un film che non ti stacchi un momento, all'inizio sembra quasi un documentario, poi il colpo di scena fa decollare il film.
attori divertenti e bravi, sceneggiatura che tiene, ma alla fine l'onnipotenza danna gli studiosi.
non si riesce (quasi) mai a smettere quando sei imbattuto, uno vuole sempre un po' di più.
davvero una bella sorpresa - Ismaele
…quello che rimane
impresso dopo la visione sono i dialoghi, che a tratti tolgono il fiato dalle
risate, tanto per gli spunti di umorismo surreale (i latinisti benzinai) quanto
per l'ironia con cui affondano il coltello nell'assurdità della vita dei
ricercatori precari e di riflesso di una generazione (l'amarissimo finale).
L'ex-chimico Alberto (Stefano Fresi), in particolare, conquista alla prima
scena in cui appare e diverte fino all'ultima. Ci sono delle imperfezioni: a
parte lo spunto non proprio originale, un paio di battute sono un po' facili e
i personaggi secondari rimangono quasi delle idee di personaggio. Ma
complessivamente siamo su livelli che la maggior parte delle sceneggiature di
commedie italiane neanche tentano di raggiungere. Il tutto senza nessun
elemento televisivo, senza uno stereotipo, senza una scena prevedibile, si veda
ad esempio il taglio leggero e inedito con cui viene gestita l'importante
sottotrama che ha luogo nella comunità Sinti di Roma. La scelta fondamentale è
il rifiuto del conformismo speculare del moralismo e della volgarità, tipico
delle commedie italiane. Il film risulta al contrario di una freschezza rara,
in cui la critica sociale affilata e non banale e le risate continue convivono
con naturalezza.
Smetto quando
voglio" è un'opera prima notevole per divertimento, intelligenza e ritmo.
Andate a vederlo se volete essere sorpresi da una commedia italiana, o
semplicemente se volete passare due ore davvero divertenti. E se siete o siete
stati coinvolti nella ricerca universitaria, non perdetelo per nulla al mondo.
…Sydney
Sibilia, il regista, è un esordiente, giovane salernitano con in testa il sogno
del cinema. Smetto quando voglio oltre ad essere un film che
intercetta una condizione sociale diffusa, il precariato d'eccellenza, è anche
un tuffo vertiginoso nel cinema contemporaneo di genere, soprattutto americano.
Questa strana combinazione, ovvero una storia tipica della commedia italiana, certo
rivista ai tempi della crisi, messa in scena come fosse un film hollywoodiano è
il suo elemento di originalità.
Per essere all'altezza di questo mandato, ed evitare la figuraccia del "vorrei ma non posso", Smetto quando voglio garantisce sin dalle prime inquadrature aeree su di una Roma notturna, che a momenti sembra la Los Angeles, una qualità rilevante. Parliamo della fotografia (una color correction tipo "flou pop", acida e satura), degli effetti speciali (misurati), della regia fresca, del montaggio ritmato e vivace. C'è inoltre un lavoro piuttosto riuscito sui personaggi, ben caratterizzati, soprattutto quando si pesca nel coro, nella banda, nelle seconde linee…
Per essere all'altezza di questo mandato, ed evitare la figuraccia del "vorrei ma non posso", Smetto quando voglio garantisce sin dalle prime inquadrature aeree su di una Roma notturna, che a momenti sembra la Los Angeles, una qualità rilevante. Parliamo della fotografia (una color correction tipo "flou pop", acida e satura), degli effetti speciali (misurati), della regia fresca, del montaggio ritmato e vivace. C'è inoltre un lavoro piuttosto riuscito sui personaggi, ben caratterizzati, soprattutto quando si pesca nel coro, nella banda, nelle seconde linee…
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