lunedì 6 luglio 2015

Arcana - Giulio Questi

un film unico, fra De Martino e Buñuel.
una Lucia Bosè bravissima, a fare la "maga", per tirare avanti, dopo che il marito, operaio, è morto lavorando sottoterra, durante la costruzione della metropolitana.
e il figlio ha dei poteri, e costruisce opere che appende in tutta la città, e ha un rapporti simil-incestuoso con la madre.
e c'è un violino che ti cattura, e un asino, e sulla porta c'è scritto Tarantino.
un film così non si vedrà mai più al cinema, datti da fare, è un piccolo capolavoro, imperfetto e meritevolissimo, non trascurarlo - Ismaele 




QUI il film completo



Arcana, anno 1972, film-maudit e dunque diventato leggendario, circolato pochissimo allora e subito ingoiato da un buco nero. Scritto da Questi con Kim Arcalli, e oggetto cinematografico indefinibile. Cinema sociologico, etnografico, politico. Ma ingabbiato nei modi del genere horror-fantastico. Con anarchismi, follie, surrealtà tra Buñuel (l’ultima parte deve moltissimo aL’angelo sterminatore) e Marco Ferreri. Anche, con quel che di laido, sordido, morboso, malato, perverso così anni Settanta. Qualcosa che oggi non sarebbe non solo irrealizzabile, ma nemmeno pensabile…

Film dimenticato e pressoché introvabile, di cui ho visto una versione mutilata di ben 26 minuti, che mi ha lasciato l'amaro in bocca e l'impressione di avere assistito a scaglie lampeggianti di un'opera maestosa, insinuante e profonda, con pochi eguali nel cinema italiano. E' l'ultimo film prodotto dalla coppia illuminata formata da Giulio Questi e Franco Arcalli, favoloso sceneggiatore e montatore (collaboratore anche di Antonioni, Bertolucci e la Cavani). I due film precedenti della coppia, "Oro Hondo" (Se sei vivo spara) e "La morte ha fatto l'uovo", sono due cult universalmente riconosciuti. Questo film invece è sconosciuto a quasi tutti perché, all'epoca d'uscita, ha subito una distribuzione microscopica a causa del fallimento del produttore mentre erano in stampa le copie definitive. Da allora si è visto solo saltuariamente, peraltro orrendamente censurato, su reti private regionali, finché nel 2006 alla sala Trevi di Roma ne è stata proiettata una versione integrale (acciderbola l'ho saputo a posteriori!), a cui non è seguita una doverosa edizione in DVD (come già poi per gli inediti di Cavallone...che c. aspettano? pagherei oro...)…

…Numerosi i momenti di grande cinema della pellicola, tra cui va ricordato il mesmerizzante ballo rituale di una famiglia meridionale guidata dalla madre stregona, al suono di un violino ipnotico. La musica del violino, veramente impressionante, è composta da nove note ripetute all'infinito, e proviene direttamente dalla cerimonia macedone degli Anastenaridi, durante la quale gli adepti camminano sul fuoco a piedi nudi senza, inspiegabilmente, alcun danno. Durante il rituale del film, invece, un asino legato viene misteriosamente issato su una chiesa e improvvisamente dalla bocca della maga cominciano a emergere decine di rane saltellanti (che coraggio Lucia Bosé!!!), simbolo in molte culture di fertilità, rigenerazione e rinascita. Gli Aztechi, per esempio, rappresentano la rana come Tlaltecuhti, la madre terra, simbolo di morte e di rinascita. In una leggenda azteca, la rana funge da origine dell’intero universo. Infatti Quetzalcoatl (il dio serpente/uccello) e Tezcatlipoca (il dio mago/giaguaro) trovano la rana nel mare primordiale; ne dividono il corpo a metà, e con esso creano il cielo e la terra. Nelle leggende cinesi, invece, il rospo è spesso rappresentato come un mago che detiene segreti preziosissimi. Molte di esse raccontano la storia di Liu Hai e del suo inseparabile compagno, il rospo dalle tre zampe Ch’an Chu, che conosce il segreto dell’immortalità. Film colto, sperimentale per quanto riguarda lo straniante linguaggio cinematografico e realmente arcano…

