mercoledì 10 agosto 2016

Paper Moon - Peter Bogdanovich

il viaggio di Moze e Addie è davvero divertente.
Addie tifa per Roosevelt,  Moses ne ha visto troppe per avere fiducia nel futuro.
i dialoghi sono bellissimi, Addie (che è Tatum O'Neil, ha vinto l'Oscar nel 1974) ha una faccia perfetta per il ruolo, sa improvvisare e stupire Moze.
insomma due imbroglioni simpaticissimi, come non volergli bene?
non perdetelo, davvero un gioiellino - Ismaele





The two kinds of Depression-era movies we remember best are the ones that ignored the Depression altogether and the ones like “The Grapes of Wrath” that took it as a subject.Peter Bogdanovich’s “Paper Moon” somehow manages to make these two approaches into one, so that a genre movie about a con man and a little girl is teamed up with the real poverty and desperation of Kansas and Missouri, circa 1936. You wouldn’t think the two approaches would fit together, somehow, but, they do, and the movie comes off as more honest and affecting than if Bogdanovich had simply paid tribute to older styles. Maybe that’s why Addie Loggins, the little girl, hardly ever smiles: She can see perfectly well there’s nothing to smile about. The movie opens at her mother’s funeral on a windswept plain. Her mother (we learn from an old photograph) was a flapper of the worst sort, but Addie is a tomboy in overalls and a flannel shirt. At the last moment, an old car comes rattling up and discharges one Moses Pray, con man, alleged Bible salesman and just possibly Addie’s father. He promises to deliver the child to relatives in St. Joe, mostly so he can collect $200 in blackmail money...
da qui

...El camino hace amigos; las diferentes vicisitudes por las que pasarán nuestros protagonistas y la forma de enfrentarse a ellas y a los individuos que en las mismas interactuarán, bajo la atenta batuta de Bogdanovich, que filma todo con una naturalidad exenta de artificio, imprimen carácter y estrechan lazos entre los "socios", más allá de una relación normal entre adulto y menor, sin menoscabo de sus rencillas ocasionales que nunca serán solventadas si no es por medio de una negociación y un convencimiento mutuo del beneficio de permanecer unidos, aparentemente material pero con un trasfondo de aprecio mutuo que crece conforme se desarrollará la trama, solventando la subyacente necesidad de compañía que cualquiera puede sentir en momentos de soledad, pero sin caer en una previsión de futuro que no tiene lugar: ambos protagonistas viven el día a día sin pensar en más futuro que el mañana inmediato a la noche actual: no hay planes, hay supervivencia; la esperanza se reduce a soportar el día hasta la noche y esto lo aprende Addie cuando, hablando de su confianza en Roosvelt, el Presidente, rápidamente Moses le hace tocar de pies en el suelo, simplemente observando la realidad a su alrededor. 
No hay visión de futuro, porque no hay futuro previsible más allá del momento: lo que hay es un camino a seguir, siempre adelante, sin que el fin del mismo sea visible ni parezca preocupar a ninguno de los dos compañeros de viaje, felices por seguir uno al lado del otro, aun con destino incierto...

...Abbastanza dissacrante (Moses che truffa con le Bibbie, la polizia corrotta), ma mai polemico, Paper Moon andrebbe guardato anche solo per la fotografia meravigliosa di Laszlo Kovacs. Il geniale direttore della fotografia di pietre miliari come Easy Rider e New York, New York riesce qui con un bianco e nero spettacolare a trarre il meglio dalla desolazione della provincia americana. Il suo talento e la sensibilità del regista Bogdanovich fanno sì che ogni scena di questo film arrivi davvero dritta al cuore. Menzione speciale al titolo, sicuramente uno dei più intriganti della storia.

Agrodolce commedia on the road nell'America della grande depressione, tra piccole truffe e sogni di libertà.
Un piccolo capolavoro di nostalgica cinefilia, estremamente misurato nella direzione del geniale Bogdanovich e magnificamente fotografato in uno straordinario bianco e nero. Indimenticabile la coppia protagonista in una mirabile prestazione di affiatata e naturale spontaneità. La piccola Tatum, che per questo film vinse l'Oscar, rientra di diritto nella top five dei ragazzini più bravi e simpatici che siano mai approdati al cinema. Papà Ryan non è mai stato così bravo.
Da ritrovare, un autentico gioiello senza tempo.

6 commenti:

  1. l'unica cosa che un po' dispiace è che Tatum O'Neal in seguito non sia diventata un'altra Jodie Foster. Divertente, non lo vedo da una vita... Posso aggiungere che Wim Wenders era preoccupato perché stava girando Alice nelle città quando uscì Paper Moon. C'è un'intervista dove dice che gli cascarono le braccia (lo stesso soggetto...) ma poi gli dissero che i due film erano molto diversi, ed è vero. La differenza è che la bambina di Wenders, Yella Roettlaender, poi decise di suo di non fare più cinema.

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    1. in realtà riappare come un angelo vent'anni dopo:

      http://www.imdb.com/name/nm0745467/

      "Alice nella città" l'ho visto una vita fa, dovrò fare un po' di ripasso...

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    2. eccola vent'anni dopo:

      https://www.youtube.com/watch?v=mF11ktjTRiE

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  2. sì, ho appreso queste cose dal dvd di Faraway, so close...
    :-)
    l'angelo custode di Rudiger Vogler (che è invecchiato troppo presto, peccato: sempre ottimo attore, ma come King of the Road era molto diverso...)

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  3. il film immediatamente successivo di Ryan O'Neal è stato Barry Lyndon
    :-)

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    1. leggo solo adesso che quel giorno era morto il computer e poi mi ero dimenticato di risponderti.

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