domenica 5 luglio 2026

Lady Nazca - Damien Dorsaz

la realtà supera la fantasia, il film racconta lascoperta e il recupero e la conservazione delle linee di Nazca, in Perù.

Maria Reiche (interpretata da una bravissima Devrim Lingnau) intuisce che quelle linee sono importanti, e testardamente fa di tutto per salvare quel patrimonio dell'umanità, contro tutti.

un bel film da non perdere.

buona (testarda) visione - Ismaele


  

Il film è silenziosamente incantevole, e la sua grazia non va confusa con la gentilezza innocua. Al contrario, proprio nella sua misura raccolta, Lady Nazca – La signora delle linee esercita una forma di resistenza al rumore contemporaneo, al bisogno costante di spiegare, accelerare, emozionare. In tempi dominati da narrazioni sempre più aggressive e da un immaginario audiovisivo che fatica a concedere spazio alla durata e alla contemplazione, questa opera sceglie di essere un balsamo senza diventare evasione, di offrire bellezza senza sottrarsi alla responsabilità della storia. C’è qualcosa di profondamente commovente in questo modo di fare cinema: un modo che non urla il proprio impegno, ma lo lascia emergere dalla relazione paziente tra un volto, un deserto e le linee millenarie che li attraversano entrambi. Più che una biografia, dunque, Lady Nazca – La signora delle linee è una meditazione sulla memoria, sul rispetto e sulla resistenza. Rende omaggio a una donna che ha scelto di proteggere il passato perché il futuro non lo smarrisse del tutto, e nel farlo interroga anche noi: la nostra capacità di custodire ciò che non produce profitto immediato, di riconoscere la bellezza dove non coincide con lo spettacolo, di comprendere che alcune vite contano non per il clamore che generano, ma per la dedizione silenziosa con cui difendono ciò che il mondo, lasciato a se stesso, finirebbe per dimenticare. In questo sta la delicatezza e insieme la profondità del film: nel ricordarci che i veri gesti eroici non hanno la forma dell’impresa, ma quella più austera, più rara e più vulnerabile della veglia.

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Monumentale. Non il film, che è un gran bel film, ma Maria Reiche. Perché la donna merita un monumento, perché è unastoria biografica monumentale, perché la studiosa è l’emblema della donna che combatte contro tutti affermando non solo le sue intuizioni ma anche il suo essere donna, senza voler essere, almeno all’inizio, una femminista nel senso classico, ma per affermare la propria persona e le identità di visione scientifica che l’hanno spinta fino ad un limite che lei stessa neanche conosceva. Andava avanti nelle sue ricerche e nelle sue convinzioni solo perché non vedeva altre strade da percorrere, rinunciando a tutto, persino all’affetto della sua cara compagna. Per tutto ciò, monumentale….

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Maria ha avuto qualcosa, all’inizio, che somiglia ad un’allucinazione, ad una magica intuizione, vedendo dall’alto di un dirupo, durante un’escursione con Paul, strane linee a raggera perdersi verso l’orizzonte.

E’ giovane, poco più che ventenne, dedicherà tutta la sua vita a quelle linee di cui capirà il mistero, la forma complessa, la bellissima costellazione disegnata nella sabbia.

Dopo dura battaglia la zona sarà dichiarata patrimonio dell’umanità e protetta da leggi, ma Maria non si sposterà più di là, la sua tomba è vicino alle sue linee.

Una lotta impari contro la società degli uomini e dei politici è stata coronata da vittoria perenne.

Inutile rivelare qui il mistero, si priverebbe la visione del suo alto gradiente emotivo, possiamo solo dire che la scena di Maria che capisce, di fronte al sole che tramonta, illuminando il tracciato della riga, commuove, trascina, fa pensare che non tutto è perduto se una piccola donna e poverissimi Quechua hanno insegnato all’uomo per cosa è giusto vivere.

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…«Ho conosciuto Maria Reiche nel 1996, durante un viaggio in Perù. Nel mio diario di viaggio scrissi allora: “Per i peruviani, Maria Reiche resterà sempre la donna che ha scoperto e amato la loro cultura. Per il mondo, sarà la pioniera di Nazca. Per me, è la donna che non consuma il mondo, ma lo nutre e ne fa parte; sarà sempre la donna che mi ha reso consapevole della forza della mia vita e di ciò che posso farne.” Ciò che mi interessava erano la forza e l’energia che scaturiscono dalla vita di questa donna. Ed è proprio questa forza che ho voluto trasmettere al pubblico.» (Damien Dorsaz)

«L’intimità e la dimestichezza del regista con la protagonista, i suoi spazi e le sue linee, è netta ed inequivocabile. Oltre ad intercettare tematiche attuali come quelle ecologiche e femministe, Lady Nazca. La signora delle linee è un film ispirato anche nelle coincidenze fortuite, come la libellula che si posa su Maria durante il bagno in uno stagno. Con sensibilità, Dorsaz accompagna la protagonista Devrim Lingnau nella sua scoperta e nel suo percorso di consapevolezza.» (Leonardo Ricci Lucchi, Sentieri Selvaggi)

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