mercoledì 1 gennaio 2014

Southcliffe - Sean Durkin

dopo “Still life” (qui) cercavo un altro film con Eddie Marsan e ho trovato “Southcliffe”.
è una serie in quattro parti che dura come un film lungo.
la scansione temporale del racconto non lineare era difficile da rendere in un unico film e così la serie è lo strumento più adatto a sviluppare la storia (e le storie).
umiliazioni e armi sono una miscela esplosiva, e quando le cose succedono sono così veloci e intense da essere irrimediabili.
Southcliffe potrebbe essere qualsiasi cittadina del mondo, ma quando ci sono le armi, e i miti militari e della forza, lì i drammi sono senza rimedio per troppe persone.
poi è un cercare di ricostruire, di capire, per molti il silenzio e l’oblio sono la cosa migliore, fino alla prossima volta.
e chi cerca la verità è fastidioso.
eccezionali e credibili gli interpreti, la sceneggiatura, con i tempi perfetti, è di Tony Grisoni, .
non fatevelo sfuggire, non resterete delusi - Ismaele 




…E' una storia sbilenca, con l'unità di tempo flessa a piacimento per conferire ritmo alla narrazione (quel ritmo che normalmente Southcliffe e tutte le città come lei , non hanno ), una narrazione volutamente frammentata che volge lo sguardo a  spettri del passato, a delitti e castighi a cui si aggiunge la tipica chiusura mentale , oltre che geografica, che caratterizza la piccola cittadina, in cui tutti conoscono tutti e soprattutto tutti sanno tutto di tutti.
E se Stephen è affondato da fantasmi invisibili, quelli che assillano David, il giornalista, hanno un nome e un cognome: quello del padre coinvolto in un misterioso affaire anni prima di cui tutti gli abitanti di Southcliffe sono a conoscenza.
E sono pericolosi come quelli che spingono Stephen a imbracciare quel dannato fucile e uccidere senza motivo quindici persone.
Aleggia un senso di morte e disperazione su questa serie in cui tutto viene suggerito e ben poco viene mostrato, eppure è qualcosa che ti entra dentro, un'inquietudine che fa fatica ad abbandonarti anche dopo che sono terminati i titoli di coda dell'ultimo episodio.
Tutto questo perché la città di Southcliffe è talmente anonima che potrebbe essere dovunque, è il simbolo di una provincia assonnata, quasi narcotizzata che viene svegliata nel bel mezzo di un incubo da una realtà che è ben peggiore del peggiore dei sogni funesti…

Southcliffe non è una serie d’intrattenimento. Se volete qualcosa di leggero per passare in allegria una serata, non è proprio la più consigliata tra le visioni. A dirla tutta, non è nemmeno una serie vera e propria. È una mini-serie britannica composta da 4 episodi appena. Gli inglesi d’altra parte ci hanno ormai abituati a prodotti di durata breve, ma di qualità e intensità enormi e questa Southcliffe non fa eccezione. Oltre a essere stati presentati al Toronto Film Festival, a ulteriore segno che il confine tra tv e cinema è ormai sempre più sottile…

Siamo di fronte a un prodotto di qualità straordinaria, ma tutt'altro che facile. Viene richiesta allo spettatore una attenzione elevatissima, le vicende si sovrappongono con continui rimandi e richiami ai vari momenti in cui si snoda la narrazione.
E non vi è nulla di consolatorio nello sviluppo della storia, solo la consapevolezza di quanto può essere crudele la illogicità di certi comportamenti umani. Illogicità però solo apparente perché la spiegazione sta dentro le righe, ma bisogna essere bravi a leggerla.
Detto dei meriti indiscutibili dello sceneggiatore e del regista, non si può però non tributare il giusto riconoscimento all'eccellente manipolo di attori impegnato a rendere una prova di notevole qualità, tanto da risultare difficile fare graduatorie...

It is rare to watch a TV show in 2013 and realise, within about 15 minutes, that it might be one of the best British dramas of all time. But Channel 4's Southcliffe, which finished on Sunday, is something really rather special. Exploring the dynamics of a fictional English town affected by a Hungerford-type shooting, it is a magisterial one-off and a taut, haunting extrapolation of small-town taunting. With an elliptical back-and-forth structure and a provincial, pylon-buzzing lyricism, this is timelessly classy, state-of-the-nation television-as-literature…
da qui

6 commenti:

  1. bellissima serie vista tutta di un fiato. Mi fa estremamente piacere che tu l'abbia gradita così tanto!

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    1. davvero bello, e ho trovato anche "Appropriate Adult", mai vista?

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  2. no, ma mi documento subito, sono un alunno volenteroso....

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    1. cerco qualche sottotitolo, ma non è facile:(

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  3. Come sai perfettamente d'accordo.
    Anche se ho trovato la parte del "poi è un cercare di ricostruire, di capire, per molti il silenzio e l’oblio sono la cosa migliore, fino alla prossima volta." come troppo diversa da ciò che la precedeva, un cambio di ritmo che sebbene regali moltissimo a livello emozionale rende Southcliffe diverso da quello che stava diventando.
    Cioè, Morton ad esempio nel terzo e quarto episodio neppure si vede.
    Non lo so, queste due diverse costruzioni temporali e questo racconto prima in fieri e poi basato solo sul dopo un pò mi ha fatto storcere il naso.
    Sarà per la storia in fondo inutile e troppo lunga dell'immigrata romena, non puoi mettere in fondo ad una serie così intenza e variegata una vicenda tanto debole.
    Resta un prodotto di livello altissimo

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    1. se fosse stato un film da tre ore sarebbe stato più compatto e coerente, ma se comanda la tv i tempi cambiano, e bisogna un po' "riempire"

      è sempre una cosetta buona e giusta...

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