domenica 15 dicembre 2019

Svegliati e uccidi - Carlo Lizzani

Luciano Lutring sceglie un modo veloce per procurarsi i soldi, e trova anche l'amore.
solo che non può vincere contro tutto il mondo.
il poliziotto Gian Maria Volontè (prove tecniche per i futuri memorabili ruoli di poliziotto) prova anche lui a prenderlo, ma non è facile.
non sarà un capolavoro, ma si vede ancora bene, questo film d'altri tempi - Ismaele




Interessante come un criminale di mezza tacca diviene senza volerlo il pericolo pubblico numero uno, frutto di un'attenta manipolazione della polizia con la complicità, inconscia o meno, della stampa che ne alimenta il fenomeno. Lutring si ritrova ad essere protagonista da prima pagina senza volerlo (e ciò ovviamente a scapito del "lavoro"), un classico personaggio imprigionato in un meccanismo più grande di lui e di cui non ha alcun controllo. Molto brava Lisa Gastoni.

Noir di stampo biografico realizzato da Carlo Lizzani, ispirato da allora recenti fatti di cronaca che portarono alla ribalta il personaggio di Luciano Lutring, proveniente dal ceto medio milanese e destinato, suo malgrado, a rivestire i panni di ricercato numero uno dalle forze dell'ordine. Un caso sintomatico di quanto, già in tempi non sospetti, i mezzi di comunicazione potessero influenzare l'opinione pubblica e fungere da cassa di risonanza per le gesta di un personaggio, sulla carta negativo, ma considerato dall'uomo comune alla stregua di un antieroe popolare. Attraverso un discreto mix di inchiesta e azione, dai ritmi serrati pur se dallo stile retrò e non più attuale, il regista narra l'inizio delle gesta di Lutring fino alla resa, accompagnato da un cast di buon livello nel quale spiccano Gian Maria Volonté (nei panni dell'ispettore di polizia Moroni) e l'affascinante Lisa Gastoni, vincitrice di un Nastro d'argento come migliore attrice. Avvincente e ben tratteggiato, anche se inevitabilmente datato. Atmosfere patinate enfatizzate dalla colonna sonora di Ennio Morricone, autore della canzone Una stanza vuota. Sceneggiatura di Ugo Pirro.

Un istant movie nel vero senso della parola, la storia legata a Luciano Lutring, un bandito che fece epoca negli anni ’60 e che qui vien colto nel momento del suo fulgore e quindi una storia raccontata a stretto contatto con al cronaca recente.  Lizzani  produce anche, ma ha scritto il soggetto con Ugo Pirro, che poi cura la sceneggiatura, ne viene fuori un ottimo film di azione, che descrive la crescita consumistica  di una persona che non si arrende alla mediocrità di una vita media che lo aspetta, e stimolato dall’incontro con la compagna, che lo pota ad agire in maniera irrefrenabile per ottenere quello che la vita normale non gli può dare…

A la fois plein de lenteur et de nervosité, tout en impureté et en irrégularités rythmiques, Wake up and kill puise sa stylisation dans un montage heurté et elliptique qui en appelle à la faculté du spectateur à rassembler les pièces du puzzle manquantes, à combler les trous que le cinéaste laisse volontairement dans la narration, arrêtant plusieurs fois les séquences en plein suspense pour reprendre bien après leur résolution.
De Lutring à Moroni (Gian Maria Volonte, décidément toujours parfait) – cet inspecteur compréhensif qui cherche à arrêter Lutring vivant dont on soupçonne les sentiments naissants pour Yvonne – tous restent impénétrables, protégeant leur secret intime. Seule la formidable Lisa Gastoni attendrit vraiment, dans ce rôle de femme follement amoureuse, comme sous le joug d’une malédiction ne tombant que sur des mauvais garçons, toujours dominée. Ce sentiment indétrônable et irraisonné sauve le film de la sécheresse et du nihilisme, nous surprenant à espérer une issue positive. La musique hantée de Morricone avec son piano et ses instruments imitant ironiquement les pétarades des armes à feu n’est pas sans rappeler celle d’Enquête sur un citoyen au-dessus de tout soupçon d’Elio Petri, un cinéaste dont l’univers pourrait justement s’apparenter à celui de Lizzani, en particulier dans sa propension à mettre en scène un univers urbain aux confins du fantastique, avec ses rues vidées du monde, ou le lieu désert semble épouser la solitude des protagonistes.

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