nel film c'è un mistero che riguarda Neil (Tim Roth), che si scoprirà alla fine.
ambientato nella violenta Acapulco, dove Neil è in vacanza con Alice (Charlotte Gainsbourg) e due nipoti.
a Neil non importa della morte della madre, delle arrabbiature di Alice, e di molto altro, diventa l'amante di Berenice (Lazua Larios), innamorato perché non aveva niente da fare (cantava Luigi Tenco).
come in una cipolla scorrendo i vari strati si arriva al cuore del film, una specie di thriller dell'anima di Neil.
un film convincente, bisogna farsi prendere per mano da Michel Franco.
buona (solare) visione - Ismaele
…possiamo dire che il concetto di tempo è il vero
protagonista di questo Sundown. Partendo dalla sua durata
limitata, di appena 84 minuti, passando per quello che sembra mancare nella
vita di Alice, sempre sommersa dal lavoro, e per quello di cui Neil prova a
riappropriarsi prima che sia troppo tardi, il tempo è centrale nella
narrazione. Nonostante questo, però, il suo scorrere non attribuisce nessun
tipo di ritmo o dinamismo al film, lasciandosi quasi
andare a un lento trascorrere delle ore, caratterizzato solamente dalla
ripetizione costante delle stesse azioni un giorno dopo l’altro. Completamente
immersa in questa sorta d’inerzia e sospensione, dunque, la vicenda acquisisce
la rara capacità di irritare lo spettatore, stanco di non comprendere la
vacuità delle azioni e dello sguardo di Neil.
L’uomo, infatti, osserva il mondo che lo
circonda seduto al sole su di una sedia in riva al mare, circondato dal clamore
di una spiaggia affollata. Un giorno dopo l’altro, un’ora dopo l’altra. Come se
fosse immerso in una costante attesa o in una contemplazione interiore di cui
non comprendiamo mai l’oggetto. Una scelta stilistica, questa, che appesantisce
e rallenta ancora di più l’andamento della narrazione, e che lascia onestamente
interdetti nonostante un chiarimento finale che, però, non basta a risollevare
le sorti del film. Arrivati ai frame finali, infatti, il regista decide
finalmente di imprimere una velocità contenuta per portare lo spettatore a
comprendere le ragioni dietro l’irragionevolezza del suo personaggio.
Nonostante questo, però, il tempo trascorso ad attendere ha messo a dura prova
le capacità empatiche di chi osserva, lasciandolo emotivamente distaccato dal
cuore della narrazione…
…Proprio come il
Locke/Jack Nicholson con Jane Doe/Maria Schneider infatti il Bennett di Roth
trova in Berenice (Lazua Larios, bravissima) una barca su cui salpare verso una
nuovo inizio così da lasciarsi lentamente scivolar via un problematico (e
silenzioso) vissuto. Franco però non premia affatto l’agire
spensierato-sconsiderato del suo (anti)eroe protagonista, finendo con il
presentargli il conto di una solitudine soltanto costeggiata e
involontariamente desiderata da Bennett nel suo idillio paradisiaco che – tra
secondo e terzo atto – va a concretizzarsi sino alla depersonalizzazione
dell’individuo in ogni aspetto di una vita sempre più esistenza. Senza alcuna
identità, senza appartenenza, senza famiglia, senza amore. Un film su cui
riflettere…
…Due
momenti fulminei danno però , in maniera diversa, la svolta al racconto: da
Londra una telefonata annuncia la morte della matriarca della famiglia e un
breve ,e al primo impatto inspiegabile, segmento di qualche secondo, ci offre
la chiave di lettura di tutto il film, ma sfido chiunque a capirlo prima che si
giunga alla fine, una trappola narrativa insomma che funziona perchè non svela
niente ma che al termine darà una prospettiva nuova alla storia, ammesso che
uno si ricordi di quel piccolo inserto…
…Sundown ha il
solo scopo di descrivere quella situazione di alienazione dal mondo che è
propria dell’uomo, che a volte lo costringe ad allontanarsi dai costrutti
sociali che lo vorrebbero operativo secondo le logiche prestabilite. Neil
Bennett è un uomo a cui non è mai mancato nulla, ha ereditato denaro e
fortuna ed è probabilmente sempre stato abituato ad una vita agiata condita da
comportamenti impostati e situazioni standard. Quello che accade nella sua
mente risponde alle domande:
“Quale senso ha comportarsi secondo
delle regole imposte da altri?”
“Quale senso ha inseguire uno scopo
solamente perché ci è stato insegnato così?”
“Quale scopo ha comportarsi come un
gregge e reagire alla vita come gli altri si aspettano che tu faccia?”
Sundown è un’opera
decisamente interessante, che cattura l’attenzione dello spettatore grazie ad
un personaggio enigmatico interpretato in maniera minimalista e precisa
da Tim Roth. Purtroppo, le aspettative create nella prima parte
della vicenda non vengono concretizzate nella seconda.
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