domenica 31 maggio 2026

Fine di una storia - Neil Jordan

tratto da un romanzo di Graham Greene (pubblicato un paio d'anni prima di Jules e Jim) , è una storia d'amore con tre bravi attori, Julianne Moore, Stephen Rea e Ralph Finnies, durante la seconda guerra mondiale, a Londra, quando le bombe tedesche non erano uno scherzo (mica come i droni russi in Europa, che sono ucraini, quasi sempre).

i tre, che sono amici, vivono una situazione ambigua, loro due amici, ma entrambi legati a Sarah, il marito e l'amante.

Neil Jordan è bravo, come sempre, a filmare una storia complicata.

buona (tormentata) visione - Ismaele


 

 

Londra, 1939. L’attraente scrittore Maurice Bendrix (Ralph Fiennes) conosce casualmente Sarah Miles (Julianne Moore), donna affascinante sposata al monotono ministro degli affari interni Henry Miles (Stephen Rea), oggetto d’indagine da parte di Bendrix per il nuovo romanzo. Maurice e Sarah intraprendono presto una coinvolgente relazione adulterina: l’amore si alterna alle bombe della guerra; le menzogne passano inosservate al marito, consapevole di vivere un rapporto coniugale convenzionale e trascinato stancamente da anni. Maurice e Sarah si separano definitivamente nel 1944, in apparenza per ragioni inspiegabili. Quando Maurice incontra Henry dopo due anni, rientra nella vita della coppia e si affida a un detective (Ian Hart) per scoprire “il segreto” di Sarah…

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Ancora una volta l’interpretazione di Julianne Moore è strepitosa, anch’essa nominata agli Oscar, e Ralph Fiennes non le è da meno, perfetta incarnazione di un uomo combattuto tra l’amore e i sensi di colpa. Al loro fianco bravo anche uno degli attori fissi del cast dei film del regista irlandese, il quasi immancabile Stephen Rea, nei panni del marito consapevole e taciturno. Film, come d’altronde il romanzo, intenso e commovente, drammatico e sofferto, ottimamente interpretato.

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E' un film che cerca di tagliare col bisturi questioni profonde e delicate, e ci riesce discretamente. L'intera trama oscilla continuamente tra fede e rifiuto di Dio, tra perdizione e salvezza, tra desiderio di abbandonare il peccato e incapacità di farlo. Anche il personaggio del prete che non riesce a vivere in castità ricorda questa aporia. Lo stesso Greene aveva vissuto una relazione extraconiugale, e probabilmente cercò di rappresentare in questo romanzo i conflitti interiori che lo crucciavano.
In generale, Neil Jordan gira un buon film sentimentale e introspettivo, che per stile ricorda vagamente il noir. Non tutto è perfetto (come i non sempre chiarissimi salti temporali), ma in complesso il regista direi che ha superato la prova, rivelandosi abbastanza attento e delicato per inscenare situazioni e questioni complesse. Ho trovato bravi i due protagonisti, specialmente Ralph Fiennes, il quale ha certe espressioni che esprimono l'inesprimibile a parole. Da guardare col cuore e con la testa.

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