martedì 27 gennaio 2015

Asfalto che scotta (Classe tous risques) - Claude Sautet

è il primo film di Claude Sautet, al cinema non fu un successo, Godard e Melville andavano per la maggiore, ma resta un piccolo capolavoro, scritto da Josè Giovanni, uno che la galera l'aveva conosciuta, e che scrive per i grandi del cinema francese di quegli anni.
Lino Ventura è l'eroe del film, un bandito al tramonto, braccato dalla polizia, abbandonato dagli amici. 
gli resta vicino solo un piccolo delinquente, Jean-Paul Belmondo, il più sincero e amico di tutti gli ex amici.
è la solita vecchia storia di amicizia, tradimenti, vigliaccheria, che si ripete da che mondo è mondo, e che tutti capiscono bene, in ogni tempo e in ogni luogo.
guardatelo, non vene pentirete - Ismaele









Along with Jean-Pierre Melville, Sautet was my mentor and guardian in the film business. He even went to see my parents to convince them to allow me to choose film rather than political science as my profession. Pierre Rissient and I served as his press agents. Once I became a director, I had him read my scripts and enrolled him in the large group of advisers—including Truffaut—who came to see my rough cuts. Sautet was the greatest script doctor and edit fixer in French cinema. His comments were always stimulating. He invariably put his finger on what wasn’t working and swiftly found a solution. He fixed, patched, and improved a great many French films, and saved several from disaster.
Do not think I am straying off topic. Far from it. These exacting qualities, Sautet’s synthesizing mind, which didn’t shy away from emotion, underpin his first film and account for its strength and originality.
Yet Classe tous risques’s strength and originality were underestimated upon its initial release. It is true that gangster films had never been particularly popular with a whole segment of the French critical establishment. Journalists loyal to the Communist cause followed Georges Sadoul’s lead in routinely panning them, even those like Night and the City and Touchez pas au grisbi, directed by filmmakers close to the party, insisting it was better to take an interest in workers and tradesmen than in criminals. The Catholics saw in them a threat to morality, a danger to youth…
It’s a film that made me want to wrap my arms around its makers and become their friend.

La sceneggiatura viene scritta da Sautet, Giovanni e l’appena ventiseienne Pascal Jardin.
Il regista, che è noto per il suo perfezionismo, scrive e riscrive e sprona gli altri a fare lo stesso. Ciò che risulta da questo lungo lavoro è un’opera complessa che non si limita all’azione, pur presente, ma scava nella psicologia dei personaggi, soprattutto in quella del suo protagonista, che non per nulla appare diverso dai criminali cinematografici dell’epoca…
…Sautet incontra Belmondo a Saint-Germain-de-Près e rimane conquistato dalla sua presenza e dal suo carisma, che trova assolutamente adatti per il ruolo, malgrado il personaggio nel libro sia più vecchio. Il produttore, invece, non lo vuole: dando dimostrazione di scarso fiuto, dice che alla sua vista sullo schermo, il pubblico chiederà la restituzione dei soldi del biglietto. Sautet e Giovanni si battono per averlo nel film e l’hanno vinta, fortunatamente visto che la sua interpretazione del personaggio è un valore aggiunto…
Classe tous risques è un mirabile esempio di scrittura, con dialoghi che evitano costantemente il superfluo, con personaggi – anche quelli di secondo piano – sempre ben definiti e una storia che non teme il cambio di registro. Malgrado questo, andrà incontro, alla sua uscita nelle sale francesi, a un inaspettato insuccesso di pubblico (meno sonoro di quello di Le trou di Jacques Becker, uscito contemporaneamente). Si rifarà nel tempo, giungendo infine alla rivalutazione e all’indiscutibile consacrazione a classico del cinema europeo….

They say to keep your friends close and your enemies closer. But what’s a guy to do when these two are slowly becoming one and the same? This is the situation faced by the lead character in Classe Tous Risques, the latest French gangster tale to be given the royal treatment by the Criterion Collection. In the tradition of Bob le Flambeur and Le Samouraï, here is a film that doesn’t glamorize the gangster lifestyle but rather shows how years spent living a life of crime can take a toll on someone. Classe Tous Risques isn’t an action-packed film by any means, but the compelling characterizations and increasingly tense atmosphere will grab your attention nevertheless…
da qui

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