lunedì 20 maggio 2013

Jagten (Il sospetto) – Thomas Vinterberg

una sceneggiatura senza tempi morti, attori all'altezza, e oltre, una storia che capita sempre agli altri, nella quale la cosa più facile è accusare, poi si vedrà, peccato che certi non resistono e si ammazzano prima.
il titolo originale, "La caccia", rende meglio, ma questo passa il convento.
un film che fa soffrire, ma è imperdibile, sicuro - Ismaele




Il sospetto è un film straziante, senza dubbio, bello e reale come piace a me, e tocca tutte le conseguenze che ricadono sul protagonista di un'accusa del genere. Non solo Lucas, ma anche Marcus, suo figlio, viene gettato nella vortice della colpevolizzazione, anche se si ribella con calci e pugni e urla il suo disprezzo sia alla famiglia della bambina sia agli amici che hanno abbandonato suo padre - solo il suo padrino aiuterà lui e Lucas in tutto e per tutto…

Tutta la storia è narrata dal punto di vista personale del protagonista: lo spettatore assiste, con la stessa incredulità e rabbia, alla progressiva demonizzazione di una persona che alla fine è costretta, pur di sopravvivere, a scendere sullo stesso piano dei suoi carnefici: l'ostilità della gente e l'enorme rabbia repressa faranno diventare Lukas un uomo violento e disperato, capace di sfidare da solo l'intera comunità che fino al giorno prima lo considerava un fratello, al quale poter affidare senza pensieri i propri figli.
Seppur angosciante e crudo, 
Il sospetto è un film straordinario per emotività e presa sullo spettatore. La morale è chiara: in questo mondo (specificatamente quello occidentale, ricco e opulento come la democraticissima Danimarca) dove dominano l'apparenza e l'ipocrisia, ogni regola di civile convivenza può essere sovvertita dalla paura e dalla viltà. E quello che è successo a Lukas può succedere a chiunque,  perchè l'egoismo e la volontà di 'sbattere il mostro in prima pagina', la voglia di trovare un colpevole a ogni costo pur di mettere a tacere scomode verità, fanno tristemente parte della società moderna…

Lucas lavora in un piccolo asilo di un non meglio precisato piccolo paese nordico, danese per la precisione.
Un giorno, per semplice ripicca, una bimba lo "accusa" di averla molestata.
Lucas è innocente.
Sarà un inferno.
Raramente ho fatto così fatica nella visione di un film.
Un malessere incredibile -un misto di rabbia, speranza, incredulità, tristezza- mi ha accompagnato fino, e ben oltre, i titoli di coda.
Il problema è che sto film è perfetto, c'è poco da dire

En síntesis, un filme realmente impactante, tenía muchas ganas de verla y no me ha defraudado. Un filme imperdible y necesario también, para recordarnos eso que tanto se nos olvida a veces, de caminar un kilómetro en los zapatos de la otra persona para entenderla. Un filme lamentablemente que muestra una situación muy real y actual, tan real que asusta, con un ritmo que va en aumento de forma imparable y te atrapa hasta no  soltarte y golpearte. Un nuevo experimento sobre las volubles e interesantes reacciones masivas del ser humano. Y con un excelente  final, que hace honor al título del filme. Muy recomendada.

The power of this movie lies in its closely observed, beautifully acted scenes of apprehension and concern.  The young actress who plays Klara, Annika Wedderkopp, delicately portrays a child who lies, becomes confused, tries to protest her innocence, simply can't remember, but only knows she's lost her friend.  And Mads Mikkelsen is typically superb as Lucas, playing so far within himself one almost forgets his impressive physicality...

4 commenti:

  1. Hai ragione, un film imperdibile, il picco di Vinterberg assieme a "Festen". Lui, poi, è un regista che mi ha deluso poco, forse soltanto con "Le forze del destino", ma è il miglior "allievo" di dio von Trier, c'è poco da fare.

    RispondiElimina
  2. non ho visto "Le forze del destino", ma "riunione di famiglia" sì, una cagata pazzesca, per i miei gusti.
    ma l'ultimo film è grandissimo, senza se e senza ma.

    RispondiElimina
  3. Ciao Ismaele, complimenti per il blog! Ho dato un'occhiata veloce, ma è interessantissimo. Mi sento così ignorante, non ho visto quasi niente di tutto ciò che parli purtroppo... questo invece l'ho visto e anche per me è un film immenso, potentissimo. Niente fronzoli, niente poesia, solo una cruda realtà raccontata in modo intenso e sincerò! Mikkelsen straordinario!

    RispondiElimina
  4. benvenuto anche a te e grazie per i complimenti, li ricambio

    più film vedo più capisco quanti me ne mancano, quindi sono più ignorante io:)

    de "Il sospetto" se ne può solo dire bene, in certi momenti è così intenso e vero che sembra un documentario, ed è un complimento, naturalmente.

    RispondiElimina