Dopo la morte del capofamiglia, madre e figlio emigrati al nord riescono a tirare avanti tenendo sedute medianiche e predicendo il futuro a facoltosi clienti. I due personaggi risultano ben presto molto diversi fra loro: la madre (Lucia Bosé) conosce a fondo la magia e conscia dei suoi lati negativi, ne fa un uso parsimonioso e solo a fini di lucro. Il figlio (Maurizio Degli Esposti), un tipo smunto e solitario, al contrario finisce per abusare dei suoi poteri per scopi eversivi e antiborghesi. 
Film drammatico, originale, che esamina elementi folcloristici legati alla magia e li inserisce in un contesto politico sociale fortemente connotato. Intense e gravi le scene rituali, soprattutto quelle del figlio nella solitudine della propria stanza fra inquietanti foto di volti in bianco e nero e quella, indimenticabile, in cui Lucia Bosé vomita rane. L'ambientazione popolare e realistica rende ancor più angosciante la vicenda, angoscia ulteriormente intensificata da un montaggio frammentato e disturbante. 
Belli e non eccessivi gli effetti speciali di questo piccolo gioiello da vedere. (Fabio Meini)

…Questi non ha fatto nessun particolare balzo estremo. Già nel film del 1967 si potevano leggere critiche verso la società borghese e rappresentazioni pesantemente influenzate dai lavori buñueliani, semplicemente in quel film si faceva uso di soluzioni visive tipiche della pop-art. In Arcana i temi, o meglio la forza critica, rimangono i medesimi, semplicemente cambia il modo di rappresentarli. La storia è quella di una famiglia di emigrati meridionali che viene in quel di Milano e tenta di sbarcare il lunario, cosa ancor più difficile visto che l'uomo di casa è morto. La soluzione è la magia, la truffa e la metafisica. Ne esce quindi un discorso relativo al fatto che alla base di una cultura moderna, razionalista e borghese vi siano fondamenta magiche, ignoranti e ritualistiche esattamente come secoli fa. Nulla è cambiato, tutto si basa su profonde contraddizioni. E ciò si manifesta soprattutto al limitare della metropoli, in quartieri desolati e degradati in cui futuro e passato mal si integrano. Il modo in cui Questi decide di indagare e rappresentare questo tema è assai peculiare: il suo quadro è dipinto per metà con toni crudi e realistici e per l'altra metà Questi non dimentica la lezione surrealista e visionaria, per cui la Bosé che fa uscire dalla bocca delle vere rane è solo la punta dell'iceberg. Il regista dimostra un disinteresse programmatico verso le normali regole della narrazione e piuttosto un interesse verso il simbolo e l'immagine come veri media del significato, cioé il cinema come viatico principale di significati e controsignificati, al di là dell'ortodossa coerenza narrativa (... e qui mi viene in mente Brega..."Ah Ruggé, ma come cazzo parli?"). Certo, Questi non ha la visionarietà di Jodorowsky e di sicuro non ha la capacità (i soldi?) di tramutare l'immagine mentale in un'immagine visiva a forte impatto; la visionarietà di Questi si perde troppo spesso in un accumulo di allogorie, metafore o immagini a sé stanti che straniano per straniare e rischiano di annoiare. La durata del film non giova. Tuttavia Arcana non è un'opera involontariamente weird o stranita, la sua è stranezza artistica programmatica, tanto più affascinate oggi che siamo inondati da cultura omogeneizzata e predigerita. La volotà di scuotere occhi e menti dello spettatore c'è, l'operazione è però compiuta su piccola scala e il fallimento produttivo in itinere sta lì a dimostrarlo. Arcana non è mai decollato e ancor oggi vola undergorund. Si vede che è il destino di queste cose. Per esoteristi del cinema di genere.

Very weird supernatural horror movie by the maker of Death Laid an Egg. A woman is exploiting a large group of people by faking psychic powers, promising them resolution of their various psychological problems and haunted pasts. Her strange son, whom she has a borderline incestual relationship with, is disgusted by the whole affair, only he has real powers. He unleashes magic that grows increasingly more bizarre and confusing, abusing and molesting the customers, releasing an evil poltergeist twin that grows more powerful and abusive, collecting many strange objects and hanging them all over the city, gaining control over some kids, using them for general malicious deeds, and before you know it, frogs come out of people's mouths, a strange dwarf appears with ominous messages, and indescribable things happen to crowds in a train and the streets that are for some reason mixed with scenes from a Macedonian rite

4 commenti:

  1. Segnato... ma suppongo sarà un impresa ;)

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    1. fatti non foste se non per imprese, direbbe Dante :)

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  2. Ciao
    Grazie per le post
    Mi piace molto el blog
    bellissimo!
    Baccio

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