI il primo episodio (su Raiplay ci sono i primi tre, i sei episodi completi si trovano comunque su youtube)

 

 


Come evidenziano i titoli di testa dello sceneggiato, il Marcovaldo trasmesso dal Secondo canale Rai tra il primo maggio e il 5 giugno 1970 è una riduzione televisiva dell’omonima raccolta di novelle pubblicata da Italo Calvino sette anni prima. Del testo originale, l’adattamento curato da Manlio Scarpelli, Sandro Continenza e dallo stesso regista Giuseppe Bennati conserva la rappresentazione in sei puntate in bianco e nero di alcuni episodi che vedono protagonista la numerosa e sempre unita famiglia di Marcovaldo, un manovale di un’imprecisata città industriale del nord Italia, che nello sceneggiato diventa Torino.

Da un libretto di poco più di cento pagine, è nata una sceneggiatura di milleduecento, che Calvino dice di aver letto tutta d’un fiato.

La versione televisiva di Marcovaldo è stata girata nei teatri di posa della città, ritenuti, all’epoca, i più grandi d’Europa.

Le musiche dello sceneggiato sono state composte da Sergio Liberovici ed eseguite dalla Traditional Jazz Studio Praha e da Silva e i Circus 2000; la sigla è cantata da Nino Ferrer e da Silvana Aliotta (Circus 2000).

Nel 1970, l’originale calviniano era già talmente popolare da essere adottato come libro di testo nelle scuole; Nanni Loy, interprete dello strampalato protagonista, inoltre, da quasi dieci anni era un volto molto familiare agli italiani.

Francesca Sammarco

da qui

 

I funghi, i reumatismi, i detersivi, il coniglio velenoso, la fermata sbagliata, Luna e Gnac, Babbo Natale, la neve… Certo non è come leggere Calvino, però Bennati ha fatto un buon lavoro intensificandone la vocazione anticonsumistica ed antimetropolitana ed affidando a Loy – magrissimo, stralunato, candido e dinoccolato - l’umile travet proto-Fantozzi Marcovaldo. Valore aggiunto l’ampliamento di personaggi secondari come la moglie Domitilla (Perego) e il caporeparto amico-rivale Viligelmo (Foà). La città è Torino, nel romanzo mai nominata ma assai intuibile.

da qui

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