la realtà supera la fantasia, il film racconta lascoperta e il recupero e la conservazione delle linee di Nazca, in Perù.
Maria Reiche (interpretata da una bravissima Devrim Lingnau) intuisce che quelle linee sono importanti, e testardamente fa di tutto per salvare quel patrimonio dell'umanità, contro tutti.
un bel film da non perdere.
buona (testarda) visione - Ismaele
…Il film è silenziosamente incantevole, e la sua grazia
non va confusa con la gentilezza innocua. Al contrario, proprio nella sua
misura raccolta, Lady Nazca – La signora delle linee esercita una forma di resistenza al rumore
contemporaneo, al bisogno costante di spiegare, accelerare, emozionare. In
tempi dominati da narrazioni sempre più aggressive e da un immaginario
audiovisivo che fatica a concedere spazio alla durata e alla contemplazione,
questa opera sceglie di essere un balsamo senza diventare evasione, di offrire
bellezza senza sottrarsi alla responsabilità della storia. C’è qualcosa di
profondamente commovente in questo modo di fare cinema: un modo che non urla il
proprio impegno, ma lo lascia emergere dalla relazione paziente tra un volto,
un deserto e le linee millenarie che li attraversano entrambi. Più che una
biografia, dunque, Lady Nazca – La signora delle linee è una meditazione sulla memoria, sul rispetto e sulla
resistenza. Rende omaggio a una donna che ha scelto di proteggere il passato
perché il futuro non lo smarrisse del tutto, e nel farlo interroga anche noi:
la nostra capacità di custodire ciò che non produce profitto immediato, di
riconoscere la bellezza dove non coincide con lo spettacolo, di comprendere che
alcune vite contano non per il clamore che generano, ma per la dedizione
silenziosa con cui difendono ciò che il mondo, lasciato a se stesso, finirebbe
per dimenticare. In questo sta la delicatezza e insieme la profondità del film:
nel ricordarci che i veri gesti eroici non hanno la forma dell’impresa, ma
quella più austera, più rara e più vulnerabile della veglia.
Monumentale. Non il film, che è un gran bel
film, ma Maria Reiche. Perché la donna merita un monumento, perché è unastoria biografica monumentale, perché la studiosa è l’emblema della donna che
combatte contro tutti affermando non solo le sue intuizioni ma anche il suo essere donna, senza voler essere, almeno all’inizio, una femminista nel senso classico, ma per affermare la propria persona e le identità di visione scientifica che l’hanno spinta fino ad un limite che lei stessa neanche conosceva. Andava avanti nelle sue ricerche e nelle sue convinzioni solo perché non vedeva altre strade da percorrere, rinunciando a tutto, persino all’affetto della sua cara compagna. Per tutto ciò, monumentale….
…Maria ha avuto qualcosa,
all’inizio, che somiglia ad un’allucinazione, ad una magica intuizione, vedendo
dall’alto di un dirupo, durante un’escursione con Paul, strane
linee a raggera perdersi verso l’orizzonte.
E’ giovane, poco più che ventenne, dedicherà tutta la sua
vita a quelle linee di cui capirà il mistero, la forma complessa, la bellissima
costellazione disegnata nella sabbia.
Dopo dura battaglia la zona sarà dichiarata patrimonio
dell’umanità e protetta da leggi, ma Maria non si sposterà più di là, la sua tomba
è vicino alle sue linee.
Una lotta impari contro la società degli uomini e dei
politici è stata coronata da vittoria perenne.
Inutile rivelare qui il mistero, si priverebbe la visione del
suo alto gradiente emotivo, possiamo solo dire che la scena di Maria che
capisce, di fronte al sole che tramonta, illuminando il tracciato della riga,
commuove, trascina, fa pensare che non tutto è perduto se una piccola donna e
poverissimi Quechua hanno insegnato all’uomo per cosa è giusto vivere.
…«Ho conosciuto Maria Reiche nel 1996, durante un viaggio
in Perù. Nel mio diario di viaggio scrissi allora: “Per i peruviani, Maria
Reiche resterà sempre la donna che ha scoperto e amato la loro cultura. Per il
mondo, sarà la pioniera di Nazca. Per me, è la donna che non consuma il mondo,
ma lo nutre e ne fa parte; sarà sempre la donna che mi ha reso consapevole
della forza della mia vita e di ciò che posso farne.” Ciò che mi interessava
erano la forza e l’energia che scaturiscono dalla vita di questa donna. Ed è
proprio questa forza che ho voluto trasmettere al pubblico.» (Damien Dorsaz)
«L’intimità e la dimestichezza del regista con
la protagonista, i suoi spazi e le sue linee, è netta ed inequivocabile. Oltre
ad intercettare tematiche attuali come quelle ecologiche e femministe, Lady Nazca. La signora delle linee è
un film ispirato anche nelle coincidenze fortuite, come la libellula che si
posa su Maria durante il bagno in uno stagno. Con sensibilità, Dorsaz
accompagna la protagonista Devrim Lingnau nella sua scoperta e nel suo percorso
di consapevolezza.» (Leonardo Ricci Lucchi, Sentieri Selvaggi)
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