venerdì 18 settembre 2026

Nobody has to know - Bouli Lanners

Phil ha perso la memoria, dopo il ricovero torna al suo villaggio, ma  non capisce bene come funziona, come era prima.

e Phil forse aveva una relazione con Millie.

un film anche d'amore, con la memoria labile.

buona (forse amorosa) visione - Ismaele


 

L'abilità di Bouli Lanners - anche interprete di Phil - consiste proprio nel gestire l'ingombrante materia narrativa del suo racconto, da cui distilla la semplice storia d'amore di un uomo e una donna non più giovani ma capaci di costruirsi una nuova vita.
Il film non indugia nemmeno nel sentimentalismo, né quando unisce i due protagonisti né quando li separa. Nessuno deve sapere, con il suo titolo così mélo (e quello francese lo è ancora di più: L'ombre d'un mensonge, l'ombra di una menzogna), sceglie in realtà di ammortizzare ogni possibile tensione legandosi alla grazia dei personaggi: non solo di Phil e Millie, lui così grosso e buono, lei solo in apparenza fredda e distante (a interpretarla è l'intensa Michelle Fairley), ma anche di Brian, nipote di Millie e amico di Phil, che si affeziona a un cane di cui si è smarrito il padrone, e di Angus, austero capofamiglia che rivela un animo da brav'uomo.

da qui

 

Questa sua ultima fatica, intitolata Nobody has to know (in Francia, ove è appena uscito in sala, "L'ombre d'une mensonge") si presenta come un raffinato e trattenuto thriller dell'anima e del cuore che, attraverso una sorta di rinascita obbligata che la drammatica circostanza richiede al nostro sfortunato protagonista, permette di far luce su una comunità isolata sia dalla natura, sia dalla propria riservata etica morale.

La stessa che spinge una donna per troppo tempo soggiogata e costretta in un ruolo sacrificale, ad escogitare un suo piano per poter uscire dal ruolo che le regole severe del luogo le hanno costruito addosso, privandola di ogni libertà ed emozione di vivere.

Lanners dirige con professionalità una sorta di giallo psicologico che sonda tra i comportamenti rigidi ed inflessibili di una società racchiusa ostinatamente in se stessa, pregiandosi di una ambientazione e di paesaggi naturali mozzafiato che ben si contestualizzano a rappresentare una società fuori dal tempo e dalle frenesie di un mondo al contrario decisamente globalizzato.

E il volto interdetto dai molteplici interrogativi che lo colgono, quando il protagonista (reso molto bene dallo stesso Bouli Lanners, attore di comprovata versatilità come accennato sopra) si (ri)scopre addosso un corpo incastonato di tatuaggi a lui - momentaneamente in condizione di amnesia totale - completamente ignoti, diventa il simbolo di un film denso di misteri, ma allo stesso tempo pacato e impegnato a concentrarsi sulle singole sfaccettature interiori dei suoi due protagonisti e di qualche altro personaggio di contorno, piuttosto che concedersi sfacciatamente alle regole della suspence e del thriller.

da qui

 


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