giovedì 9 gennaio 2014

L’ultimo spettacolo – Peter Bogdanovich

un film di gente che fugge e gente che muore, muore anche l'unica sala cinematografica, vinta dalla tv, in una cittadina flagellata dal vento.
tante scene sono memorabili, ne cito una, verso la fine, quando Billy, viene investito, da un camionista che trasporta animali che vanno al macello. 
e che dire dell'affetto di Sonny per Billy (che nella vita vera sono fratelli)?
e del monologo di Sam?
si aggiunga, tra l'altro, che Sonny, il protagonista, è anche il protagonista, lo stesso anno, di “E Johnny prese il fucile” e che Orson Welles ha suggerito che il film fosse girato in bianco e nero.
ci sono poi altre decine di motivi per non perdere questo grandissimo film, non ve ne pentirete mai - Ismaele




The Last Picture Show", opera nata quasi per caso, finisce per diventare una delle pellicole più appassionate e significative degli anni settanta: "segna il passaggio dall'adolescenza all'età matura e la stretta correlazione tra il cinema e la vita appartiene anche all'itinerario del suo autore verso una progressiva maturità [...] Bogdanovich si ritrova ad aver spazzato via tragicamente, come il vento il quale nulla poteva l'ingenua ostinazione di Billy, quello che apparteneva alla sua gioventù, ai suoi sogni più cari, per approdare ad una più severa riflessione sulla fine di un mondo, di un'età e di un cinema". Bogdanovich si mette in gioco in questa pellicola, che darà il via ad una lunga carriera cinematografica (a dire il vero, abbastanza sfortunata) contrassegnata costantemente da una riflessione sul cinema, sul ricordo di esso, e sulla vita. 

L'affresco generazionale che viene fornito allo spettatore è però ben poco rassicurante: da chi cerca il matrimonio solo come status symbol per non essere bollata come è successo alla madre (e in mezzo a questo uno squallido incontro di sesso con il suo amante ), a chi trova rifugio nelle braccia dell'ex moglie del coach che sta cercando solo di sentirsi viva in qualche maniera, per non parlare di tutti i giovani che sono fuggiti da Anarene , il quadro è a tinte fosche.
L'America anni '50 è un campo di battaglia metaforico e reale, una nazione che sta cercando il progresso rinnegando troppo presto il passato e sacrificando  troppe giovani vite in una guerra lontana  varie migliaia di miglia.
La quotidianità di Anarene è portata su schermo in modo estremamente limpido ma anche con quell'aria di casualità che la rende più reale del vero, ma è un qualcosa che ferisce e fa riflettere.
Impossibile avere nostalgia di una nazione che sembra voglia sentirsi viva solo impegnandosi in guerre non volute( quella di  Corea ma si può leggere tranquillamente Vietnam tra quelle righe, il film è del 1971) mentre è possibile sentire la mancanza dei miti cinematografici che hanno "guidato" le adolescenze di molti diventati adulti negli anni '70.
A suo modo L'ultimo spettacolo è il film che apre all'inquietudine che caratterizzerà molto cinema a venire di quel decennio…

Siamo di fronte ad uno dei capolavori assoluti del cinema, un film di straordinaria bellezza, che unisce il lirismo delle immagini ad una visione nostalgica, commossa ma anche irriverente e critica di un mondo dissolto, quello della frontiera americana, vista nelle vite comuni di un gruppo di persone che abitano una cittadina del Texas.

The best scene in "The Last Picture Show" takes place outside town at the "tank," an unlovely pond that briefly breaks the monotony of the flat Texas prairie. Sam the Lion has taken Sonny and the retarded boy Billy fishing there, even though, as Sonny observes, there ain't nothing in the tank but turtles. That's all right with Sam: He doesn't like fish, doesn't like to clean them, doesn't like to smell them. He goes fishing for the scenery.
"Try one?" he says, offering Sonny the makings of a hand-rolled cigarette. And then he begins an wistful monologue, about a time 20 years ago when he brought a girl out to the tank and they swam in it and rode their horses across it and were in love on its banks. The girl had life and fire, but she was already married, and Sam even then was no longer young. As he tells the story, we realize we are listening to the sustaining myth of Sam's life, the vision of beauty that keeps him going in the dying town of Anarene, Texas…

…Una película pues que no tan solo ha soportado el paso del tiempo perfectamente sino que, además, ha mejorado ostensiblemente, pues su propuesta arriesgada en la forma no ha perdido valor y su contenido, tomado el foco en un microcosmos tan lejano, permanece inalterado en el fondo: imperdible para el cinéfilo que no la haya degustado y para quien la vio hace tiempo, ocasión perfecta para refrescarla y paladearla como si de una buena copa de vino añejo se tratara: con calma y fruición.
da qui

4 commenti:

  1. un film di una bellezza stordente ancora oggi a distanza di tanti anni...

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    1. una grande bellezza per una storia tristissima...

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  2. uno dei tanti motivi per vedere il film è Cybill Shepherd, perché in questo film è indimenticabile (anche se il suo personaggio è negativo, superficiale) mentre in altri film è sempre bellissima ma non convince. La mano del vero autore, che si vede soprattutto nella guida degli attori: come le attrici di Bergman, hai presente Ingrid Thulin senza Bergman?
    Un'altra considerazione: purtroppo per noi, sono film che sono tornati di grande attualità. Ho visto di recente Europa 51 (occuparsi dei poveri è considerato una malattia mentale), prossimamente avremo Furore...

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    1. Cybill Shepherd ha una parte antipatica, ma esistono calcolatori e calcolatrici.
      hai notato che i 40 anno sono l'anticamera della vecchiaia?
      tempi duri,i nostri lo sono per quello che dici tu, ma "Furore" mi sembra prematuro e inadatto, da noi, temo.
      il lavoro sugli attori è bellissimo, tutto sembra così vero e reale, e mentre lo guardi pensi che quello è un classico.

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