mercoledì 5 novembre 2014

Il dubbio - John Patrick Shanley

ci sono molti motivi per vedere questo film, provo a dirne qualcuno:
si tratta un conflitto all'interno dello stato più antico del mondo, quello che si interessa delle anime, dicono,
il momento storico del film è quello di passaggio fra un'epoca e un'altra,
ci sono dei dubbi, e troppe certezze che non si sbriciolano,
la sceneggiatura è perfetta, un meccanismo a orologeria che non lascia scampo,
e se tutto questo ti sembra poco, sappi che recitano due attori che sono già nella storia del cinema, e qui, insieme, sono uno spettacolo.
vuoiti bene, se non l'hai ancora visto non perderlo, non resterai deluso, promesso - Ismaele








Il film è molto bello proprio perché fa capire come sia facile sospettare, e leggere ogni azione come conferma di un sospetto, quando a suffragare il dubbio sia la differenza tra visioni diverse della fede e dell'educazione, financo una certa antipatia personale. E come il ruolo di educatore e la vicinanza con i ragazzi - indispensabile per seguirli e comprenderli, per difendere i più deboli e aiutarli ad affrontare la vita - possa facilmente scivolare in rapporti troppo personali, troppo affettuosi. 
Ed è estremamente significativo che proprio dalla cultura americana, attraversata drammaticamente in anni recenti dal fenomeno degli abusi sessuali di una piccola parte del clero, sia venuta una riflessione così attenta, così profonda, sul tema del sospetto e della denuncia, che ne rivela la complessità e, insieme, la difficoltà di chiarire e di raggiungere la verità. 
È un film che invita a controllare i sospetti, a passarli a un severo vaglio di coscienza, in modo da purificarli da antipatie personali, competizioni, divergenze nel modo di concepire il lavoro e la missione religiosa, perché arrivare alla verità è un risultato purtroppo difficile da raggiungere su questioni così spinose. Ed è facile rovinare delle vite, e al tempo stesso danneggiare la Chiesa, pur di credersi nel giusto.

…la ragione d'essere della versione cinematografica del "Dubbio" è lo straordinario contributo offerto da tutto il cast.
Da una Viola Davis che nella sequenza che la vede protagonista riesce a tenere testa a Maryl Streep ad una Amy Adams lontana anni luce dalle carinerie di "Come d'incanto" e di notevole espressività, fino al magistrale duello Philip Seymour Hoffman/Maryl Streep, che giganteggiano che è uno spettacolo. La candidatura agli Oscar per tutti e quattro (l'immensa Maryl Streep è stata inserita nella cinquina delle protagoniste, gli altri nelle categorie di non protagonisti) più che giusta è sacrosanta.
Un vero e proprio manuale di recitazione.

Doubt. It is the subject of the sermon Father Flynn opens the film with. Doubt was coming into the church and the United States in 1964. Would you still go to hell if you ate meat on Friday? After the assassination of Kennedy and the beginnings of Vietnam, doubt had undermined American certainty in general. What could you be sure of? What were the circumstances? The motives? The conflict between Aloysius and Flynn is the conflict between old and new, between status and change, between infallibility and uncertainty. And Shanley leaves us doubting. I know people who are absolutely certain what conclusion they should draw from this film. They disagree. "Doubt" has exact and merciless writing, powerful performances and timeless relevance. It causes us to start thinking with the first shot, and we never stop. Think how rare that is in a film.

il film riesce a risolvere brillantemente i problemi che spesso il teatro filmato si porta con se. Ci riesce grazie alla bravura degli attori, che riescono a non essere assolutamente pesanti e tediosi come i tanti prelati che ci propinano ultimamente su tutti gli schermi, ed a una sceneggiatura di ferro, così solida da potersi permettere l’altro raro lusso di non doversi poggiare su allusioni o facili metafore dell’attualità…

…Il Dubbio non è quindi il film del secolo ma grazie alla sua camaleontica capacità di passare da thriller psicologico a film di riflessione, nonché grazie a una buona immagine e a una davvero ottima prova degli attori non ci sarebbero ragioni per non sedersi di fronte allo schermo e dubitare con i protagonisti…
da qui

4 commenti:

  1. Un film che avrei dovuto vedere, hai risvegliato la mia memoria svogliata. E la tua recensione un incentivo doppio. Grandi attori, tra i miei preferiti.

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    1. e non te ne pentirai, stanne sicura.

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  2. Dato l'argomento del film, ma... non mi pento assolutamente e ti sfido a non assolvermi :)
    Non sono di parte a dire che Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman sono "perfetti", come tutto il cast. Ed alla fine anch'io sono rimasta "nel dubbio". Le Verità di Ismaele: non perdetevelo!

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  3. "Verità di Ismaele" mi ricorda "Parola di Quelo" :)

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