venerdì 17 agosto 2018

Il tiranno Banderas - José Luis García Sánchez

l'ultimo film di Gian Maria Volonté è un film non eccezionale, che diventa da vedere obbligatoriamente, per causa sua.
lui non interpreta, lui è il tiranno Banderas.
ogni gesto, ogni espressione, ogni movimento, ogni parola è un capolavoro dell'attore.
vedere per credere, con Gian Maria Volonté non è mai tempo perso - Ismaele








…gli attori non sono sempre eccellenti, fatta eccezione per la performance di Volonté, di cui non si discute proprio, anche solo per la superlativa gestualità; non interpreta Banderas … è proprio lui in persona. Come già accennato anche l'interpretazione di Ana Belen merita. Oltre a questo il livello del film è tenuto alto dai costumi di Andrea D'Odorico e dalla fotografia di Fernando Arribas. Poco di buono si può dire invece della sceneggiatura di Rafael Azcona e José Sànchez – liberamente ispirata da un capolavoro del '900 – nessuno dei personaggi evolve, ed è un vero peccato perché l'intera storia comincia prima e finisce dopo un evento carico di speranze, opportunismi ed emozioni come solo una rivoluzione può essere. Solo il personaggio di Volonté ha una sua profondità – merito senz'altro dell'attore, noto per la creatività; tutti gli altri invece sono estremamente piatti.

Ultimo film interpretato da Gian Maria Volonté, il cui genio è stato riconosciuto persino da maestri del cinema come Ingmar Bergman; morirà l'anno dopo durante le riprese de Lo Sguardo di Ulisse, sappiamo che rinunciò a parti che avrebbero potuto renderlo ricco e portarlo agli altari del cinema mondiale, preferendo sempre quelli che gli piacevano soprattutto per il messaggio politico e sociale. A prescindere dalla sceneggiatura dava ai personaggi da lui interpretati delle modifiche in corso d'opera che soddisfacevano a pieno i registi, tanto che definirlo solo attore sarebbe riduttivo. Per tanto ci piace pensare a Tiranno Banderas come il suo testamento, un messaggio nella bottiglia di quasi 20 anni fa, che visti i tempi sembra essere stato spedito ieri.
da qui  

dice il regista:
"Fue un trabajo duro y complicado, pero hubo algo que lo facilitó: que Gian Maria Volonté entendió a la perfección qué es el esperpento y que éste requiere una interpretación de carácter expresionista. Volonté es un actor expertísimo, que domina los géneros del grotesco italiano y no le fue difícil lograr esta exageración contenida. Además se enamoró literalmente de Valle Inclán"

Tanta crudeltà gratuita, poco pathos; la storia è un po' troppo romanzesca e poco concreta. Volontè stesso, qui al suo ultimo film prima della prematura scomparsa, appare stanco ed annoiato dal personaggio che interpreta. La storia è decisamente poco fantasiosa e quello che dovrebbe essere il colpo di scena finale è soltanto quanto di più prevedibile potrebbe accadere: si fiuta fin dall'inizio del film, e soprattutto lo chiude, senza ulteriori spiegazioni o sviluppi. Trascurabile.

Nessun commento:

Posta un commento