domenica 17 marzo 2013

Kin-dza-dza! - Georgi Daneliya

un piccolo capolavoro, sconosciuto ai più (se ricorda qualcuno a me ricorda Douglas Adams), pieno di invenzioni e di umanità.
ogni parte del film ti stupisce, senza effetti speciali, ma con una fantasia grande e speciale, e ti affezioni ai personaggi del film, davvero.
da non perdere, ku - Ismaele



QUI e QUI il film completo (con sottotitoli in inglese)


cosa rende così stramaledettamente alieno e inedito Kin Dza Dza? Sicuramente gli abitanti di Pluk contribuiscono molto, con la loro follia dilagante, le loro manie, la loro delirante esclamazione “Koo!” e la loro struttura sociale basata sul niente. Ma può bastare così poco? Assolutamente no. Il segreto del film è, molto probabilmente, in quel mix emotivo che trapela da ogni scena: si ride di brutto ma sempre con mestizia. Serenità e malinconia, umanità e disumanità, glacialità e partecipazione, comicità demenziale e addirittura angoscia convivono assieme e, mescolandosi, rivestono ogni cosa rendendola nuova. Ed ecco che un film di fantascienza così, non l’avete visto mai. Correte a recuperarlo, è una di quelle cose da non perdere.

…Gli spettatori del film riconoscevano nella società di Pluk una parodia grottesca di quella sovietica. I poliziotti di Pluk non fanno che chiedere soldi. Le persone sono rigidamente divise in due caste, i ciatlani (prevalentemente privilegiati) e i pazachi (rassomiglianti ai comunisti e ai non aderenti al partito). Mentre tutti erano capaci di telepatia, ingannavano gli altri mentendo nei pensieri. Questo fatto, e il fatto che molti a Pluk affermassero di amare il capo del planeta, Pe-Gè (ПЖ), facevano venire in mente la realtà sovietica.
Il regista Georgi Daneliya nelle interviste ha sempre affermato di non avere avuto lo scopo di riflettere l'URSS, ma piuttosto di immaginare che cosa succederà se il mondo andrà avanti. Daneliya dice scherzando che molte cose si sono avverate, come la divisione in pazachi e ciatlani, o la lingua che si semplifica sempre più (vedi sotto).
Kin-Dza-Dza è rapidamente diventato un film cult tra i giovani nell'URSS. Certe parole e molte espressioni vengono citate tuttora. Molti di quelli che erano collegati ad Internet nell'ex URSS riportarono una forte impressione del film, al punto tale che tuttora uno dei saluti comuni nelle chat, soprattutto in IRC, è ku (russo "ку")…
… La sceneggiatura è stata riscritta molte volte, sia prima, che durante e dopo riprese.
Durante le riprese Konstantin Ustinovic Černenko divenne capo dello stato, e nella parola "ku" i censori videro le sue iniziali (K. U.) e dunque ritennero che il film potesse irriderlo. Mentre il regista stava inventando una nuova parola da sostituire ("ko", "ka", "ki"), il capo dello Stato morì e la necessità decadde.
Il successivo capo dello Stato, Gorbačëv, promosse una campagna contro l'alcolismo, e il regista dovette riscrivere e rigirare alcune delle scene del film. Inizialmente il personaggio di Ghedevan teneva infatti una bottiglia di alcol georgiano prodotto a casa. Secondo la sceneggiatura originale erano capitati sul planeta Alfa invece della Terra perché si erano ubriacati. Il regista cambiò la parola "alcol" con "aceto" e rigirò alcune scene…

Ah, Soviet socio-political satire, ah Russian dystopia. Could anything be greater than a combination of both, in movie format? Unlikely, says Kin Dza-Dza! – a minimal and clever sci-fi masterpiece from the ’80s. Written and directed by revered director Georgi Daneliya, this film from my early years was only allowed to see the light of day thanks to its creator’s reputation. The plot revolves around the story of two oddballs who accidentally teleport to the mysterious planet Pluk in the Kin Dza-Dza galaxy. Fiddler and Uncle Vova unwittingly activate a device belonging to a hobo who claims to be an alien, and the fun begins.
Pluk’s inhabitants are a strange bunch; far advanced in technology, though scarcely evolved socially, with command of only a 2-word vocabulary. They look exactly like humans, have the power of telepathy, yet use a tool that divides all being into two groups – superior and inferior. Uncle Vova and Fiddler have many interesting encounters in store, and much to overcome if they’re ever to make it home.
Kin Dza-Dza! is rich with [not entirely subtle] critique of Communism and the poignant bitter humor I expect from Soviet Era films along with crunchy puns, rust, dust, and a Mad Maxy landscape throughout. Steampunk costumes and gadgets make appearances and are actually utilized in a way that makes sense! It’s a shame this Russian cult favorite isn’t better known – I deem it worthy of the pickiest sci-fi fans, provided they can get past the complete lack of any special effects.

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