domenica 23 giugno 2019

Il Flauto Magico dell'Orchestra di Piazza Vittorio - Mario Tronco, Gianfranco Cabiddu

se non ne potete più delle parole vomitevoli di Salvini e dei suoi complici, se pensate che l'arte sia un milione volte superiore a qualsiasi tweet che vomita odio, se pensate che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, se ancora non sapete che solo a Ellis Island, per tacere del Sudamerica, nei 40 anni fra il 1880 e il 1920, sono sbarcate dalle navi migliaia di persone che insieme si chiamavano, Conte, Di Maio, Salvini e Mattarella,  se credete che lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge,
sappiate che questo film è per voi.
attori quasi tutti di altri continenti, componenti dell'Orchestra di piazza Vittorio, di quella città che un tempo era caput mundi.
la storia di Mozart è bellissima e anche questa volta non si smentisce, si ride e ci si commuove.
fatevi un regalo, guardatevi questo film (solo in una ventina di sale in tutta Italia, purtroppo) - Ismaele





Una natura teatrale che il film non nasconde, anzi cavalca, impiegando gli stessi performer dell'Orchestra come attori - accanto ad altri professionisti, come Petra Magoni nei panni di una regina dark lady o Fabrizio Bentivoglio, Sarastro e co-autore del progetto - giocando con l'unità spaziale - Piazza Vittorio è la location sia del regno di Sarastro che di quello della Regina della Notte - e mantenendo una messa in scena costantemente sopra le righe, esagerata, a cavallo tra favola urbana e musical onirico.
Un ibrido che inevitabilmente si consegna, al cinema, a un pubblico meno popolare e più di nicchia di quello teatrale, ma che proprio per la sua natura visionaria e pionieristica offre almeno due spunti che meritano attenzione. Perché con la sua eccellente partitura musicale, fatta di intelligenti e spassosi riadattamenti mozartiani in chiave jazz, balcanica, reggae o brasiliana, intrecci ritmici africani e orientali e musiche originali di Leandro Piccioni, Il Flauto Magico dell'Orchestra di Piazza Vittorio spezza (un'altra) lancia in favore di un genere, il musical, che il nostro paese sta lentamente riscoprendo. E perché grazie all'eterogeneità di volti e corpi dei suoi performer, provenienti da dieci paesi diversi nel mondo, e alla varietà linguistica dei testi, in otto lingue, è un film che apre Roma, e il cinema italiano, al mondo.
Regalando una sensazione incredibile di novità e freschezza, come se si fosse aperta per la prima volta una finestra in una stanza rimasta chiusa troppo a lungo.

Wolfgang Amadeus Mozart’s The Magic Flute is re-adapted in a feast of world-music influences by the multi-ethnic Piazza Vittorio Orchestra. Prince Tamino’s quest to set his love, the beautiful Tamina, free from the charms of the maleficent wizard Sarastro is sung and performed through sounds coming from Africa, Asia and South America in a magnificent mix of fascinating imagery and immortal music.

Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu raccontano…

Questo film nasce per essere una favola musicale, sognata da un’intera piazza, di una grande città europea di oggi. Piazza Vittorio nel centro di Roma, con i suoi giardini e palazzi frequentati quotidianamente da un’umanità variegata che ne fa il centro del quartiere più multietnico della città è anche il luogo che ha visto nascere l’orchestra omonima. I suoi musicisti, che recitano nel film hanno trasformato l’opera di Mozart in una travolgente interpretazione multilingue. Nel nostro film la Piazza, dopo l’orario di chiusura, dal tramonto fino all’alba del giorno seguente, diventa il luogo dove tutto può accadere e dove tutto effettivamente accade, come in una favola“.
 In questi nostri tempi caratterizzati da un fenomeno migratorio che è quasi un’emergenza, che interessa tutta l’Europa, il messaggio di integrazione, convivenza e scambio necessario trova nella nostra favola una sintesi chiara e immediata, che rende evidente il reciproco arricchimento umano e artistico di cui sono portatrici culture e tradizioni diverse, che sono capaci, nell’incontro, di integrarsi attraverso lo scambio sia musicale che umano. Con una compagnia multietnica di questo genere, confortati da un “punto di partenza” universale e popolare come la musica di Mozart, abbiamo intrapreso questo viaggio cinematografico con la certezza che lo splendore della musica e della poesia veicoli al meglio un messaggio oggi più che mai necessario e universale”.














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