ispirato a un libro di Luciano Secchi (Max Bunker), Bruno Corbucci gira un film con un investigatore privato imbranato, ma capace di risolvere i casi che si trova davanti, sopratutto l'omicidio di una ragazza con cui non riesce a fare l'amore.
il film non è un capolavoro, ma si vede benissimo grazie sopratutto al bravissimo Renato Pozzetto, ma non solo, è un esempio di cinema medio che ai suoi tempi riempiva le sale cinematografiche.
buona (detective) visione - Ismaele
QUI si può vedere il film completo
Film giallo-comico con Pozzetto ai
massimi livelli.
La pellicola ormai cult tra gli appassionati di
Pozzetto e' veramente molto divertente e godibile e si segue dall'inizio alla
fine senza annoiare mai.
La sceneggiatura e' stata cucita alla comicita'
di Pozzetto, quindi tutto fila liscio.
La regia e' di Bruno corbucci ormai esperto in
trame giallo comiche visto che in quegli anni spopolava con i film di Thomas
Milian.
Grande film!
Il film è basato sul primo libro
della serie "Riccardo Finzi" (intitolato "Agenzia investigativa"
appunto), scritto, nel 1978, da Luciano Secchi (alias il fantomatico Max Bunker
dei fumetti Alan Ford, Kriminal e Satanik). Il tutto condito dalla simpatia di
Renato Pozzetto, che interpreta Finzi alla sua maniera. Accanto a lui, un
divertente Enzo Cannavale e una Lori del Santo alle prime armi. Azzeccato anche
Elio Zamuto (duro in molti poliziotteschi e doppiatore del dottor Procton di
Goldrake), poliziotto buono e siculo che si esprime in scioglilingua.
La commistione fra commedia all'italiana e giallo
funziona a meraviglia in questo film che si avvale di un Pozzetto investigatore
privato alle prime armi davvero in gran forma con la sua comicità disincantata
infilata fra l'intreccio di varie indagini fra le quali spicca la morte della
figlia di un ricco finanziere che puzza di omicidio camuffato da incidente.
L'ambientazione milanese è efficace come tutti i
personaggi di contorno fra i quali è devastante Elio Zamuto nel ruolo del
commissario di polizia che parla incastrando un proverbio dietro l'altro e
nelle scene in cui interagisce con Riccardo Finzi scatena risate genuine con il
suo proverbiale atteggiamento da duro dall'accento siculo: Pozzetto gli
risponde da par suo sguainando altrettanti proverbi e dando così vita a
dialoghi esilaranti.
Il film è anche stracolmo di pubblicità subliminale
dai pacchetti di Muratti Ambassador sventolate da Pozzetto in più di una
occasione oltre alle bottiglie di J&B, Cynar e Asti Cinzano sempre ben
inquadrate dal lato dell'etichetta e qualche manifesto del Punt e Mes…
La terribile e vistosa
esilità della trama, trova riscatto nella simpatia e nella spigliatezza di
Pozzetto che crea numerosi momenti divertenti. La regia è mediocre, l'intreccio
non è così originale e la sceneggiatura ha pochi spunti divertenti, ma il
protagonista rimedia a molte mancanze usando il suo talento naturale. Perciò il
risultato finale è gradevole.
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